Sentenza del 19/11/2021 n. 35394 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il contribuente P.G., in qualità di erede di P.C. (preteso socio per il 20% di EDIL 5 SNC), ha impugnato un avviso di accertamento relativo al 2004 redatto con metodo induttivo (DPR 600/1973, art. 39, comma 2) che ha riassegnato reddito proporzionalmente alla quota ereditaria. L'avviso traeva origine da un precedente accertamento emesso nei confronti della società partecipata EDIL 5 SNC, a seguito di verifiche a terzi (Eurometal SRL) da cui risultavano fatture per importi superiori al fatturato. In primo e secondo grado i ricorrenti hanno contestato, tra l'altro, la mancanza della qualità di soci (sostenendo che con la morte del de cuius la partecipazione non si era trasformata in regolare continuazione dell'attività a loro carico) e hanno lamentato carenze motivazionali e violazioni del diritto di difesa per mancata acquisizione di documenti allegati all'atto amministrativo. In cassazione hanno dedotto principalmente la violazione del principio del litisconsorzio necessario dovuto al carattere unitario dell'accertamento che impone il contraddittorio con la società e con tutti i soci.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso nei confronti del Ministero dell'Economia e delle Finanze; ha ritenuto fondato il primo motivo relativo alla omissione di integrazione del contraddittorio e alla mancata chiamata in giudizio dei litisconsorti necessari (la società partecipata e gli altri soci). Perciò la Corte ha cassato la sentenza della CTR e ha disposto il rinvio alla CTP di Napoli per l'integrazione del contraddittorio nei confronti dei soggetti pretermessi. Gli ulteriori motivi sono stati dichiarati assorbiti. Non è stata pronunciata una decisione di merito sull'accertamento fiscale sostanziale, ma il processo è stato annullato e rimandato per consentire il coinvolgimento delle parti necessarie.
Norme richiamate
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 39, comma 2
Consente la determinazione induttiva del reddito; la Corte non ha deciso sul merito dell'applicazione ma ha riconosciuto che, ove l'accertamento derivi da posizione societaria, occorre il contraddittorio con la società e i soci
D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 40
Richiamato nel ricorso; impiegato nel quadro delle norme fiscali richiamate a supporto delle censure procedurali
D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 5
Stabilisce l'unitarietà della determinazione del reddito per le società di persone e l'imputazione automatica ai soci: la Corte ha ritenuto che tale unità impone il litisconsorzio necessario fra società e soci nell'impugnazione dell'accertamento
art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5
Fondamento delle censure in Cassazione (violazione di norme processuali e carenza/contraddittorietà della motivazione). La Corte ha accolto il vizio relativo alla violazione del principio del contraddittorio/litisconsorzio (n.3) e ha assorbito gli altri motivi
L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 7 (Statuto del contribuente)
Richiamata dai ricorrenti in relazione alla tutela del diritto di difesa e alla completezza degli allegati all'atto impositivo; la Corte non si è pronunciata sul merito ma ha assorbito il motivo dopo aver rilevato il vizio processuale principale
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 14
Richiamato in relazione alla disciplina processuale del giudizio tributario; il vizio di omissione del contraddittorio rende il giudizio nullo e impone l'integrazione
Codice civile, artt. 2272 n.4, 2284, 2289
Richiamati in relazione alle questioni sulla prova e sulla qualità soggettiva (titolarità della partecipazione sociale e presunzioni di continuazione societaria); la Corte ha ritenuto che tali questioni non potevano essere decise senza il contraddittorio con gli altri soci e la società
Costituzione, artt. 24 e 111
Richiamati dai ricorrenti in tema di diritto di difesa e giusto processo; la Corte ha sottolineato l'importanza del contraddittorio con le parti necessarie per rispettare il diritto di difesa
Massime di principio
- Quando un accertamento fiscale riguarda una società di persone e determina redditi imputati ai soci, il giudizio deve svolgersi in contraddittorio con la società e con tutti i soci: l'accertamento ha natura 'unitaria' e impone il litisconsorzio necessario.
- La semplice contestazione, da parte di un erede, della propria qualifica di socio non esonera dal dovere di integrare il contraddittorio con la società e gli altri soci: la questione della titolarità della partecipazione va trattata con tutte le parti interessate.
- La mancata integrazione del contraddittorio nei confronti dei litisconsorti necessari determina la nullità del giudizio di merito e la cassazione della decisione, con rinvio al giudice di primo grado per integrazione.
- Le doglianze relative alla motivazione o alla carenza di documentazione (es. atti allegati all'avviso) possono essere assorbite se il vizio procedurale relativo al contraddittorio è rilevante; tuttavia il diritto di difesa richiede che siano messi a disposizione tutti gli atti essenziali dell'accertamento.
- Nei ricorsi tributari introdotti dopo il 1° gennaio 2001 la legittimazione processuale dell'Amministrazione è dell'Agenzia delle Entrate: eventuali intimazioni verso il Ministero possono essere dichiarate inammissibili.
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