Salta al contenuto
Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-391/17

Sentenza della Corte (Grande Sezione) del 31 ottobre 2019. — Commissione europea contro Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. — Inadempimento di uno Stato – Risorse proprie – Associazione dei paesi e territori d’oltremare (PTOM) all’Unione europea – Decisione 91/482/CEE – Articolo 101, paragrafo 2 – Ammissione all’importazione nell’Unione in esenzione da dazi doganali dei prodotti non originari degli PTOM che si trovano in libera pratica in uno PTOM e sono riesportati tal quali verso l’Unione – Certificati di esportazione EXP – Rilascio irregolare di certificati da parte delle autorità di uno PTOM – Articolo 4, paragrafo 3, TUE – Principio di leale cooperazione – Responsabilità dello Stato membro che intrattiene relazioni particolari con lo PTOM interessato – Obbligo di compensare la perdita di risorse proprie dell’Unione causata dal rilascio irregolare di certificati di esportazione EXP – Importazioni di alluminio da Anguilla. — Causa C-391/17

Giurisprudenza europea62017CJ0391

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di giustizia, in un ricorso per inadempimento della Commissione, ha affermato che il Regno Unito era tenuto a rispondere del rilascio irregolare di certificati EXP da parte delle autorità di Anguilla. Poiché tali certificati avevano consentito importazioni di alluminio nell’Unione in esenzione da dazi, causando una perdita di risorse proprie, il Regno Unito avrebbe dovuto compensare tale perdita in applicazione del principio di leale cooperazione. La Corte ha quindi dichiarato l’inadempimento e ha condannato il Regno Unito alle spese.

Inadempimento del Regno Unito per mancata compensazione della perdita di risorse proprie dell’UE causata dal rilascio irregolare, da parte delle autorità di Anguilla, di certificati EXP per importazioni di alluminio.

La questione giuridica

Se, in forza del principio di leale cooperazione, lo Stato membro cui è collegato uno PTOM debba rispondere del rilascio irregolare di certificati EXP da parte delle autorità di tale PTOM e compensare la perdita di risorse proprie dell’Unione derivante dal mancato recupero dei dazi doganali; e se tale obbligo possa comprendere anche gli interessi di mora.

Principio di diritto

Lo Stato membro che mantiene relazioni particolari con uno PTOM è responsabile, nei confronti dell’Unione, del rilascio irregolare di certificati EXP da parte delle autorità di tale PTOM quando il rilascio avvenga in violazione della disciplina UE applicabile ai PTOM; conseguentemente, in forza dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE, esso deve adottare tutte le misure necessarie per eliminare le conseguenze illecite della violazione e quindi compensare la perdita di risorse proprie derivante dal mancato recupero dei dazi doganali, maggiorata, se del caso, degli interessi di mora a decorrere dalla richiesta di compensazione.

Norme richiamate

  • Articolo 258 TFUE
  • Articolo 4, paragrafo 3, TUE
  • Articolo 131 del Trattato CE
  • Articolo 133, paragrafo 1, del Trattato CE
  • Articolo 136 del Trattato CE
  • Articolo 227, paragrafi 1 e 3, del Trattato CE
  • Decisione 91/482/CEE
  • Regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89
  • Regolamento (CEE) n. 2913/92
  • Regolamento (CEE) n. 2454/93
  • Regolamento (CE, Euratom) n. 1605/2002
  • Regolamento (CE, Euratom) n. 2342/2002
  • Regolamento (CE) n. 515/97
  • Carta delle Nazioni Unite, articolo 73

Mancata compensazione della perdita di risorse proprie per certificati EXP irregolari rilasciati da Anguilla

La pronuncia riguarda un ricorso per inadempimento ex articolo 258 TFUE proposto dalla Commissione contro il Regno Unito in relazione a importazioni di alluminio da Anguilla. La questione centrale è se lo Stato membro “di riferimento” per uno PTOM debba compensare la perdita di risorse proprie dell’Unione causata dal rilascio irregolare di certificati di esportazione EXP.

