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Cassazione Civile, Ordinanza n. 27374/2023 del 26/09/2023

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (datore di lavoro)

La controversia

Il lavoratore ha agito per ottenere il riconoscimento del diritto alla prosecuzione o, in subordine, alla costituzione di un rapporto di lavoro subordinato con la compagnia aerea subentrante, con inquadramento come assistente di volo, anzianità dal 1.2.1990 e decorrenza dal 13.1.2009, chiedendo anche il ripristino del rapporto e le differenze retributive. In via subordinata ha domandato la declaratoria di nullità, illegittimità o inefficacia del termine apposto al contratto a tempo determinato stipulato il 4.6.2013. La pretesa si fondava su un accordo del 30/31 ottobre 2008 tra le società e le organizzazioni sindacali, relativo alla ricollocazione del personale del precedente vettore: secondo il ricorrente, l’accordo gli attribuiva un diritto all’assunzione o comunque alla continuità del rapporto. La Corte d’appello aveva negato tale diritto, qualificando l’accordo come atto interprivato non produttivo, di per sé solo, di un diritto soggettivo all’assunzione e rilevando, in ogni caso, che il lavoratore non aveva provato il possesso dei requisiti richiesti dai criteri pattizi di selezione. Con i motivi di ricorso per cassazione il lavoratore ha dedotto: violazione dei canoni ermeneutici e delle norme sul contratto a favore di terzo; omesso esame di fatti decisivi e mancata valutazione del materiale probatorio sui requisiti di professionalità, localizzazione, anzianità e carichi di famiglia; violazione delle norme sull’onere della prova e sulla valutazione delle prove; violazione dell’art. 112 c.p.c. per omessa considerazione di documenti decisivi; violazione delle norme del codice della navigazione, lamentando il mancato riconoscimento della continuità del rapporto con la cessionaria.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha corretto la motivazione della Corte territoriale affermando che l’accordo tra le imprese, con la partecipazione sindacale, va qualificato come contratto a favore di terzi, che attribuisce ai beneficiari individuati o individuabili un diritto azionabile verso l’impresa promittente; tuttavia, quando l’accordo non indica nominativamente i lavoratori ma stabilisce criteri di selezione, il titolo della pretesa non è l’accordo da solo, ma anche il concreto possesso dei requisiti pattuiti. Ne deriva che il lavoratore che agisce per l’assunzione deve provare rigorosamente che, applicando quei criteri, la scelta sarebbe dovuta cadere su di lui. Nel caso concreto, la Corte ha ritenuto infondate le censure sulla prova, osservando che il ricorrente non aveva dimostrato di possedere tutti i criteri prioritari né di essere stato pretermesso rispetto ad altri candidati meno titolati; ha inoltre dichiarato inammissibili i motivi che, sotto la veste di vizi di motivazione o violazioni di legge, miravano in realtà a una rivalutazione del merito. Infine, ha escluso che le norme del codice della navigazione invocate imponessero la continuità del rapporto con la cessionaria, trattandosi di disciplina riferita al mutamento di esercente di un singolo aeromobile e non al trasferimento d’azienda. Le spese sono state poste a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • art. 5, comma 2-ter, d.l. n. 347/2003

    richiamato dal ricorrente a sostegno della pretesa assunzionale, ma non ritenuto decisivo dalla Corte

  • art. 12 disp. prel. c.c.

    richiamato quale criterio ermeneutico invocato dal ricorrente

  • art. 1362 c.c.

    richiamato per sostenere una diversa interpretazione dell'accordo sindacale

  • art. 1372, comma 2, c.c.

    richiamato dal ricorrente in tema di efficacia del contratto

  • art. 1411 c.c.

    la Corte lo richiama per affermare la qualificazione dell'accordo come contratto a favore di terzo

  • art. 2932 c.c.

    richiamato dal ricorrente

  • art. 2697 c.c.

    la Corte ribadisce che l'onere di provare i requisiti previsti per l'assunzione grava sul lavoratore che agisce in giudizio

  • art. 115 c.p.c.

    la Corte afferma che la violazione è configurabile solo se il giudice utilizzi prove non introdotte dalle parti o acquisite d'ufficio illegittimamente, non quando valuti diversamente le prove dedotte

  • art. 116 c.p.c.

    la violazione non si configura per la mera diversa valutazione del materiale istruttorio da parte del giudice di merito

  • art. 230 c.p.c.

    richiamato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate nella valutazione delle prove

  • art. 112 c.p.c.

    la Corte distingue tra omessa pronuncia e interpretazione della domanda, richiedendo nel primo caso il controllo diretto sugli atti

  • art. 15 L. n. 300/1970

    richiamato dal ricorrente per dedurre un principio di non discriminazione

  • art. 1 cod. nav.

    richiamato dal ricorrente tra le norme del codice della navigazione

  • art. 917 cod. nav.

    la Corte esclude che tale norma fondi un diritto generalizzato alla continuità del rapporto di lavoro con la cessionaria

  • art. 938 cod. nav.

    la Corte lo considera riferito al mutamento di esercente di uno specifico aeromobile e non ai trasferimenti d'azienda

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    la Corte ribadisce che il vizio è limitato all'omesso esame di un fatto storico decisivo e non consente rivalutazione delle prove

  • art. 111, comma 6, Cost.

    richiamato per il minimo costituzionale della motivazione

  • art. 132, comma 2, n. 4 c.p.c.

    la mancanza o apparente insufficienza radicale della motivazione integra nullità della sentenza

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    richiamato per il raddoppio del contributo unificato in caso di rigetto del ricorso

Massime di principio

  • Un accordo tra impresa cedente/subentrante e organizzazioni sindacali che preveda la ricollocazione del personale può integrare un contratto a favore di terzi, azionabile dai lavoratori beneficiari individuati o individuabili.
  • Se l'accordo non indica nominativamente i lavoratori da assumere ma stabilisce criteri di selezione, il diritto del singolo all'assunzione non deriva dall'accordo in astratto, ma anche dalla prova del concreto possesso dei requisiti previsti per l'individuazione del beneficiario.
  • L'onere di provare la sussistenza dei requisiti costitutivi del diritto all'assunzione grava integralmente sul lavoratore che lo rivendica.
  • La violazione dell'art. 115 c.p.c. è configurabile solo quando il giudice ponga a base della decisione prove non introdotte dalle parti o illegittimamente acquisite d'ufficio, non quando attribuisca diverso peso alle prove ritualmente offerte.
  • La violazione dell'art. 116 c.p.c. non può essere invocata per contestare la valutazione di merito delle risultanze istruttorie, salvo che si alleghi l'utilizzo di prove legali in modo contrario alla loro natura o di prove non dedotte.
  • Il vizio di cui all'art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c. riguarda l'omesso esame di un fatto storico decisivo e non consente una nuova valutazione del compendio probatorio o delle argomentazioni difensive.
  • Le norme del codice della navigazione sul mutamento di esercente di un aeromobile non sono sovrapponibili alla disciplina del trasferimento d'azienda e non fondano, di per sé, un diritto generalizzato alla continuità del rapporto di lavoro con il nuovo soggetto imprenditoriale.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimento d'aziendaImpugnazioniProve
RamiLavoroProcesso civile
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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