Sentenza del 30/04/2019 n. 865 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna
Società di capitali - ristretta base partecipativa - accertamento utili extracontabili - imputazione in capo ai soci - presunzione assoluta - responsabilità personale dei soci - è tale
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda l'accertamento di utili extracontabili nei confronti di una società di capitali a ristretta base partecipativa e la loro imputazione presuntiva ai soci persone fisiche. La tesi esposta sostiene che il numero ridotto dei soci consenta di presumere la distribuzione degli utili non contabilizzati e, conseguentemente, di trasferire la pretesa fiscale dalla società ai soci, i quali possono essere chiamati a rispondere con il proprio patrimonio personale.
La decisione
Il principio affermato è favorevole all'Amministrazione finanziaria: la ristretta base partecipativa della società costituisce elemento idoneo a fondare la presunzione di distribuzione ai soci degli utili extracontabili accertati in capo alla società. Una volta divenuto definitivo l'accertamento societario, i soci possono essere destinatari di autonoma pretesa impositiva e rispondere personalmente delle obbligazioni fiscali conseguenti, salvo fornire prova contraria concreta e specifica.
Norme richiamate
Principio giurisprudenziale sulla ristretta base partecipativa
Il solo fatto che una società di capitali abbia pochi soci consente di trasferire la pretesa fiscale della società direttamente in capo alle persone fisiche.
La ristretta compagine sociale consente di presumere, secondo un criterio di comune esperienza, che gli utili extracontabili siano stati conosciuti e distribuiti ai soci. Si tratta di una presunzione relativa, superabile dal contribuente con prova contraria, non di un'automatica responsabilità illimitata derivante dalla sola qualità di socio.
Principio di autonomia patrimoniale della società di capitali
La società e i soci restano soggetti distinti; tuttavia, ai fini fiscali, il socio può essere personalmente assoggettato a imposizione sulla quota di utili extracontabili presuntivamente distribuiti. Ciò non equivale, di per sé, a una generale responsabilità civile del socio per tutti i debiti della società.
Massime di principio
- Nelle società di capitali con compagine sociale ristretta, l'accertamento di ricavi o utili non contabilizzati può comportare una presunzione di distribuzione ai soci e l'emissione di accertamenti personali nei loro confronti.
- La presunzione non dovrebbe essere intesa come assoluta: il socio può contestarla dimostrando, con elementi specifici, di non aver percepito gli utili, di non averli potuti conoscere o di essere rimasto estraneo alla gestione.
- La definitività dell'accertamento societario rafforza la posizione dell'Amministrazione, ma non elimina necessariamente la possibilità per il socio di contestare l'effettiva distribuzione o la propria partecipazione ai fatti.
- La responsabilità fiscale personale del socio riguarda l'imposta derivante dall'eventuale distribuzione presunta degli utili e non comporta automaticamente la responsabilità illimitata per ogni obbligazione della società.
- Per difendersi è opportuno documentare l'assenza di distribuzioni, la mancata partecipazione alla gestione, l'inesistenza di disponibilità finanziarie compatibili con la percezione degli utili o altri elementi idonei a superare la presunzione.
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