Contesto fattuale e procedimento precontenzioso

Nel 1998-1999 ad Anguilla venne istituito un sistema di trasbordo di alluminio proveniente da paesi terzi, con rilascio di certificati EXP per la riesportazione verso l’Unione. La Commissione, sulla base di una relazione dell’amministrazione doganale del Regno Unito, di una comunicazione UCLAF e di una relazione OLAF del 2003, ritenne che tali certificati fossero stati rilasciati in violazione dell’articolo 101, paragrafo 2, della decisione PTOM, perché collegati a un “aiuto al trasporto” considerato come restituzione parziale dei dazi doganali.

La Commissione richiamò poi le decisioni REC 03/2004 e REM 03/2004, con cui aveva qualificato un analogo sistema come incompatibile con la disciplina PTOM e aveva riconosciuto, in casi comparabili, la possibilità di non procedere alla contabilizzazione a posteriori o di concedere lo sgravio dei dazi. Dopo diffida e parere motivato rimasti senza esito, la Commissione ha agito in giudizio chiedendo di constatare la violazione dell’obbligo di compensazione della perdita di risorse proprie.

Normativa rilevante

La Corte richiama:

  • l’articolo 4, paragrafo 3, TUE sul principio di leale cooperazione;
  • gli articoli 131, 133, 136 e 227 del Trattato CE, nella disciplina dei PTOM;
  • la decisione 91/482/CEE, in particolare l’articolo 101, paragrafo 2, l’articolo 108 e gli articoli 234-237 nonché l’allegato III sul certificato EXP e sulla procedura di cooperazione;
  • il regolamento (CEE, Euratom) n. 1552/89 sulle risorse proprie;
  • il codice doganale (regolamento n. 2913/92) e il regolamento di applicazione n. 2454/93, specie gli articoli 220, paragrafo 2, lettera b), 239, 873, 875, 907 e 908;
  • il regolamento finanziario n. 1605/2002 e il regolamento di esecuzione n. 2342/2002, quanto agli interessi e alla prescrizione;
  • il regolamento n. 515/97 sulla mutua assistenza doganale;
  • la Carta delle Nazioni Unite, articolo 73, richiamata dal Regno Unito in relazione all’autonomia dei territori non autonomi.

Questione giuridica esaminata

La Corte doveva stabilire:

  • se il Regno Unito fosse responsabile, verso l’Unione, del rilascio irregolare dei certificati EXP da parte delle autorità di Anguilla;
  • se tale responsabilità implicasse l’obbligo di compensare la perdita di risorse proprie dell’Unione;
  • se l’eventuale compensazione dovesse essere maggiorata da interessi di mora;
  • se il ricorso fosse sufficientemente provato, anche alla luce del tempo trascorso e della giurisprudenza sulla ragionevole durata delle richieste di pagamento.

Ragionamento della Corte sulla responsabilità dello Stato membro per l’azione del PTOM

La Corte afferma anzitutto che il ricorso va esaminato alla luce dell’articolo 4, paragrafo 3, TUE, allora vigente quando la Commissione aveva richiesto la compensazione. Ricorda che, pur essendo gli PTOM soggetti a un regime speciale e pur non applicandosi loro le disposizioni generali dei trattati senza espresso richiamo, il caso non riguarda l’applicazione diretta del principio di leale cooperazione ad Anguilla, bensì la responsabilità del Regno Unito come Stato membro.

Secondo la Corte, le relazioni particolari tra il Regno Unito e Anguilla, previste dall’articolo 131 del Trattato CE, giustificano una responsabilità specifica dello Stato membro quando le autorità del PTOM rilasciano certificati EXP in violazione della decisione PTOM. Il certificato EXP è infatti uno strumento disciplinato dal diritto dell’Unione applicabile agli PTOM; le autorità del PTOM, nel rilasciarlo, devono rispettare i requisiti dell’articolo 101, paragrafo 2.

