Cassazione Penale, Sentenza n. 33597/2022 del 13/09/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza della Corte d'appello di Torino che confermava la loro condanna per bancarotta fraudolenta per distrazione (omessa riscossione di un credito di circa 20,6 mln verso la Sotragem) e aveva dichiarato l'estinzione del reato di bancarotta semplice. Contestavano, in particolare, la mancata valutazione dei cosiddetti "vantaggi compensativi" derivanti dall'appartenenza al gruppo, e la non configurabilità del ruolo di amministratori di fatto per Antonio e Federico Careri; deducevano vizi di motivazione e violazioni di norme del diritto fallimentare e civile nonché mancanza di autosufficienza del materiale probatorio richiamato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi infondati. Ha confermato il principio secondo cui l'omessa riscossione di un credito può integrare il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito secondo cui non erano stati dimostrati vantaggi compensativi "fondatamente prevedibili" a favore della società fallita o dei suoi creditori. Ha altresì ritenuto legittima la valutazione che attribuiva ai Careri la qualifica di amministratori di fatto sulla base di testimonianze e documentazione raccolta, e ha rigettato i profili di vizio motivazionale per difetto di autosufficienza delle allegazioni in cassazione.
Norme richiamate
art. 216, comma 1, legge fallimentare
omessa riscossione di crediti come fattispecie di bancarotta fraudolenta patrimoniale
La mancata riscossione di un credito rientra nelle condotte idonee a depauperare il patrimonio della società e può integrare bancarotta fraudolenta; il patrimonio va inteso in senso lato (inclusi i crediti).
art. 2634 cod. civ.
vantaggi compensativi (comma 3)
I vantaggi compensativi invocati per giustificare operazioni infragruppo devono essere "fondatamente prevedibili" e concreti: non è sufficiente l'appartenenza a un gruppo o mere aspettative; è necessario dimostrare il saldo finale positivo delle operazioni nell'interesse del gruppo e, quanto alla società sacrificata, un beneficio prevedibile che neutralizzi il pregiudizio per i creditori.
art. 2639 cod. civ.
La qualifica di amministratore di fatto si desume da un complesso di indici e elementi sintomatici (rapporti con dipendenti, fornitori, clienti, attività gestionale) e non richiede necessariamente la sottoscrizione formale di atti; la prova è valutata complessivamente dai giudici di merito.
art. 173 disposizioni attuative cod. proc. pen.
In cassazione i motivi devono essere enunciati nei limiti indicati dall'art.173: i ricorsi devono essere autosufficienti nella indicazione e, se necessario, nell'allegazione degli atti probatori ritenuti travisati, pena l'inammissibilità delle censure basate su documenti non prodotti o non puntualmente indicati.
art. 23 comma 8 d.l. 127/2020
Predisposizione della trattazione del ricorso senza intervento delle parti (deposizione della requisitoria e conclusioni scritte del P.G.), procedura applicata nel caso.
Massime di principio
- L'omessa riscossione di crediti da parte di una società in difficoltà può costituire bancarotta fraudolenta patrimoniale: la nozione di patrimonio comprende anche i crediti e il loro mancato realizzo è atto depauperativo.
- L'appartenenza a un gruppo societario non legittima automaticamente operazioni che depauperano una società: i vantaggi infragruppo devono essere concreti, prevedibili e tali da neutralizzare l'immediato pregiudizio per i creditori della società sacrificata.
- È onere dell'imputato che invoca vantaggi compensativi dimostrarne il carattere fondatamente prevedibile e, se possibile, il bilancio finale positivo delle operazioni compiute nell'interesse del gruppo.
- La qualifica di amministratore di fatto può essere riconosciuta sulla base di elementi sintomatici e testimonianze convergenti; non è indispensabile la sottoscrizione formale di contratti per attribuire responsabilità gestionali di fatto.
- In cassazione le doglianze che si fondano su atti processuali richiamati devono rispettare il principio di autosufficienza: occorre indicare e, se necessario, allegare puntualmente gli atti che si ritengono travisati, altrimenti le censure possono essere dichiarate inammissibili.
Testo integrale
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