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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15866/2025 del 24/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato eccepisce che la Corte d'appello aveva dichiarato inammissibile il suo appello per tardività. Il ricorrente sosteneva che l'appello era stato inviato a mezzo raccomandata e che, ai fini della tempestività, va considerata la data di spedizione (data del timbro postale) e non la data di ricezione del plico presso la cancelleria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso: ha ritenuto applicabile l'art. 583 cod. proc. pen. (vigente al tempo della proposizione) che considera l'impugnazione proposta nella data di spedizione della raccomandata. Verificato che la sentenza impugnata era stata depositata il 5 ottobre 2018 e che il termine per proporre impugnazione (30 giorni decorrenti dal 15° giorno successivo alla pubblicazione) scadeva il 19 ottobre 2018, la Cassazione ha constatato che l'appello era stato spedito il 17 ottobre 2018 e pertanto tempestivo. Ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Firenze per il prosieguo.

Norme richiamate

  • art. 583 cod. proc. pen.

    l'impugnazione si considera proposta nella data di spedizione della raccomandata o del telegramma (art. 583, comma 2 cod. proc. pen.)

    La Corte ha interpretato la norma nella sua portata letterale: quando l'impugnazione è trasmessa a mezzo raccomandata la tempestività si misura rispetto alla data di spedizione, non a quella di ricezione.

  • art. 585 cod. proc. pen.

    termine per proporre impugnazione (di trenta giorni, decorrenti dal quindicesimo giorno successivo alla pubblicazione della sentenza: art. 585, comma 2, cod. proc. pen.)

    La Corte ha applicato il computo del termine previsto: il termine di 30 giorni decorre dal 15° giorno dopo la pubblicazione; da tale computo è risultato che la spedizione del 17 ottobre rientrava nel termine che scadeva il 19 ottobre 2018.

  • art. 591 cod. proc. pen.

    Articolo richiamato nel ricorso ma non decisivo nella motivazione della Corte; la decisione si è fondata soprattutto sull'art. 583 e sul computo del termine ex art. 585.

  • art. 582, comma 1 cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento alla cancelleria indicata per l'invio; la norma è stata utilizzata per individuare la modalità di trasmissione verso la cancelleria del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    abrogazione dell'art. 583

    La Corte segnala che l'art. 583 era stato abrogato posteriormente dal d.lgs. n. 150/2022 ma che la norma era vigente al momento della proposizione dell'impugnazione; perciò va applicata la disciplina in vigore all'epoca del fatto processuale.

Massime di principio

  • Se l'impugnazione è inviata a mezzo raccomandata, la tempestività va valutata in base alla data di spedizione (data del timbro postale) quando la normativa applicabile lo prevede espressamente.
  • Per il calcolo dei termini processuali occorre riferirsi alla normativa vigente al momento in cui l'atto è stato proposto; le successive modifiche normative non retroagiscono salvo diversa previsione.
  • Quando la sentenza non indica un termine per il deposito delle motivazioni, si applicano i termini ordinari di impugnazione previsti dalla legge (es.: decorrenza dal 15° giorno successivo alla pubblicazione, se previsto).
  • Conservare la prova di spedizione (ricevuta/ricevuta raccomandata con data) è essenziale: in caso di contestazione sulla tempestività, tale prova può determinare l'accoglimento del ricorso.
  • Se una corte territoriale dichiara tardiva un'impugnazione nonostante prova di spedizione tempestiva, è possibile impugnare in Cassazione per violazione delle norme sul computo dei termini o sull'efficacia della spedizione postale.

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