Cassazione Penale, Sentenza n. 13636/2026 del 15/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Perugia che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso l'ordinanza del GIP di Terni che aveva applicato gli arresti domiciliari per il reato di concorso in illecita detenzione e trasporto di circa 200 grammi lordi di cocaina. Il ricorrente deduce violazione dell'art. 273 c.p.p., sostenendo l'assenza della gravità indiziaria in relazione alla sua identificazione: afferma di essersi dato alla fuga e che l'identificazione sarebbe fondata solo sull'effigie fotografica del documento di identità (patente), per cui, in mancanza di verifica della compiuta identificazione, mancherebbe il necessario requisito dei gravi indizi per la misura cautelare.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha confermato la valutazione del Tribunale del riesame secondo cui sussistono gravi indizi di colpevolezza: l'indagato era il detentore e conducente del veicolo noleggiato nel quale lo stupefacente (circa 200 g di cocaina) era stato occultato dietro il tachimetro; si era dato alla fuga dopo il fermo ed era stato identificato mediante la patente esibita agli operanti. Perciò il giudizio di gravità indiziaria è stato ritenuto fondato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 273 cod. proc. pen.
La norma è stata interpretata nel senso che il requisito dei "gravi indizi di colpevolezza" può fondarsi su elementi fattuali concreti quali la detenzione dello stupefacente nel veicolo, l'essere conducente e detentore del mezzo, il comportamento di fuga e l'identificazione mediante documento esibito; tali elementi costituiscono nel loro insieme prova sufficiente per la misura cautelare.
art. 611 cod. proc. pen.
Richiamato solo in relazione al deposito di memoria difensiva; non incide sul merito della valutazione di ammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- L'identificazione del sospetto tramite il documento esibito agli operanti può integrare, se ritenuta attendibile dal giudice, uno degli elementi che concorrono a formare il giudizio di gravità indiziaria.
- La circostanza che lo stupefacente sia occultato all'interno del veicolo e la qualità della persona quale conducente/detentore del mezzo costituiscono elementi molto rilevanti ai fini della sussistenza dei gravi indizi.
- Il comportamento di fuga al momento del fermo è un elemento fattuale che rafforza il quadro indiziario e può legittimare l'applicazione di misure cautelari personali.
- Per contestare efficacemente la gravità indiziaria è necessario produrre elementi concreti di disconoscimento dell'identificazione o prove che smentiscano il nesso tra l'indagato e lo stupefacente; argomentazioni generiche sulla possibile inaffidabilità di una foto del documento sono spesso insufficienti.
- In sede di cassazione, l'appello che mira a censurare la valutazione di gravità indiziaria trova limitata apertura se i giudici di merito hanno fatto una valutazione motivata e coerente degli elementi probatori.
- Le difese preventive dovrebbero mirare a documentare contraddizioni nelle modalità di identificazione o a proporre specifiche indagini (es. accertamenti sui frequentatori del veicolo, esami forensi) che possano realmente incidere sulla valutazione dei gravi indizi.
Testo integrale
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