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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35630/2022 del 22/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per peculato relativa all'uso improprio di un elicottero di soccorso la notte tra il 6 e il 7 luglio 2013 per trasferire Interdonato Antonino da Messina a Palermo nonostante, secondo la difesa, vi fossero posti a Messina e non sussistessero condizioni di urgenza/gravità tali da giustificare l'elicottero. Le censure riguardavano: valutazione delle condizioni cliniche del paziente (codice rosso ma senza compromissioni vitali), disponibilità di posti a Messina, competenza e poteri effettivi dei medici (se Marino fosse in servizio e se avesse la disponibilità dell'elicottero), eventuale assenza di dolo, possibile inganno o pressione sulla dipendente del 118 che autorizzò il volo, e l'ammontare del costo del trasferimento.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto in gran parte inammissibili o infondati i motivi che chiedevano una rivalutazione dei fatti (la valutazione probatoria svolta dai giudici di merito è stata giudicata non manifestamente illogica). Tuttavia la Cassazione ha accolto i ricorsi nei punti relativi alla corretta qualificazione giuridica del fatto: ha ritenuto viziata la motivazione circa la disponibilità dell'elicottero da parte di Marino e la descrizione del meccanismo con cui sarebbe avvenuta l'"appropriazione" del bene. Per tali ragioni la sentenza è stata annullata con rinvio al giudice di merito affinché ricostruisca compiutamente se e in che termini gli imputati avessero la disponibilità del mezzo e se il fatto integri peculato, truffa o altra fattispecie. In sintesi: rigettate le censure che richiedevano nuovo accertamento probatorio, ma annullata la qualificazione giuridica relativa alla disponibilità del bene e disposta la rinnovazione dell'esame su quel punto.

Norme richiamate

  • art. 314 cod. pen. (peculato)

    La Corte ha richiamato la nozione penalistica di possesso/disponibilità "per ragione dell'ufficio o del servizio", intendendo per disponibilità non solo la detenzione materiale ma anche la disponibilità giuridica e la possibilità di disporsi del bene nell'ambito delle funzioni svolte.

  • art. 640 cod. pen. (truffa) e art. 61, n.9 cod. pen. (aggravante per abuso di poteri)

    La Corte ha evidenziato il discrimine tra peculato e truffa aggravata: il peculato richiede disponibilità del bene per ragione d'ufficio; la truffa implica l'uso di artifici o raggiri per conseguire la disponibilità. In alcuni casi la distinzione è complessa se sono presenti condotte ingannevoli volte a ottenere la cooperazione di altri soggetti.

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massime richiamate: varie sezioni e pronunce: ex multis Sez. 6 n. 45908/2013, Sez. 6 n. 33254/2016, ecc.)

    La giurisprudenza citata amplia la nozione di possesso qualificato nei reati contro il patrimonio pubblico, precisando che la disponibilità può essere mediata, collegiale o derivare da prassi/competenza dell'ufficio; ma esclude che qualsiasi rapporto mediato valga come disponibilità, richiedendo poteri giuridici effettivi.

Massime di principio

  • Per integrare il peculato è necessario dimostrare la disponibilità del bene "per ragione dell'ufficio": non basta una mera relazione o influenza sul servizio, occorrono poteri o prassi che consentano di disporsi del bene come "uti dominus".
  • Se l'acquisizione della disponibilità deriva da inganno o artifici (cioè si induce un terzo a consegnare o permettere l'uso del bene), la fattispecie può ricondursi alla truffa aggravata; la distinzione peculato/truffa dipende da come si è venuta a creare la disponibilità del bene.
  • La Corte di legittimità non riforma le valutazioni di merito basate su apprezzamenti della prova, salvo evidenti contraddizioni o illogicità: i ricorsi che chiedono una diversa lettura delle prove sono in gran parte inammissibili.
  • Nelle responsabilità connesse ad atti di servizio che coinvolgono procedure complesse (attivazione di mezzi, decisioni collegiali o delegate) è cruciale accertare la competenza formale e la prassi effettiva: chi materialmente attiva il mezzo può non essere il titolare della disponibilità giuridica.
  • Nella difesa, è importante contestare sia la ricostruzione fattuale (testimonianze, reperti, procedure) sia la qualificazione giuridica del fatto, fornendo elementi chiari sul potere effettivo o l'assenza di dolo/inganno.

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