Sentenza del 30/06/2021 n. 18374 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Impugnazione di cartella di pagamento relativa a INVIM richiesta nei confronti della ricorrente, socia di una società di capitali estinta, notificata senza che fosse preceduta da un avviso di liquidazione che indicasse le ragioni e gli elementi (somme o beni ricevuti in liquidazione e relativo valore) che legittimano l'esazione nei confronti del socio; dedotta violazione degli artt. 2945 c.c. e DPR 600/1973 art.60 e richiesta di possibilità di contestare la fondatezza della pretesa impositiva.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, ha cassato la sentenza impugnata della CTR che aveva ritenuto legittima la cartella e, decidendo nel merito, ha accolto il ricorso originario della contribuente ritenendo la cartella illegittima in mancanza di un preventivo avviso di liquidazione contenente gli elementi che dimostrano l'obbligo del socio a rispondere entro il limite delle somme o beni effettivamente ricevuti in liquidazione. Spese compensate.
Norme richiamate
D.P.R. n. 602 del 1973, art. 36, comma 5
D.P.R. n. 602/1973, art.36, comma 5
Richiamato per il tema dell'esazione, ma la Corte osserva che tale disciplina non opera pienamente per i casi limitati dal D.Lgs. 46/1999; comunque la Corte esige che, per società di capitali estinte, l'Amministrazione renda note le ragioni dell'esazione al socio tramite avviso di liquidazione.
D.P.R. n. 602 del 1973, art. 60
D.P.R. n. 602/1973, art.60
Richiamato dalla ricorrente come norma procedurale sulla notificazione degli atti impositivi; la Corte conferma la necessità, in casi di responsabilità del socio di società di capitali, di un atto formale che consenta al socio di contestare la pretesa.
D.Lgs. n. 46 del 1999, art. 19
D.Lgs. n. 46/1999, art.19
La norma limita l'applicazione del DPR 602/1973 agli accertamenti delle imposte dirette; la Corte però sottolinea che, pur in presenza di tali limiti, l'Agenzia deve comunque informare il socio con apposito avviso di liquidazione quando esige imposte accertate in capo alla società di capitali.
art. 2495 c.c.
Fondamento della responsabilità dei soci di società di capitali dopo la cancellazione: i creditori possono agire sui soci nei limiti di quanto essi hanno ricevuto in liquidazione; la Corte richiede che l'Amministrazione indichi gli elementi che provano tale ricezione.
art. 2304 c.c.
Richiamato nell'analisi delle responsabilità personali dei soci nelle società di persone, per spiegare la differenza rispetto alle società di capitali.
art. 2291 c.c.
Richiamato per sottolineare la responsabilità illimitata e solidale dei soci delle società di persone, in contrasto con il regime dei soci di società di capitali.
art. 2945 c.c.
Invocato dalla ricorrente in tema di decadenze o termini; la questione è stata però risolta dalla Corte richiamando il principio della necessità dell'avviso di liquidazione per consentire la possibilità di contestazione.
D.L. n. 137 del 2020, art. 23, comma 8-bis (conv. L. n.176/2020)
D.L. n.137/2020, art.23, comma 8-bis
Norma richiamata solo per la modalità di trattazione della causa (udienza pubblica trattata in camera di consiglio con modalità da remoto) e per la disciplina procedurale con cui è stato trattato il ricorso.
art. 118 disp. att. c.p.c.
art. 118 disp. att. c.p.c.
Richiamato come base per l'applicazione del precedente di legittimità; la Corte ha ritenuto applicabile il proprio precedente senza necessità di accertamenti di fatto.
art. 384 c.p.c.
Richiamato per decidere immediatamente nel merito in assenza di accertamenti di fatto da svolgere.
Massime di principio
- Quando si richiede l'esazione di imposte accertate in capo a una società di capitali estinta, l'Amministrazione finanziaria deve notificare al socio un avviso di liquidazione che espliciti le ragioni dell'obbligo e gli elementi da cui risulti che il socio ha ricevuto somme o beni in fase di liquidazione (con indicazione del valore): senza tale avviso la cartella esattoriale è illegittima.
- La disciplina è diversa rispetto alle società di persone: nei rapporti tributari con società di persone l'Amministrazione può, in linea generale, procedere all'esazione nei confronti dei soci senza preventiva notifica di un atto impositivo originario, mentre per le società di capitali è necessario accertare e comunicare il limite della responsabilità (quanto effettivamente percepito).
- Un giudicato costituito nei confronti della società non basta per far valere direttamente l'esecutività contro i soci di una società di capitali; è necessario fornire elementi specifici riguardo alla ricezione di somme o beni in liquidazione per giustificare l'esazione nei loro confronti.
- Il contribuente ha diritto ad essere messo nelle condizioni di contestare la pretesa impositiva: la mancanza di un atto formale motivato (avviso di liquidazione) può determinare l'illegittimità dell'azione esecutiva.
- In pratica, in una situazione analoga il contribuente socia di una società di capitali estinta dovrebbe chiedere la produzione da parte dell'Amministrazione dell'avviso di liquidazione e degli elementi probatori sulle somme/beni ricevuti in liquidazione; l'Amministrazione, se intende agire, deve motivare e documentare tali elementi prima di procedere con la cartella esattoriale.
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