Cassazione Penale, Sentenza n. 43904/2022 del 18/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Arcoleo era stato condannato per il reato di invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.) e per il beneficio di cui all'art. 639bis c.p. per aver occupato, tramite la collocazione di una pedana in legno di circa 60 mq delimitata da pannelli, suolo pubblico al fine di trarne profitto. In merito ai fatti risultava invece pacifico che l'imputato nel 2011 era subentrato allo zio nella conduzione dell'attività di ristorazione, che la pedana era stata originariamente installata e autorizzata dallo zio fino al 2011, che Arcoleo aveva chiesto la voltura e il rinnovo dell'autorizzazione (ottenuti solo nel 2015) e che nel frattempo aveva continuato a corrispondere la tassa per l'occupazione del suolo pubblico. Il ricorso in Cassazione contestava la qualificazione penalistica della condotta sostenendo che il subentro e il comportamento tenuto escludevano l'arbitrarietà dell'occupazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato: ha rilevato un errore di diritto nella valutazione del requisito dell'arbitrarietà dell'occupazione operata dai giudici di merito. Dalla ricostruzione fattuale emergeva che Arcoleo era subentrato nella detenzione/possesso della pedana e aveva continuato a pagare la tassa di occupazione mentre era in corso la procedura amministrativa di voltura/rinnovo; in questa situazione manca l'elemento materiale dell'introduzione arbitraria previsto dall'art. 633 c.p. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio percheé il fatto non sussiste.
Norme richiamate
art. 633 cod. pen.
La norma punisce l'introduzione arbitraria nell'altrui terreno o immobile (elemento materiale) con il dolo; tutela una situazione di fatto (possesso/detenzione). Quando il soggetto è entrato legittimamente nel possesso del bene o ne ha assunto il possesso per subentro, manca l'arbitrarietà richiesta dalla norma e quindi il reato non si configura.
art. 639bis cod. pen.
Utilizzato in contestazione per l'ipotesi di occupazione del suolo pubblico al fine di trarne profitto; tuttavia, l'accertamento della sussistenza del reato sostanziale resta subordinato alla presenza dell'arbitrarietà indicata dall'art. 633, che qui è risultata assente.
art. 23 comma 8 DL 137/2020
Norma procedurale richiamata in relazione alla trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero; non incide sulla sostanza della valutazione di merito ma riguarda il procedimento davanti alla Corte di Cassazione.
Massime di principio
- La fattispecie di invasione di terreni o edifici (art. 633 c.p.) richiede non solo la presenza di un'occupazione materiale, ma l'elemento dell'arbitrarietà dell'ingresso/possesso. Chi subentra legittimamente nella detenzione/gestione di un bene (anche demaniale) e prosegue nella sua utilizzazione difficilmente può essere ritenuto responsabile penalmente per invasione se manca l'ingresso arbitrario.
- Le irregolarità o omissioni sul piano amministrativo o civilistico (mancata voltura immediata, autorizzazioni non ancora formalmente intestate) non si traducono automaticamente in reato penale: possono avere rilievo amministrativo o civilistico ma non costituiscono di per sé l'arbitrarietà penalmente rilevante.
- Per la qualificazione penale è decisivo valutare la storia del possesso: il pagamento della tassa di occupazione, la richiesta e l'istruttoria per la voltura/rinnovo e il comportamento coerente con l'esercizio dell'attività sono elementi che comprovano l'effettivo possesso/detenzione e possono escludere l'arbitrarietà.
- In situazioni analoghe l'onere probatorio sulla sussistenza dell'arbitrarietà grava sull'accusa: occorre dimostrare l'assenza di titolo, il carattere invasivo dell'azione e il dolo specifico; la mera assenza temporanea di documentazione amministrativa non basta.
- Consigli pratici: nel subentro in attività su area pubblica ottenere e conservare tutta la documentazione amministrativa (istanze, ricevute di pagamento tassa suolo pubblico, comunicazioni con l'amministrazione), procedere rapidamente alla voltura/rinnovo delle autorizzazioni e, in caso di contestazioni, dimostrare il comportamento continuativo e la tempestività degli adempimenti per escludere responsabilità penale.
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