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Sentenza

Sentenza n. 136/2026 - Torino, Sezione 3

per l’annullamento - del decreto del Provveditore Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria del Piemonte, della Liguria e della -OMISSIS- -OMISSIS- n. -OMISSIS-, notificato al signor -OMISSIS- in data 1.6.2021, che gli ha irrogato la sanzione disciplinare della pena pecuniaria ai sensi dell’art. 3, co. 2, lett. f) d.lgs. n. 449/1992; - di ogni altro atto presupposto, consequenziale e comunque connesso e, in particolare, della proposta del Consiglio Regionale di Disciplina 14.4.2021, non conosciuta.

Giustizia amministrativa202100682

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sanzione disciplinare della pena pecuniaria pari a 4/30 di una mensilità per grave negligenza in servizio, conseguente allo smarrimento del tesserino e della placca di riconoscimento

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (militare)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il provvedimento disciplinare deducendo violazione degli artt. 1, 2 e 3 del d.lgs. n. 449/1992, violazione del principio di proporzionalità, eccesso di potere per difetto di motivazione, illogicità e disparità di trattamento. Ha sostenuto, anzitutto, che la fattispecie della grave negligenza in servizio non fosse applicabile, poiché lo smarrimento del portafoglio contenente il tesserino e la placca di riconoscimento si era verificato dopo la conclusione del turno di servizio. Ha inoltre dedotto l’assenza di qualsiasi condotta negligente: aveva riposto il portafoglio in una tasca chiusa con cerniera, ritenuta più sicura della tasca aperta dei pantaloni, e lo smarrimento era stato causato dall’imprevedibile cedimento della cerniera. Ha infine evidenziato di avere denunciato immediatamente lo smarrimento e informato il proprio comandante, così da prevenire l’uso improprio dei documenti da parte di terzi.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e annullato la sanzione disciplinare. In primo luogo, ha interpretato la fattispecie di cui all’art. 3, comma 2, lett. f), del d.lgs. n. 449/1992, che punisce la grave negligenza in servizio, nel senso che la condotta negligente deve essere commessa mentre l’agente si trova in servizio attivo. L’espressa limitazione ai fatti commessi in servizio impedisce di applicare tale disposizione a condotte tenute fuori dal turno, anche se connesse all’attività lavorativa; il diverso tenore di altre fattispecie disciplinari, applicabili anche a comportamenti fuori servizio, conferma tale interpretazione sistematica. Poiché lo smarrimento si era verificato dopo la fine del turno, la condotta non rientrava nella norma sanzionatoria applicata. In secondo luogo, il giudice ha rilevato che, comunque, dai fatti non emergeva alcuna negligenza: la custodia del portafoglio in una tasca chiusa era una scelta ragionevole, il malfunzionamento della cerniera costituiva un evento accidentale e imprevedibile e il ricorrente aveva tempestivamente denunciato lo smarrimento e informato il comandante. L’Amministrazione è stata condannata al pagamento di euro 2.000,00 per spese di lite, oltre accessori e refusione del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 3, comma 2, lett. f), d.lgs. n. 449/1992

    la grave negligenza in servizio

    La fattispecie disciplinare richiede che la grave negligenza sia commessa durante il servizio attivo; non è applicabile a condotte tenute fuori dal turno di servizio.

  • art. 4, comma 1, lett. c), d.lgs. n. 449/1992

    frequentare luoghi, persone o compagnie sconvenienti con evidente offesa alla dignità delle funzioni

    Il diverso tenore della disposizione, priva del riferimento al servizio, è richiamato quale elemento sistematico per distinguere le condotte punibili anche se commesse fuori servizio.

  • art. 4, comma 1, lett. d), d.lgs. n. 449/1992

    contrarre debiti con i dipendenti

    Il diverso tenore della disposizione, priva del riferimento al servizio, conferma che quando il legislatore intende sanzionare condotte anche fuori servizio non limita espressamente la fattispecie al servizio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità della parte interessata a tutela dei suoi diritti o della sua dignità.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a fondamento dell'oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La fattispecie disciplinare della grave negligenza “in servizio” è applicabile soltanto a condotte negligenti commesse durante il servizio attivo; non può essere estesa a comportamenti tenuti fuori dal turno sulla base della loro mera connessione con l’attività lavorativa.
  • L’interpretazione sistematica della disciplina disciplinare impone di attribuire rilievo alla presenza o all’assenza dell’espressa limitazione temporale “in servizio”: quando una disposizione non contiene tale limitazione, essa può riferirsi anche a condotte commesse fuori servizio; quando la contiene, l’ambito applicativo non può essere ampliato in via interpretativa.
  • Lo smarrimento di dotazioni identificative non integra di per sé una condotta negligente sanzionabile quando il dipendente le abbia custodite con modalità ragionevoli e lo smarrimento sia riconducibile a un evento accidentale e imprevedibile, quale il malfunzionamento del sistema di chiusura.
  • La tempestiva denuncia dello smarrimento e l’immediata informazione al superiore gerarchico costituiscono elementi rilevanti per escludere la negligenza e dimostrano l’adozione di condotte diligenti volte a prevenire l’uso improprio delle dotazioni da parte di terzi.

Come è indicizzato

MaterieDisciplina militare e di polizia
RamiForze armate e forze di polizia
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazioneDiscrezionalità amministrativa e tecnica

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