Cassazione Penale, Sentenza n. 34089/2023 del 02/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la conferma in appello delle condotte ritenute costitutive di tentata concussione (art. 317 c.p., nella versione introdotta dalla L. n.190/2012): Canfora avrebbe, abusando della qualifica di presidente della Provincia, e Di Nesta quale tramite/agevolatore, contattato ripetutamente il presidente del Consorzio Gianluigi Cassandra il 15-16 ottobre 2014 per indurlo a sospendere o revocare le nomine del Collegio sindacale della società partecipata CGS, con frasi minacciose del tipo "ci saranno spiacevoli conseguenze" e "metterò in campo qualsiasi iniziativa per paralizzare l'attività del Consorzio". Cassandra resistette; successivamente Canfora adottò provvedimenti di sospensione e revoca poi ritenuti illegittimi dal giudice amministrativo. In cassazione le difese contestavano: inattendibilità della prova testimoniale della parte offesa; inutilizzabilità delle schermate/messaggi; mancata configurabilità dell'abuso di qualità e dell'idoneità intimidatoria (assenza di potere effettivo della Provincia sul Consorzio); carenza dell'elemento soggettivo; eventuale riclassificazione nel reato meno grave di induzione indebita o violenza privata.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato tutti i ricorsi, confermando la ricostruzione probatoria e la qualificazione del fatto come tentata concussione. Ha ritenuto pienamente attendibile la deposizione della parte offesa, ammissibili come documenti le schermate fotografiche dei messaggi inviate da Cassandra, e probatoriamente significativi i provvedimenti amministrativi adottati da Canfora, nonché la sequenza temporale che dimostra l'azione ritorsiva. Ha affermato l'esistenza dell'abuso di qualità e della minaccia costrittiva, l'idoneità intimidatoria della condotta e la perseguibilità dell'"altra utilità" anche se di natura politica. Ha confermato la configurabilità del tentativo di concussione nonostante la resistenza della vittima e ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese in favore della parte civile. (Sentenze di merito: condanna in primo e secondo grado; in Cassazione rigetto dei ricorsi e conferma delle statuizioni civili e penali).
Norme richiamate
Codice penale, art. 317
art. 317 cod. pen. (concussione) e modifiche introdotte dalla L. n. 190/2012
La Corte ha interpretato "altra utilità" in senso ampio comprendente anche vantaggi di natura politica; ha ritenuto integrato l'abuso costrittivo quando il pubblico ufficiale sfrutta la propria qualifica per imporre decisioni e ottenere utilità indebite, pur se non economiche
Codice penale, art. 56 e art. 110
art. 56 (tentativo) e art. 110 (concorso di persone nel reato)
Il giudice ha ritenuto integrato il tentativo di concussione quando sono stati posti in essere atti idonei e non equivoci diretti a costringere la vittima, anche se il risultato finale non si è verificato; ha altresì ravvisato il concorso fra Canfora e Di Nesta
Codice penale, art. 319-quater
art. 319-quater cod. pen. (induzione indebita a dare o promettere utilità)
La Corte ha distinto la concussione dall'induzione indebita: quest'ultima implica una persuasione con minore pressione sulla libertà decisionale; nel caso concreto la condotta è stata qualificata come abuso costrittivo tipico della concussione
Costituzione, art. 97
Richiamato come criterio interpretativo: il comportamento degli imputati ha violato i principi di imparzialità e buon andamento dell'amministrazione, elemento centrale per configurare lo sviamento di potere
Legge n. 190 del 2012
L. 6 novembre 2012, n. 190
Ha introdotto la formulazione dell'art. 317 nel testo attuale; la Corte ha applicato i parametri della riforma per valutare l'abuso costrittivo e la nozione di utilità
Massime di principio
- Le schermate o screenshot di messaggi (WhatsApp/sms) prodotti dalla parte offesa possono essere utilizzati come prova documentale se la fonte è ritenuta credibile e le dichiarazioni correlate sono riscontrabili; non è sempre necessaria la verifica tecnica del dispositivo
- L'"altra utilità" ai fini della concussione comprende vantaggi non economici, compresi quelli di natura politica: la finalità di rafforzare la presenza del proprio schieramento nell'ente partecipato può integrare l'indebitamento di utilità
- La concussione in forma tentata è integrata ogni volta che il pubblico ufficiale compie atti idonei a coartare la volontà altrui, anche se la vittima resiste; rileva l'idoneità concreta della minaccia, non solo l'esito
- Per distinguere concussione e induzione indebita si valuta l'intensità della pressione: la concussione richiede abuso costrittivo (minaccia/violenza che limita gravemente la libertà di autodeterminazione), mentre l'induzione è persuasione con margini decisionali più ampi
- Lo sviamento di potere (uso della carica per fini particolari estranei all'interesse pubblico) è elemento centrale per configurare l'abuso della qualità; non è rilevante che l'utilità perseguita sia di natura politica piuttosto che personale
- In sede di Cassazione il sindacato sui fatti è limitato: se il giudizio di merito contiene una motivazione logica e basata su riscontri probatori, la Suprema Corte non rielabora fatti alternativi richiesti dalla difesa
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