Sentenza n. 2427/2026 - Palermo, Sezione 4
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Trapani che aveva riconosciuto il pagamento di 1.000 euro a titolo di bonus "Carta del Docente" per gli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a., chiedendo che fosse ordinato al Ministero dell’Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza definitiva del Tribunale di Trapani, sezione lavoro, n. 243/2024, che aveva disposto in suo favore il pagamento di 1.000 euro a titolo di bonus "Carta del Docente" ai sensi dell’art. 1, comma 121, della l. n. 107/2015, con riferimento agli anni scolastici 2021/2022 e 2022/2023. La ricorrente ha inoltre chiesto l’attribuzione degli interessi sulla somma dovuta. Il Ministero si è costituito con atto di mera forma. Il giudice ha verificato l’ammissibilità dell’ottemperanza a una sentenza passata in giudicato del giudice ordinario, l’avvenuto passaggio in giudicato attestato dalla cancelleria il 29 dicembre 2025 e il rispetto del termine dilatorio di 120 giorni previsto dall’art. 14 del d.l. n. 669/1996, considerato che la sentenza era stata notificata all’amministrazione il 14 agosto 2024.
La decisione
Il TAR ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato in parte. Ha affermato che il giudizio di ottemperanza è esperibile per l’esecuzione delle sentenze del giudice ordinario passate in giudicato e ha accertato l’inadempimento del Ministero. Di conseguenza, ha ordinato al Ministero di eseguire la sentenza del Tribunale di Trapani mediante il pagamento delle somme ivi indicate entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza del TAR, se anteriore. Ha invece respinto la domanda relativa agli interessi, poiché la sentenza da eseguire non contemplava tale voce accessoria e il giudizio di ottemperanza non può estendere il contenuto del giudicato. Per il caso di ulteriore inerzia, ha nominato commissario ad acta il Direttore generale competente del Ministero, con facoltà di delega, assegnandogli un ulteriore termine di 60 giorni dalla richiesta dell’interessata per compiere gli atti necessari all’esecuzione. Il commissario opera senza compenso ulteriore, in applicazione analogica dell’art. 5-sexies, comma 8, della l. n. 89/2001. Le spese sono state compensate in ragione del parziale accoglimento.
Norme richiamate
artt. 112 e ss. c.p.a.
Con ricorso proposto ai sensi degli artt. 112 e ss. del c.p.a.
Disciplinano il giudizio di ottemperanza, utilizzabile per ottenere l’esecuzione del giudicato e, in caso di persistente inerzia, la nomina di un commissario ad acta.
art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
è ammissibile il giudizio di ottemperanza per le sentenze del giudice ordinario passate in cosa giudicata
Il giudizio amministrativo di ottemperanza è ammissibile per l’esecuzione delle sentenze del giudice ordinario divenute definitive.
art. 14 d.l. n. 669/1996
termine dilatorio di 120 giorni
L’azione esecutiva nei confronti della pubblica amministrazione è proponibile solo dopo il decorso del termine dilatorio previsto dalla disposizione; nel caso concreto il termine risultava rispettato.
art. 1, comma 121, l. n. 107/2015
bonus “Carta del Docente”
È la disposizione sostanziale richiamata dal titolo giudiziale per il riconoscimento del beneficio economico alla docente.
art. 5-sexies, comma 8, l. n. 89/2001
senza ulteriore compenso in virtù del principio della onnicomprensività della retribuzione dirigenziale
La disposizione, dettata per i giudizi di ottemperanza relativi ai decreti emessi ai sensi della l. n. 89/2001, è ritenuta applicabile analogicamente anche alle altre condanne al pagamento di somme di denaro, escludendo un compenso aggiuntivo per il commissario ad acta dirigente.
art. 1, comma 777, l. n. 208/2015
come introdotta dall’art. 1, comma 777, l. n. 208/2015
È richiamata quale disposizione introduttiva della disciplina dell’art. 5-sexies, comma 8, l. n. 89/2001, applicata analogicamente dal giudice.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è ammissibile per ottenere l’esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato, purché siano rispettati gli ulteriori presupposti di proponibilità previsti dalla legge, compreso il decorso del termine dilatorio per l’esecuzione nei confronti della pubblica amministrazione.
- Quando l’amministrazione non esegue una sentenza definitiva che la condanna al pagamento di una somma di denaro, il giudice dell’ottemperanza può ordinare il pagamento entro un termine determinato e nominare contestualmente un commissario ad acta per l’eventuale ulteriore inerzia.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice deve limitarsi ad assicurare l’attuazione del contenuto del giudicato e non può riconoscere voci accessorie, quali interessi o ulteriori somme, non contemplate dal titolo giudiziale da eseguire.
- Il dirigente nominato commissario ad acta per l’esecuzione di una condanna pecuniaria della pubblica amministrazione può svolgere l’incarico senza compenso ulteriore, in applicazione analogica della disciplina prevista per i giudizi di ottemperanza relativi ai decreti emessi ai sensi della l. n. 89/2001, in ragione del principio di onnicomprensività della retribuzione dirigenziale.
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