Cassazione Penale, Sentenza n. 11928/2025 del 25/03/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato di peculato d'uso (capo A) e aveva rideterminato le pene per falsità ideologica in atto pubblico (capi B, C, D). Le censure principali: contestazione della qualificazione degli "ordini di uscita" e delle "relazioni/ordini di servizio" come atti pubblici e fidefacenti; dedotta insufficienza della prova sulla natura istituzionale della trasferta a Potenza; richiesta di riqualificazione delle condotte in false attestazioni previste dall'art. 55-quinquies d.lgs. 165/2001 o in art. 323 cod. pen.; dedotta mancanza del dolo e invocazione della particolare tenuità del fatto (art. 131-bis), nonché applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62, n.4 cod. pen.; doglianze procedurali e di motivazione, con richiesta di annullamento o rinvio limitatamente ad alcune censure.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi di Muto e Salvati ritenendoli infondati o inammissibili. Ha confermato la qualificazione degli "ordini di uscita" e delle "relazioni/ordini di servizio" come atti pubblici e dotati di valore fidefacente interno, nonché la correttezza della valutazione di merito che ha ritenuto le attestazioni incompatibili con le risultanze (deposizioni e tabulati telefonici) e quindi false. Ha escluso la riqualificazione automatica in art. 55-quinquies o art. 323 senza che emergano fatti nuovi capaci di smentire la ricostruzione di merito. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi che impugnavano la mancanza di dolo e l'applicabilità della particolare tenuità o dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, evidenziando che tali circostanze richiedono puntuale e specifica prova. Ha inoltre richiamato i limiti del sindacato di legittimità sul travisamento del fatto e l'onere di autosufficienza del ricorso (necessità di allegare o trascrivere atti processuali decisivi). Di conseguenza la sentenza di appello è stata confermata nei suoi punti essenziali; per il reato di falso è stato indicato il termine di estinzione della prescrizione (termine finale indicato nella motivazione: 24/10/2027).
Norme richiamate
art. 314 cod. pen. (peculato d'uso)
Il reato di peculato d'uso si configura quando l'uso dell'auto di servizio per fini privati è vietato in assenza di provvedimenti autorizzativi; l'assenza di autorizzazioni deve essere provata dall'accusa. Nel caso la Corte d'appello aveva dichiarato il reato estinto per prescrizione.
art. 479 cod. pen. (falso ideologico in atto pubblico)
La Corte ha ritenuto che le relazioni e gli ordini di servizio/uscita formati da pubblici ufficiali sono atti pubblici interni e possono integrare falso ideologico se attestano fatti non corrispondenti alla realtà; è sufficiente il dolo generico (immutatio veri), non è richiesto animus nocendi.
art. 476 comma secondo cod. pen.
Richiamato come norma collegata a quella sul falso ideologico; rileva per la tipizzazione della fattispecie contestata ai ricorrenti.
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Stabilisce i limiti del vizio di motivazione deducibile in cassazione: il vizio deve risultare dal testo della motivazione o da atti del processo specificamente indicati; la Corte sottolinea l'onere di autosufficienza del ricorso.
art. 129 cod. proc. pen.
In caso di estinzione del reato per prescrizione, perché segua una pronuncia assolutoria è necessario un "quid pluris" che dimostri in modo palese l'innocenza; la Cassazione richiama questo standard elevato.
art. 2699 e 2700 cod. civ.
Richiamati nel quadro della discussione sulla nozione di atto pubblico; la Corte precisa che la nozione penale di atto pubblico è più ampia e include atti interni dotati di rilevanza giuridica.
art. 55-quinquies d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165
Norma sulle false attestazioni/certificazioni nel rapporto di lavoro pubblico. La Corte ha osservato che la riqualificazione in tale fattispecie non può essere accolta senza prova specifica e che il delitto contestato (falso ideologico) resta configurabile indipendentemente.
art. 62, n. 4 cod. pen. (attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità)
L'attenuante è applicabile anche ai reati contro la fede pubblica se il fatto è determinato da motivo di lucro e il danno/lucro è di speciale tenuità; la Corte ha ritenuto la deduzione difensiva generica e priva degli elementi fattuali necessari per riconoscerla.
art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto)
La causa di non punibilità richiede valutazione complessa e cumulativa delle modalità della condotta e dell'esiguità del danno/pericolo; la Corte ha ritenuto che tali condizioni non fossero dimostrate nel caso concreto.
art. 159 cod. pen. (sospensione della prescrizione)
La Corte ha computato i termini di prescrizione dei reati di falso, indicando la data finale di estinzione (calcolo terminato al 24/10/2027).
Massime di principio
- Gli ordini di servizio, le relazioni di servizio e gli ordini di uscita redatti da pubblici ufficiali possono costituire "atti pubblici" anche se hanno natura interna all'amministrazione, qualora abbiano attitudine a rilevanza giuridica o a influenzare l'iter procedimentale: la loro falsificazione configura il reato di falso ideologico in atto pubblico.
- In Cassazione il sindacato sulla valutazione della prova è estremamente limitato: non sono ammesse riletture alternative del compendio probatorio salvo che emergano atti processuali che rendano palese un vizio di motivazione; perciò è essenziale allegare o trascrivere integralmente gli atti decisivi nel ricorso.
- Quando il reato è estinto per prescrizione, per ottenere un'assoluzione ex art. 129 c.p.p. è necessaria la prova evidente dell'innocenza; mere argomentazioni alternative non sono sufficienti.
- La riqualificazione della condotta in fattispecie meno gravi (es. art. 55-quinquies) richiede che emergano elementi probatori concreti che giustifichino tale riclassificazione; la semplice prospettazione difensiva è insufficiente.
- L'applicazione di attenuanti quali l'art. 62, n. 4 o la causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis) richiede una specifica e puntuale dimostrazione dell'entità del lucro/danno e delle modalità della condotta; deduzioni generiche non bastano.
- Per la configurabilità del dolo nel falso ideologico del pubblico ufficiale è sufficiente il dolo generico (volontà di attestare il falso/immutatio veri); non è necessario provare l'intento di nuocere.
- In difesa, per contestare la natura di atto pubblico o la valutazione di merito è strategico produrre e allegare integralmente gli atti processuali (depositare verbali, tabulati, e documenti) già in sede di impugnazione per evitare preclusioni in Cassazione.
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