Cassazione Penale, Sentenza n. 18111/2026 del 20/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza di assoluzione della Corte d'appello (Sez. distaccata di Taranto) ritenendo che la decisione violi l'art. 388 c.p. e presenti mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione. Contestava la valutazione sulla mancanza dell'elemento materiale e psicologico del reato (atti simulati o fraudolenti diretti ad eludere l'adempimento di obblighi derivanti da sentenza esecutiva). In particolare, il ricorso censura che la Corte d'appello abbia ritenuto innocua la trascrizione di preliminari di vendita (sostanzialmente idonei a paralizzare la soddisfazione del creditore), non abbia adeguatamente confrontato e sfidato la motivazione del Tribunale che aveva formato giudizio di colpevolezza, e abbia dato rilievo illogico al fatto che i preliminari non si siano trasformati in contratto definitivo, omettendo di valutare la consapevolezza degli imputati della provvisionale esecutiva e la continuità negoziale tra i preliminari.
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso del Procuratore Generale, ritenendo che la sentenza impugnata non abbia rispettato l'obbligo di "motivazione rafforzata" richiesto quando la Corte d'appello riforma in senso assolutorio una decisione di condanna. La Cassazione ha ritenuto che l'appello non abbia svolto un'analisi stringente del provvedimento di primo grado, non si sia confrontato adeguatamente con i passaggi decisivi della sentenza del Tribunale (tra cui la rilevanza della successione di preliminari trascritti, la paralisi delle pretese creditorie e la strategia volta a conservare la disponibilità dei beni), e abbia dato un'argomentazione lacunosa e non persuasiva sull'assenza del dolo. Per questi motivi la sentenza di assoluzione è stata annullata e la causa è stata rinviata alla Corte di appello di Lecce in diversa composizione per nuovo giudizio, con istruzioni a colmare le carenze motivazionali e a valutare con adeguata "forza persuasiva" gli elementi di fatto e la consistenza del dolo.
Norme richiamate
art. 388 cod. pen.
Norma invocata quale fattispecie penalmente rilevante per atti simulati o fraudolenti volti a sottrarre beni all'adempimento di obblighi derivanti da sentenza; la Corte ha ritenuto che la fattispecie comprenda sia atti simulati sia atti fraudolenti diretti a impedire l'azione dei creditori e che la valutazione del dolo richieda considerazione della continuità negoziale e della consapevolezza dell'esecutività della condanna
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Fondamento formale del ricorso per cassazione (violazione di legge e motivazione manifestamente illogica/contraddittoria); la censura ha riguardato l'errata applicazione/valutazione della norma penale e la carenza motivazionale della sentenza impugnata
art. 1379 cod. civ.
Richiamato in tema di efficacia del patto obbligatorio opponibile a terzi: la Corte d'appello ha discusso se la trascrizione del preliminare renda gli obblighi opponibili ai creditori e, quindi, idonei a paralizzare l'azione esecutiva
art. 2645-bis cod. civ.
Riferimento alla durata e alla efficacia della trascrizione del preliminare (presunzione triennale) e alla continuità degli effetti trascrittivi tra successivi preliminari, rilevante per verificare l'opponibilità ai terzi e l'eventuale elusione delle garanzie creditorie
Massime di principio
- Quando la Corte d'appello riforma una sentenza di primo grado (in particolare una condanna), è obbligata a fornire una "motivazione rafforzata": analisi approfondita della sentenza impugnata, confronto puntuale dei passaggi decisivi e spiegazione logico-probatoria delle ragioni per cui la prova assume diversa valenza
- La trascrizione di un contratto preliminare di vendita può rendere il patto obbligatorio opponibile ai terzi (art. 1379 c.c.) e, se ripetuta in successione senza soluzione di continuità, può avere effetti rilevanti sulla possibilità del creditore di soddisfarsi sul bene; tale struttura negoziale può integrare elementi di addebito ai fini del reato di atti simulati/fraudolenti se posta in essere con consapevolezza dell'esecutività della sentenza
- La mera mancata stipula del contratto definitivo non esclude automaticamente l'esistenza del dolo fraudolento: il giudizio deve valutare lo scopo reale degli atti (simulazione, elusione della garanzia, conservazione della disponibilità) e il contesto temporale (conoscenza legale del dispositivo, successione di atti, intervento di azioni civili parallele)
- Per configurare l'elemento psicologico del reato è necessario considerare la sussistenza di un progetto negoziale unitario e consapevole finalizzato a pregiudicare i creditori, nonché la relazione con altre azioni (es. causa civile, iscrizioni ipotecarie bancarie) che possano mostrare la strategia deliberata
- In caso di controversie su opponibilità e revocatoria, il giudice deve valutare la possibilità di azione revocatoria ordinaria in relazione alla natura degli atti (definitivi vs. preliminari) e spiegare chiaramente perché un atto si ritiene idoneo o meno a sottrarre i beni all'azione dei creditori
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