La Corte respinge gli argomenti del Regno Unito fondati:

  • sulla distinzione formale tra Stato membro e PTOM affermata in altra giurisprudenza relativa alla rappresentanza internazionale;
  • sulla cooperazione amministrativa prevista dalla decisione PTOM, che non esclude la responsabilità dello Stato membro;
  • sull’autonomia costituzionale di Anguilla, che non viene pregiudicata dalla responsabilità del Regno Unito verso l’Unione.

La responsabilità dello Stato membro viene formulata in termini ampi: essa si estende a qualsiasi errore commesso dalle autorità del PTOM nel rilascio dei certificati EXP.

Obbligo di compensare la perdita di risorse proprie e interessi

La Corte ricorda che il principio di leale cooperazione impone agli Stati membri di eliminare le conseguenze illecite delle violazioni del diritto dell’Unione. Poiché il rilascio irregolare dei certificati EXP ha impedito alle autorità doganali dello Stato membro di importazione di riscuotere i dazi dovuti, la perdita di risorse proprie tradizionali costituisce una conseguenza illecita della violazione.

Di conseguenza, lo Stato membro responsabile deve compensare tale perdita. La Corte precisa inoltre che la sola restituzione dell’importo dei dazi non riscossi non basta a eliminare tutte le conseguenze illecite della violazione: la compensazione può quindi essere maggiorata degli interessi di mora, che decorrono dalla richiesta rivolta allo Stato membro di procedere alla compensazione.

Prova dell’irregolarità dei certificati e della perdita di risorse proprie

Quanto alla prova, la Corte ritiene sufficiente il combinato disposto della relazione OLAF del 2003 e delle decisioni REC 03/2004 e REM 03/2004. Tali atti dimostrano che ad Anguilla era stato applicato un meccanismo identico o comparabile, basato su riscossione di dazi e successivo versamento di un aiuto al trasporto di 25 USD per tonnellata, considerato dalla Commissione come restituzione parziale dei dazi doganali e quindi incompatibile con l’articolo 101, paragrafo 2.

La Corte osserva che, una volta forniti elementi sufficienti circa una prassi amministrativa non corretta nel territorio del PTOM, incombeva al Regno Unito contestare in modo sostanziale e dettagliato tali elementi. Ciò non è avvenuto. Peraltro, le dichiarazioni di importazione prodotte mostrano che i certificati EXP sono stati effettivamente utilizzati per importazioni in esenzione da dazi nell’Unione, sicché il nesso causale con la perdita di risorse proprie risulta dimostrato.

La difesa basata sulla mancata tempestività della richiesta della Commissione viene respinta: la Commissione non poteva sollecitare la compensazione prima di essere stata informata, dalle autorità italiane, delle decisioni di sgravio e restituzione; in ogni caso, il termine richiamato dalla giurisprudenza Nencini non era superato.

Dispositivo

La Corte dichiara che il Regno Unito, non avendo compensato la perdita di risorse proprie derivante dal rilascio irregolare, da parte delle autorità di Anguilla, di certificati EXP per importazioni di alluminio da Anguilla nel periodo 1999/2000, è venuto meno agli obblighi derivanti dall’articolo 4, paragrafo 3, TUE. Il Regno Unito è condannato alle spese, mentre il Regno dei Paesi Bassi sopporta le proprie spese.

Principio affermato

In materia di PTOM, lo Stato membro con cui il territorio intrattiene relazioni particolari può essere chiamato a rispondere, nei confronti dell’Unione, del rilascio irregolare di certificati EXP da parte delle autorità del territorio stesso; quando tale irregolarità provoca la mancata riscossione di dazi doganali, lo Stato membro deve compensare la perdita di risorse proprie dell’Unione e, se del caso, corrispondere interessi di mora dalla richiesta di compensazione.

Come è indicizzato

Materierisorse proprie dell’unioneassociazione dei paesi e territori d’oltremaredazi doganaliprincipio di leale cooperazioneresponsabilità dello stato membro

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza europea, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.