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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45134/2022 del 28/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la pronuncia di appello che aveva esteso a Lufino e alla CLER la responsabilità civile per le gravi lesioni subite dal lavoratore Marrella, deducendo: 1) violazione dell'art. 603 co. 3-bis c.p.p. per omissione della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale (necessaria, secondo i ricorrenti, per escutere testi ritenuti decisivi); 2) vizio motivazionale e travisamento della prova in relazione alla qualificazione giuridica delle fonti e al nesso causale tra omissioni nel POS e l'evento lesioni; 3) errata applicazione delle regole sulla valutazione del rischio aziendale e sulla ripartizione delle posizioni di garanzia, nonché richieste di nuove perizie e audizioni di testi.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha ritenuto che la Corte d'appello abbia legittimamente valutato la qualificazione giuridica delle prove acquisite in primo grado senza necessità di rinnovare il dibattimento (art. 603 c.p.p.), abbia correttamente applicato il criterio della probabilità prevalente per l'accertamento della responsabilità civile (art. 2043 c.c.) anche in presenza di prescrizione del reato penale e che l'omissione di specifiche cautele nel POS costituisse insufficiente valutazione del rischio da interferenza con il traffico. Conseguentemente i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali, a una sanzione (3.000 euro ciascuno) e alla rifusione in favore delle parti civili nelle misure indicate in dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 113 cod. pen.

    Articolo richiamato nella imputazione per concorso di persone nel fatto colposo; rilevante per la determinazione della responsabilità tra più soggetti

  • art. 590 commi 2 e 3 cod. pen.

    Norma che disciplina le lesioni personali colpose con specificazione di conseguenze gravi: base della imputazione penale relativa alle lesioni riportate dalla vittima

  • art. 17 comma 1 lett. A) d.lgs. 81/2008

    Obbligo del datore di lavoro di valutare i rischi e predisporre il piano operativo di sicurezza; la Corte ha ritenuto che l'omissione di una valutazione specifica del rischio da interferenza con il traffico sia rilevante ai fini della responsabilità

  • artt. 19 lett. A,B,C,D,F) d.lgs. 81/2008

    Riferiti alle responsabilità dei preposti e mansioni di controllo: considerati nel giudizio sul ruolo dei capicantiere e sulla mancata organizzazione della squadra

  • art. 603 co. 1 e co. 3-bis cod. proc. pen.

    Regole sulla rinnovazione del dibattimento in appello; la Corte ha confermato il principio di eccezionalità della rinnovazione e l'ammissibilità della diversa qualificazione giuridica delle prove senza riesame istruttorio

  • art. 533 co. 1 cod. proc. pen.

    Criterio di prova nel giudizio penale (oltre ogni ragionevole dubbio); richiamato in relazione al dovere del giudice di appello quando riforma una assoluzione ai soli effetti civili

  • art. 576 cod. proc. pen.

    Disciplina dell'appello nei giudizi penali e del suo rapporto con le statuizioni civili; citato nella motivazione circa i limiti del sindacato d'appello

  • art. 2043 cod. civ.

    Fondamento dell'illecito civile aquiliano: la Corte d'appello può accertare la responsabilità civile (idoneità della condotta a provocare danno ingiusto) anche quando la fattispecie penale è estinta per prescrizione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente la condanna alle spese e sanzioni per ricorsi inammissibili: applicata per condannare i ricorrenti al pagamento delle spese e della somma per la cassa delle ammende

  • Pronuncia della Corte Cost. n. 182/2021

    Richiamata in tema di limiti del sindacato sulla fattispecie penale in presenza di prescrizione e della distinzione tra accertamento penale e civile in sede d'appello

  • Sez. Un. n. 27620/2016 (Cassazione)

    Giurisprudenza di riferimento che ammette la non necessità di rinnovazione del dibattimento quando si discute la qualificazione giuridica delle prove acquisite e non il contenuto probatorio

  • P.O.S. (piano operativo di sicurezza) - passaggio citato

    Tutte le delimitazioni devono essere scelte e dimensionate in relazione alle condizioni del sito, alla tipologia del flusso veicolare/pedonale, ai pericoli generati dal cantiere...

    La Corte ha ritenuto che la formula generica del POS non fosse sufficiente a dimostrare una valutazione puntuale del rischio di interferenza con il traffico e che mancassero prescrizioni operative chiare (es. obbligo di movieri o semafori)

Massime di principio

  • La rinnovazione del dibattimento in appello (art. 603 c.p.p.) è eccezionale: il giudice d'appello può, senza nuova escussione, riconsiderare la qualificazione giuridica delle prove acquisite, e la sua scelta è sindacabile in Cassazione solo per vizi formali o palesi errori di diritto
  • La valutazione della responsabilità civile in sede di impugnazione segue i criteri del diritto civile (art. 2043 c.c.) e può essere effettuata anche quando la relativa fattispecie penale è estinta per prescrizione; il giudice civile in sede penale applica il criterio della probabilità prevalente
  • La presenza di un preposto o di prassi operative non esonera il datore di lavoro dall'obbligo autonomo di valutare e prevenire i rischi: quando più soggetti hanno posizioni di garanzia, ciascuno risponde 'per intero' degli obblighi cui è tenuto
  • Una disposizione generica nel POS non è automaticamente equivalente a una valutazione concreta e adeguata del rischio: il POS deve contenere prescrizioni chiare e specifiche in relazione ai rischi prevedibili (es. interferenza con traffico)
  • In sede di Cassazione non è consentita una rivalutazione dei fatti o delle prove se non accompagnata da specifiche indicazioni di travisamento probatorio o vizi di motivazione che rendano illogica o contraddittoria la decisione impugnata

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