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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33729/2024 del 05/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma di condanna per i reati di falsificazione documentale (artt. 477, 482 c.p.): gli era contestato di avere concorso nella falsificazione di una patente di guida polacca riportante la sua fotografia e generalità false. L'unico motivo di gravame prospettato era il vizio di motivazione per mancato riconoscimento della "grossolanità" del falso: secondo la difesa il documento mostrava difformità così manifeste che gli operatori di polizia, per la loro professionalità, avrebbero dovuto riconoscerne immediatamente la falsità e quindi configurarsi il reato impossibile nella forma del falso grossolano.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto tempestiva l'impugnazione (calcolo del termine di impugnazione integrato dagli ulteriori 15 giorni previsti dall'art. 585, comma 1-bis, c.p.p., in considerazione dell'assenza del prevenuto per deten-zione e del mandato raccolto dal difensore). Sul merito ha confermato che non sussisteva la grossolanità del falso: la patente appariva rilasciata da uno Stato estero (Repubblica di Polonia) il cui modello non è noto in Italia e la falsificazione non risultava ictu oculi riconoscibile da chiunque. Ha richiamato la giurisprudenza che esclude l'inidoneità dell'azione (reato impossibile) salvo che la falsificazione sia talmente evidente da risultare immediatamente percepibile da chiunque. Conseguentemente il rigetto del ricorso ha confermato la condanna e la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 477 cod. pen.

    Norma richiamata come fattispecie di falso contestata; la Corte ha ritenuto configurato il reato in relazione alla falsificazione del documento estero.

  • art. 482 cod. pen.

    Ulteriore norma penale richiamata nel capo di imputazione; la Corte ne ha ritenuto sussistente la fattispecie concreta.

  • art. 581, comma 1-quater, c.p.p.

    art. 581 comma 1 quater cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione al mandato del difensore: la presenza del mandato permette al difensore di proporre impugnazioni anche in assenza del prevenuto.

  • art. 585, comma 1-bis, c.p.p.

    art. 585 comma 1 bis cod. proc. pen.

    Applicato per il computo del termine di impugnazione: in caso di assenza del prevenuto per detenzione si aggiungono ulteriori 15 giorni al termine ordinario, rendendo tempestivo l'appello.

Massime di principio

  • Il vizio di "falso grossolano" (che escluderebbe la punibilità per inidoneità dell'azione) richiede che la falsificazione sia ictu oculi, cioè immediatamente e chiaramente riconoscibile da chiunque; se la falsità è percepibile solo da esperti o sulla base di controlli specifici, non opera l'esimente dell'atto impossibile.
  • Per documenti apparentemente rilasciati da Stati esteri la soglia della riconoscibilità immediata è più alta: la conoscenza del modello straniero non è presunta sul territorio nazionale e quindi la mera evidenza di difformità rispetto al modello nazionale non basta a caratterizzare il falso come grossolano.
  • Un'impugnazione è tempestiva anche se proposta dopo la pronuncia della sentenza quando, per assenza del prevenuto detentivo, si applicano i termini aggiuntivi previsti dall'art. 585 c.p.p.; è importante documentalmente dimostrare il mandato del difensore e l'elezione di domicilio.
  • Nel preparare un ricorso fondato sulla 'grossolanità' del falso è necessario dimostrare con elementi concreti che la falsità era palese per chiunque (fotografie, comparazioni con il modello riconoscibile, dichiarazioni che attestino l'evidenza della falsificazione), non solo che era rilevabile da operatori addestrati.

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