Cassazione Civile, Ordinanza n. 18218/2023 del 26/06/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)
La controversia
La lite riguarda un avviso di accertamento in rettifica con cui venivano richiesti maggiori dazi e IVA per importazioni di pesce congelato. Dopo un primo giudizio di cassazione concluso con annullamento con rinvio, il giudice di rinvio ha rigettato l'appello del contribuente. Nel successivo ricorso per cassazione il contribuente ha denunciato: 1) violazione degli artt. 384 e 392 c.p.c., sostenendo che la CTR avesse attribuito efficacia preclusiva alla sentenza rescindente anche su questioni che, a suo dire, avrebbero imposto una nuova attività difensiva; 2) violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulle censure relative all'art. 221, paragrafi 3 e 4, del Regolamento n. 2913/1992 e all'art. 82 del d.P.R. n. 43/1973; 3) violazione dell'art. 112 c.p.c. per omessa pronuncia sulla violazione dell'art. 11 del d.lgs. n. 374/1990 e sulla asserita decadenza dell'Ufficio, nonché sulla dedotta adozione di un provvedimento diverso da quello previsto dalla disciplina di legge. La Corte osserva però che tali questioni erano già state affrontate nella precedente sentenza di cassazione n. 4390/2019, la quale aveva fissato principi vincolanti sulla decorrenza e sospensione del termine triennale per il recupero dei dazi quando il mancato pagamento sia riconducibile a un fatto penalmente rilevante, richiedendo che la notitia criminis fosse stata formalizzata entro il triennio dall'insorgenza dell'obbligazione doganale. Il giudice di rinvio, secondo la Cassazione, si è uniformato a tali principi accertando in fatto che la notizia di reato era stata depositata entro il termine utile.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto infondati tutti e tre i motivi, trattandoli congiuntamente per connessione, e ha rigettato il ricorso. Ha affermato che il giudizio di rinvio è vincolato alla sentenza rescindente e non consente di rimettere in discussione questioni già coperte dal principio di diritto enunciato o da giudicato implicito interno. Ha inoltre rilevato che la CTR aveva compiuto un accertamento di fatto conforme ai principi già fissati dalla precedente sentenza di cassazione, ritenendo tempestiva la notitia criminis. Conseguentemente, la parte ricorrente è stata condannata alle spese del giudizio.
Norme richiamate
art. 384 c.p.c.
La sentenza di cassazione che annulla con rinvio vincola il giudice del rinvio al principio di diritto enunciato e alle premesse logico-giuridiche della decisione.
art. 392 c.p.c.
Nel giudizio di rinvio non è consentito riaprire questioni coperte dalla sentenza rescindente o incompatibili con il suo contenuto precettivo.
art. 112 c.p.c.
La censura di omessa pronuncia è infondata quando il giudice di rinvio abbia deciso nel perimetro del principio di diritto già fissato dalla Cassazione.
art. 221, paragrafi 3 e 4, Regolamento n. 2913 del 1992
Il termine per la comunicazione dell'importo dei diritti doganali può essere prorogato nei casi in cui il mancato pagamento derivi da fatto penalmente perseguibile, ma la notitia criminis deve essere tempestiva secondo i principi richiamati dalla Corte.
art. 11 del d.lgs. n. 374 del 1990
La decadenza per la revisione dell'accertamento doganale è soggetta, nei casi di rilevanza penale del fatto, al regime interpretativo che richiede la tempestiva emersione della notitia criminis entro il triennio.
art. 82 del d.P.R. 23 gennaio 1973, n. 43
Richiamato come norma invocata dalla parte, in connessione con la disciplina del recupero e della revisione in materia doganale.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002
Dà luogo, in caso di rigetto del ricorso, all'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, ove ne ricorrano i presupposti processuali.
Massime di principio
- Nel giudizio di rinvio, il giudice deve attenersi non solo al principio di diritto enunciato dalla Cassazione, ma anche alle premesse logico-giuridiche che ne costituiscono il necessario fondamento; non può riaprire questioni che, pur non espressamente decise, siano coperte da giudicato implicito interno.
- In materia doganale, quando il mancato pagamento dei diritti derivi da un fatto penalmente rilevante, la proroga dei termini per il recupero e per la revisione dell'accertamento presuppone che la notitia criminis sia emersa e sia stata formalizzata entro il triennio dall'insorgenza dell'obbligazione doganale.
- L'azione di recupero 'a posteriori' dei dazi può essere esercitata oltre il termine ordinario solo entro i limiti rigorosi ricavati dalla disciplina interna e dai principi di compatibilità con il diritto unionale, al fine di salvaguardare la certezza dei rapporti giuridici.
- La censura di omessa pronuncia non è configurabile quando la decisione del giudice di rinvio si collochi correttamente nel perimetro tracciato dalla sentenza rescindente e dia applicazione concreta ai principi già fissati in cassazione.
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