Cassazione Penale, Sentenza n. 15898/2025 del 24/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il pubblico ministero ha impugnato l'ordinanza di non convalida dell'arresto sostenendo che il Tribunale aveva erroneamente ritenuto l'arresto fondato esclusivamente sulle sommarie informazioni fornite dalla vittima e da terzi. In realtà, al momento dell'arresto gli operanti avevano effettuato una perquisizione e avevano rinvenuto addosso a Fabrizio Montisci la somma di denaro sottratta (circa 300 euro) e uno scontrino riconducibile univocamente alla persona offesa: elementi materiali e immediati (tracce del reato) che rientrano nell'ipotesi di quasi flagranza prevista dall'art. 382 cod. proc. pen.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata. Ha ritenuto legittimo l'arresto perché, oltre alle informazioni della vittima e di terzi, gli agenti avevano immediatamente percepito tracce del reato (denaro corrispondente all'ammontare sottratto e lo scontrino della vittima) indosso al ricorrente, circostanze che collegano materialmente il soggetto alla commissione del furto e soddisfano il presupposto di cui all'art. 382 cod. proc. pen. L'annullamento è disposto senza rinvio poiché è ormai decorso il termine perentorio per la convalida e un rinvio sarebbe privo di effetti pratici.
Norme richiamate
art. 382 cod. proc. pen.
Definisce lo stato di flagranza includendo chi, subito dopo il reato, sia inseguito o sia sorpreso con cose o tracce che appaiano indicare la sua responsabilità; la Corte ha ritenuto che il rinvenimento immediato di denaro e dello scontrino costituisca tale traccia legittimante l'arresto
art. 13, comma 2 Cost.
Richiamato per sottolineare la natura eccezionale dei poteri di privazione della libertà personale attribuiti alla polizia giudiziaria e la necessità che tali poteri trovino giustificazione in percezioni immediate e oggettive della condotta o delle tracce del reato
Sez. U, n. 39131 del 24/11/2015 (pronuncia delle Sezioni Unite)
Principio interpretativo secondo cui l'arresto non può fondarsi esclusivamente sulle sommarie informazioni della vittima o di terzi se la polizia giudiziaria non ha percepito direttamente la perpetrazione o tracce immediate; tuttavia, se sussiste una delle fattispecie legali di quasi flagranza (es. rinvenimento di cose o tracce), l'arresto è legittimo
Giurisprudenza su annullamento senza rinvio
tra le altre Sez. 5, n. 21183 del 27/10/2016, Vattimo, Rv. 270042
Principio consolidato secondo cui, quando è decorso il termine per la convalida e la fase è perimentata, l'annullamento dell'ordinanza di non convalida deve essere disposto senza rinvio perché un rinvio sarebbe privo di effetti giuridici pratici
Massime di principio
- La sola dichiarazione della vittima o di terzi, se non accompagnata da una percezione immediata operata dagli agenti o dal rinvenimento di cose/tracce, non è sufficiente a legittimare l'arresto per quasi flagranza
- Se la polizia giudiziaria, contestualmente alle dichiarazioni, rinviene immediatamente oggetti o tracce riconducibili al reato (es. denaro, scontrini, strumenti del reato) indosso o in prossimità dell'indagato, ciò integra la fattispecie di quasi flagranza e legittima l'arresto
- La presenza concomitante di sommarie informazioni e di una delle ipotesi previste dall'art. 382 (inseguimento, rinvenimento di cose o tracce) è sufficiente: non è necessario che l'arresto si fondi esclusivamente sulle tracce materiali
- Quando è decorso il termine perentorio per la convalida dell'arresto, l'annullamento dell'atto giurisdizionale che non l'ha convalidato va disposto senza rinvio, perché il rinvio non produrrebbe effetti sostanziali
- In situazioni analoghe è importante documentare con immediatezza e chiarezza il rinvenimento di cose o tracce (catena di custodia, verbali, testimoni) per consolidare la legittimità dell'intervento di polizia e resistere a contestazioni sulla natura esclusivamente informativa degli elementi raccolti
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