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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20754/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha affermato che l'assunto del Giudice di Pace era destituito di fondamento, richiamando precedenti di questa Corte e pronunce della Corte di giustizia UE che ammettono sanzioni pecuniarie sostituibili con l'espulsione. Ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato il processo al Giudice di Pace di Catania per nuovo giudizio, impartendo di rispettare i principi di diritto enunciati.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

L'imputato era stato accusato di ingresso illegale in Italia (verificato a Catania il 7/10/2019) ai sensi dell'art. 10-bis del T.U. immigrazione. Il Giudice di Pace lo aveva assolto ritenendo che la fattispecie non fosse piu prevista come reato in conseguenza dell'applicazione della Direttiva 2008/115/CE interpretata alla luce della giurisprudenza europea. La Procura generale ha impugnato sostenendo carenza di adeguata motivazione della disapplicazione e richiamando la giurisprudenza consolidata della Cassazione che ritiene l'art. 10-bis compatibile con la Direttiva e non ostativo alla procedura di rimpatrio.

Norme richiamate

  • Direttiva n. 2008/115/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008

    La Direttiva non impedisce che uno Stato membro sanzioni il soggiorno irregolare con un'ammenda sostituibile dall'espulsione quando ricorrono le condizioni previste; non blocca la procedura di rimpatrio anche se pende un procedimento penale

  • art. 10-bis d.lgs. 25 luglio 1998, n. 286 (T.U. immigrazione)

    Prevede una sanzione pecuniaria per ingresso e permanenza irregolare; la Corte di Cassazione ha ritenuto che non contrasti con la Direttiva 2008/115/CE e pertanto non puo essere automaticamente disapplicata dal giudice

  • artt. 13 e 14 T.U. immigrazione

    Disciplina la procedura di rimpatrio; tale procedura puo essere avviata ed eseguita indipendentemente dalla pendenza di un procedimento penale

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274

    art. 36, comma 2; artt. 53, 55

    Norme richiamate nella censura di violazione di legge in relazione ai presupposti e limiti dell'impugnazione e dell'attivazione del ricorso per cassazione

  • art. 608 cod. proc. pen.

    Richiama l'esigenza di motivazione della decisione impugnata; la Corte ha censurato la sentenza del GdP per carenza di percorso argomentativo che giustificasse la disapplicazione

  • Corte di giustizia UE, El Dridi, C-61/11 PPU

    C-61/11 PPU, sent. 28/04/2011

    Pronuncia CJUE richiamata in primo grado per sostenere l'interpretazione favorevole alla disapplicazione; la Cassazione ha però ritenuto che l'assunto fondato su tale richiamo fosse infondato nel caso concreto

  • Corte di giustizia UE, Mbaye, C-522/11

    C-522/11, sent. 21/03/2013

    Affermata la compatibilita di una normativa nazionale che prevede ammende sostituibili con l'espulsione quando ricorrono le condizioni della Direttiva

  • Cassazione, Sez. 1, Nyassi, n. 12130 del 20/02/2019

    Sez. 1, n. 12130 del 20/02/2019 (Nyassi)

    Precedente della Corte che sostiene la non incompatibilita dell'art. 10-bis con la Direttiva e che tale disposizione non ostacola la procedura di rimpatrio

  • Cassazione, Sez. 1, Gueye, n. 951 del 22/11/2011 (dep. 2012)

    Sez. 1, n. 951 del 22/11/2011, dep. 2012 (Gueye)

    Ulteriore precedente consolidato che incarna l'ermeneutica seguita dalla Corte in materia di sanzioni per soggiorno irregolare e rapporti con la normativa UE

Massime di principio

  • La previsione di una sanzione pecuniaria per ingresso e permanenza irregolare (art. 10-bis T.U. immigrazione) e la procedura di rimpatrio non sono, di per se, incompatibili con la Direttiva 2008/115/CE; pertanto non è automaticamente disapplicabile dal giudice penale
  • La pendenza di un procedimento penale non impedisce l'avvio o l'esecuzione delle misure di rimpatrio previste dalla normativa nazionale e dalla Direttiva
  • La Direttiva ammette che lo Stato membro sanzioni il soggiorno irregolare con ammende eventualmente sostituibili dall'espulsione se ricorrono le condizioni previste (art. 7, par. 4)
  • Il giudice che intenda disapplicare una norma penale per conflitto con diritto UE deve articolare un percorso motivazionale chiaro e fondato; la mancanza di argomentazione puo portare all'annullamento in Cassazione
  • In presenza di giurisprudenza nazionale consolidata che definisce l'interpretazione compatibile, le pronunce di primo grado contrastanti possono essere rimesse in discussione in sede di legittimita

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