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Ordinanza

Ordinanza n. 510/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma dell’ordinanza cautelare del T.a.r. per il Veneto, Sezione Seconda, n. -OMISSIS-resa tra le parti, concernente un diniego di trasferimento ai sensi dell’art. 33, comma 5, della l.n. 104/92.

Giustizia amministrativa202600629

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Veneto, Sez. II, che aveva imposto il riesame della domanda di trasferimento ai sensi dell’art. 33, comma 5, l. 104/1992

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (dipendente pubblico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il Ministero della difesa ha proposto appello cautelare contro l’ordinanza con cui il TAR Veneto aveva accolto la domanda cautelare della dipendente, ordinando all’Amministrazione di riesaminare la domanda di trasferimento di sede presentata per l’assistenza al padre con handicap, applicando i principi indicati nella motivazione. Dal testo non emergono gli specifici motivi di censura dedotti dal Ministero. Il TAR aveva fissato l’udienza di merito al 5 marzo 2026.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare. Ha ritenuto che le coordinate della vicenda, e in particolare la prossima definizione del giudizio nel merito, non consentissero di ravvisare adeguati profili di fondatezza dell’iniziativa impugnatoria del Ministero né i presupposti per intervenire sulla misura cautelare adottata dal TAR. Ogni ulteriore valutazione sulle prospettazioni difensive delle parti dovrà essere compiuta nella sede di merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate in ragione della peculiarità della controversia. È stato disposto l’oscuramento dei dati identificativi e di quelli idonei a rivelare lo stato di salute.

Norme richiamate

  • art. 33, comma 5, l. 104/1992

    La disposizione costituisce il fondamento della domanda di trasferimento di sede presentata per esigenze di assistenza a un familiare con handicap; nel provvedimento non ne viene svolta un’interpretazione di merito.

  • art. 62 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale dell’appello cautelare al Consiglio di Stato.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale fondamento dell’oscuramento dei dati personali nel caso di diffusione del provvedimento.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato in relazione alla protezione dei dati relativi alla salute.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato, nel testo vigente, quale ulteriore fondamento della tutela dei dati relativi alla salute.

Massime di principio

  • Nel giudizio cautelare d’appello, quando il giudice di primo grado abbia ordinato il riesame della domanda amministrativa e abbia fissato a breve l’udienza di merito, il Consiglio di Stato può respingere l’appello qualora non emergano adeguati profili di fondatezza dell’impugnazione e risulti preferibile demandare alla fase di merito l’approfondimento delle rispettive prospettazioni difensive.
  • La prossimità della definizione del giudizio nel merito costituisce un elemento rilevante nella valutazione dell’opportunità di intervenire su una misura cautelare, soprattutto quando l’intervento richiesto non risulti sorretto da adeguati profili di fondatezza.

Come è indicizzato

MaterieMobilità, trasferimenti e comandiTutela cautelare
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelare

Testo integrale

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