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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13953/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Torino che aveva dichiarato improcedibile il reato di appropriazione indebita contestato a Monteleone. I ricorrenti deducevano violazione di legge sostenendo che il reato fosse procedibile d'ufficio, atteso che le modifiche legislative in tema di procedibilità erano intervenute dopo la consumazione del fatto (26/09/2016) e quindi avrebbero dovuto consentire l'azione d'ufficio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi. Ha confermato che si applica la lex mitior sancita dall'art. 2, comma 4, cod. pen.: se nel corso del processo viene introdotto un regime di procedibilità più favorevole all'imputato, tale regime prevale anche se successivamente sono state reintrodotte disposizioni meno favorevoli (ad es. la procedibilità d'ufficio reintrodotta dalla legge n.3/2019). La Corte ha ritenuto applicabile il d.lgs. n.36/2018 entrato in vigore il 9 maggio 2018 (e, per i reati commessi anteriormente, le previsioni dell'art.12 che fanno decorrere il termine per la querela dalla data di entrata in vigore o da quella in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto): la querela presentata il 18 luglio 2019 è stata considerata tardiva. Per l'inammissibilità dei ricorsi, ai sensi dell'art.616 cod. proc. pen., i ricorrenti LA GRENADE S.R.L. e SE.PI. AN S.R.L. sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 646 cod. pen.

    delitto di appropriazione indebita

    Articolo che definisce il reato per cui si procede; la sua menzione serve a identificare il tipo di fattispecie oggetto di valutazione sulla procedibilità

  • d.lgs. n. 36 del 2018

    entrato in vigore il 9 maggio 2018; art. 12

    Per i reati commessi prima dell'entrata in vigore, l'art.12 stabilisce che il termine per la presentazione della querela decorre dalla data di entrata in vigore del decreto o dalla data in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto; ha introdotto un regime di procedibilità più favorevole al reo rispetto al successivo regime

  • legge n. 3 del 2019

    reintroduzione di alcune ipotesi di procedibilità d'ufficio

    La Corte ha ritenuto che la reintroduzione di ipotesi di procedibilità d'ufficio con legge successiva non possa sfavorevolizzare l'imputato quando, nel corso del giudizio, si era già applicato un regime più favorevole (applicazione della lex mitior)

  • art. 2, comma 4, cod. pen.

    principio della lex mitior

    Stabilisce che la norma penale piu' favorevole all'imputato si applica anche se intervenuta dopo il fatto e prima del passaggio in giudicato; qui è stata invocata per applicare il regime più favorevole introdotto dal d.lgs. 36/2018

  • art. 616 cod. proc. pen.

    conseguenze dell'inammissibilità del ricorso

    Prevede la condanna alle spese e altre conseguenze per i ricorrenti quando il ricorso è inammissibile; la Corte ha disposto, ai sensi di questa norma, il pagamento delle spese e di una somma alla Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il principio della lex mitior (art.2, comma 4, cod. pen.) impone l'applicazione della normativa di procedibilità piu' favorevole all'imputato se tale normativa è entrata in vigore prima del passaggio in giudicato, anche se successivamente sono intervenute norme meno favorevoli.
  • Per reati commessi prima dell'entrata in vigore di un decreto che modifica la procedibilità (es. d.lgs. n.36/2018), i termini per la querela possono decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto o dalla data in cui la persona offesa ha avuto notizia del fatto; è quindi importante documentare la data di conoscenza del fatto da parte della persona offesa.
  • La successiva reintroduzione di procedibilità d'ufficio (o altre modifiche sfavorevoli) non prevale se, nel corso del giudizio, è stato applicato un regime più favorevole all'imputato: la normativa piu' favorevole mantiene efficacia fino al passaggio in giudicato.
  • La tardività della querela, anche se la persona offesa ha inviato atti di diffida, può determinare l'improcedibilità del reato; occorre verificare con attenzione le date di conoscenza e di presentazione della querela rispetto alle decorrenze normative.
  • In caso di ricorsi inammissibili, la parte ricorrente può essere condannata al pagamento delle spese processuali e ad una somma a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.; le parti civili che propongono ricorso devono considerare il rischio di condanna alle spese.

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