Sentenza del 17/04/2015 n. 7870 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione tributaria regionale della Sicilia che aveva annullato l'avviso di accertamento. Ha contestato, tra l'altro, la rilevanza invalidante dell'eccessiva durata della verifica fiscale, l'inutilizzabilità della documentazione bancaria rinvenuta nei locali della società senza una specifica autorizzazione per indagini bancarie e l'esclusione dalla tassazione di un contributo pubblico percepito ai sensi della legge n. 488 del 1992. Il primo motivo, relativo a extrapetizione e omessa pronuncia, è stato dichiarato inammissibile per formulazione generica e carente di specificità.
La decisione
La Corte di cassazione ha accolto il secondo, il terzo e il quarto motivo dell'Agenzia delle Entrate. Ha stabilito che il superamento del termine di permanenza dei verificatori previsto dall'art. 12, comma 5, dello Statuto del contribuente non comporta, in assenza di una specifica sanzione normativa, l'invalidità dell'avviso di accertamento né l'inutilizzabilità delle prove raccolte; inoltre, tale termine riguarda soltanto l'effettiva permanenza nei locali dell'impresa e non l'intera durata dell'attività investigativa svolta altrove. Ha ritenuto legittima l'acquisizione di documentazione bancaria rinvenuta nei locali aziendali durante un accesso regolarmente autorizzato, distinguendola dalle indagini bancarie svolte presso banche o intermediari, per le quali è necessaria una specifica autorizzazione. Ha infine affermato che il contributo pubblico derivante da una concessione provvisoria ai sensi della legge n. 488 del 1992 costituisce sopravvenienza attiva tassabile nell'esercizio dell'incasso, anche se il provvedimento è denominato provvisorio. La sentenza regionale è stata cassata e la causa è stata decisa nel merito con il rigetto, per tali profili, del ricorso originario della società. EURO Corredi s.r.l. è stata condannata al pagamento delle spese del giudizio di legittimità, pari a Euro 9.520,00 oltre alle spese prenotate a debito.
Norme richiamate
Legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 5
La permanenza degli operatori civili o militari dell'amministrazione finanziaria, dovuta a verifiche presso la sede del contribuente, non può superare i trenta giorni lavorativi, prorogabili per ulteriori trenta giorni nei casi di particolare complessità dell'indagine individuati e motivati dal dirigente dell'ufficio.
Il termine limita la permanenza fisica dei verificatori nei locali dell'impresa, ma la sua violazione non determina automaticamente l'invalidità dell'avviso di accertamento o l'inutilizzabilità delle prove, non essendo prevista una specifica sanzione normativa.
Legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 7
L'avviso non può essere emanato prima della scadenza del termine di sessanta giorni dal rilascio del processo verbale di chiusura delle operazioni.
A differenza del termine di permanenza previsto dal comma 5, il termine dilatorio di sessanta giorni tutela il contraddittorio procedimentale e, salvo specifiche ragioni di urgenza, la sua violazione rende illegittimo l'avviso emesso anticipatamente.
D.P.R. n. 600 del 1973, art. 32, comma 1, nn. 6-bis e 7
L'autorizzazione preventiva è necessaria quando l'Amministrazione richiede documentazione o informazioni a banche, istituti di credito o intermediari finanziari, ma non quando documenti di natura bancaria siano rinvenuti nei locali del contribuente durante un accesso regolarmente autorizzato.
D.P.R. n. 633 del 1972, artt. 51 e 52
I poteri di accesso e ispezione consentono ai verificatori di esaminare tutti i libri, registri, documenti e scritture presenti nei locali dell'impresa, anche se non obbligatoriamente conservati. L'acquisizione di documenti bancari trovati in tali locali rientra nell'ispezione ordinaria e non richiede l'autorizzazione prevista per l'accesso presso banche.
D.P.R. n. 917 del 1986, art. 55, comma 3, lett. b), nel testo vigente ratione temporis
I contributi pubblici percepiti dall'impresa, esclusi quelli destinati all'acquisto di beni ammortizzabili, costituiscono sopravvenienze attive e concorrono alla formazione del reddito nell'esercizio in cui sono incassati, con possibilità di ripartizione nelle annualità previste dalla legge.
Legge n. 488 del 1992 e D.M. n. 527 del 1995, art. 7
La concessione definita provvisoria crea già un diritto dell'impresa al contributo e rende tassabili le somme incassate. L'eventuale successiva revoca per inadempimenti costituisce una sopravvenienza passiva, non impedisce la tassazione originaria.
Art. 366-bis c.p.c.
Il quesito di diritto posto a fondamento del ricorso per cassazione deve collegare il principio giuridico invocato alla concreta fattispecie; un quesito generico o svincolato dal caso concreto determina l'inammissibilità del motivo.
Art. 384, comma 2, c.p.c.
Quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto, la Corte di cassazione può decidere direttamente la causa nel merito dopo avere cassato la sentenza impugnata.
Massime di principio
- Il superamento di un termine procedimentale previsto dallo Statuto del contribuente produce l'invalidità dell'accertamento solo se la legge collega espressamente a tale violazione una sanzione invalidante o se il termine tutela direttamente garanzie essenziali del contraddittorio.
- Il termine di permanenza dei verificatori deve essere calcolato considerando i soli giorni di effettiva presenza e attività nei locali dell'impresa; non vi rientrano le attività svolte presso uffici pubblici, banche, terzi o in altri luoghi.
- La necessità di un'autorizzazione per le indagini bancarie dipende dal luogo e dalle modalità di acquisizione: serve per ottenere dati presso banche o intermediari, non per documenti bancari già presenti e rinvenuti nei locali del contribuente durante un accesso legittimo.
- Un contributo pubblico già concesso ed erogato, anche se qualificato come provvisorio, è normalmente tassabile nell'esercizio dell'incasso quando la concessione attribuisce al beneficiario un diritto al finanziamento.
- La successiva eventuale revoca del contributo per inadempimento non elimina automaticamente la tassazione originaria, ma può generare una componente negativa o sopravvenienza passiva nell'esercizio in cui la revoca si verifica.
- Nel ricorso per cassazione i motivi devono essere specifici e strettamente collegati ai fatti e alle statuizioni della sentenza impugnata; formulazioni generiche o quesiti astratti possono comportare l'inammissibilità.
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