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Sentenza

Sentenza del 18/04/2018 n. 9453 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale delle Marche relativa all'accertamento fiscale per l'anno 2004, riguardante IVA, IRES e IRAP. L'accertamento aveva contestato l'applicazione dell'aliquota IVA agevolata del 4% sui premi corrisposti ai partecipanti al campionato italiano guidatori trotto e la deducibilità di vari costi, tra cui spese di vitto e alloggio per ospiti e sportivi, costi sostenuti per manifestazioni organizzate da una società collegata, canoni di affitto d'azienda e interessi passivi. La CTR aveva confermato il recupero della maggiore IVA, ma aveva riconosciuto la deducibilità dei costi. L'Agenzia ha proposto sei motivi di ricorso per cassazione. La società contribuente ha proposto ricorso incidentale, contestando a sua volta la decisione sulla maggiore IVA.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso principale dell'Agenzia delle Entrate perché non rispettava l'art. 366, comma 1, n. 3, c.p.c.: il ricorso riproduceva in modo esteso e pressoché integrale numerosi atti del processo, senza una sintesi autonoma e comprensibile dei fatti sostanziali e processuali e delle questioni sottoposte alla Corte. Tale tecnica di assemblaggio impediva di individuare agevolmente l'oggetto della controversia e i motivi di impugnazione. Il ricorso incidentale della società è stato dichiarato inefficace perché tardivo ai sensi dell'art. 334, comma 2, c.p.c., nonostante fosse stato notificato entro il termine previsto dall'art. 371, comma 2, c.p.c. Le spese processuali sono state compensate per reciproca soccombenza.

Norme richiamate

  • Art. 366, comma 1, n. 3, Codice di procedura civile

    Il ricorso per cassazione deve contenere, a pena d'inammissibilità, l'esposizione sommaria dei fatti di causa.

    Il ricorso deve esporre in modo sintetico, autonomo e comprensibile la vicenda sostanziale e processuale. Non è sufficiente riprodurre integralmente gli atti dei precedenti gradi di giudizio mediante una tecnica di assemblaggio documentale, senza una sintesi esplicativa che permetta alla Corte di comprendere immediatamente la controversia e i motivi di censura.

  • Art. 334, comma 2, Codice di procedura civile

    L'impugnazione incidentale tardiva perde efficacia se l'impugnazione principale è dichiarata inammissibile.

    Il ricorso incidentale tardivo, anche se notificato entro il termine collegato alla notificazione del ricorso principale previsto dall'art. 371 c.p.c., diventa inefficace quando il ricorso principale è dichiarato inammissibile.

  • Art. 371, comma 2, Codice di procedura civile

    Termine di quaranta giorni dalla notificazione del ricorso principale.

    Il termine per proporre il ricorso incidentale non elimina gli effetti della tardività originaria dell'impugnazione nei casi in cui trovi applicazione l'art. 334, comma 2, c.p.c.

  • Art. 2697, Codice civile

    Chi vuol far valere un diritto in giudizio deve provare i fatti che ne costituiscono il fondamento.

    La norma era richiamata nel ricorso incidentale della società, ma la Corte non ha esaminato nel merito le relative doglianze perché il ricorso incidentale è stato dichiarato inefficace.

  • Art. 25, D.P.R. n. 600 del 1973

    La disposizione era richiamata nel ricorso incidentale della società, ma non è stata esaminata nel merito a causa dell'inefficacia dell'impugnazione incidentale tardiva.

  • L. n. 315 del 1942, art. 3

    La norma riguardava il regime dell'aliquota IVA agevolata applicata ai premi corrisposti ai partecipanti al campionato italiano guidatori trotto. La CTR aveva confermato il recupero della maggiore imposta ritenendo non adeguatamente documentate le condizioni per beneficiare dell'aliquota ridotta; tuttavia, la Cassazione non ha esaminato tale questione nel merito.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione è indispensabile fornire una sintetica ma completa esposizione autonoma dei fatti sostanziali e processuali, delle decisioni dei precedenti gradi e delle questioni contestate.
  • La mera riproduzione integrale o quasi integrale di avvisi di accertamento, ricorsi, controdeduzioni e sentenze non soddisfa il requisito di sinteticità e può determinare l'inammissibilità del ricorso.
  • La tecnica dell'assemblaggio documentale può essere tollerata solo se le parti riprodotte sono facilmente isolabili ed espungibili e il ricorso, una volta valutato senza tali duplicazioni, resta autosufficiente e comprensibile.
  • L'inammissibilità del ricorso principale rende inefficace il ricorso incidentale tardivo, anche se quest'ultimo è stato notificato entro il termine decorrente dalla notificazione del ricorso principale.
  • Quando il ricorso è dichiarato inammissibile per carenze formali, la Corte non esamina il merito delle contestazioni fiscali, comprese quelle relative all'aliquota IVA e alla deducibilità dei costi.
  • La parte che intende beneficiare di un'aliquota fiscale agevolata deve documentare puntualmente la sussistenza di tutti i presupposti richiesti dalla normativa applicabile.

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