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Cassazione Penale, Ordinanza n. 09309/2026 del 11/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione proponeva due censure contro la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la responsabilità dell'imputato per la violazione delle prescrizioni impostegli. Con il primo motivo si contestava la valutazione di elevata offensività della condotta, sostenendo che i contatti intrattenuti con persone pregiudicate o sottoposte a misura di prevenzione non sarebbero stati idonei a integrare una violazione significativa della norma. Con il secondo motivo si censurava l'applicazione della recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale, deducendo che la Corte territoriale avrebbe fatto ricorso a criteri automatici e non avrebbe adeguatamente motivato sul punto. Venivano inoltre contestati il trattamento sanzionatorio e il diniego delle circostanze attenuanti generiche.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure: la Corte di appello aveva motivato adeguatamente sull'elevata offensività della condotta, descrivendo contatti quasi quotidiani, protratti per circa un anno, con soggetti pregiudicati o sottoposti a misura di prevenzione, e aveva correttamente valorizzato la deliberata e continua violazione delle prescrizioni. Quanto alla recidiva reiterata, specifica e infraquinquennale, la motivazione di merito è stata considerata conforme alla normativa e alla giurisprudenza, non fondata su automatismi ma sulla rilevanza della ricaduta nel reato e sull'indifferenza dell'imputato al precetto penale. Le critiche sul trattamento sanzionatorio e sul diniego delle attenuanti generiche sono state quindi ritenute prive di pregio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • recidiva reiterata, specifica ed infraquinquennale

    L'istituto è stato ritenuto applicato senza automatismi, previa valutazione analitica della ricaduta nel reato e della persistente indifferenza dell'imputato alla norma penale.

  • circostanze attenuanti generiche

    Il diniego è stato ritenuto correttamente motivato alla luce della non occasionalità della condotta illecita e della spregiudicatezza mostrata nel violare il divieto imposto.

  • trattamento sanzionatorio

    Le doglianze sulla pena sono state respinte perché la motivazione di merito era adeguata e coerente con la valutazione della gravità della condotta.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile il motivo che si limiti a contrapporre una diversa lettura dei fatti quando la sentenza di merito abbia già offerto una motivazione puntuale e logicamente coerente sull'offensività della condotta.
  • La valutazione della recidiva non può essere automatica: il giudice deve verificare in concreto se la ricaduta nel reato esprima una persistente indifferenza al precetto penale e una concreta significatività della nuova violazione.
  • Quando la condotta illecita risulta reiterata, non occasionale e connotata da spregiudicatezza, la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche e sul trattamento sanzionatorio può essere validamente sorretta dal complessivo disvalore del fatto.
  • Se il ricorso è dichiarato inammissibile e non emergono elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente è tenuto al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiRecidiva

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