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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28814/2023 del 05/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso deduceva il travisamento della prova documentale in relazione alla ritenuta inidoneità degli arresti domiciliari indicati dalla difesa. La difesa sosteneva che il giudice avesse erroneamente ritenuto che lo stupefacente e il materiale per il confezionamento fossero detenuti proprio presso l'immobile indicato quale domicilio idoneo (abitazione dei genitori), mentre in realtà lo stupefacente sarebbe stato detenuto in un'unità abitativa in uso all'indagato, distinta ma ubicata all'interno della stessa area di proprietà dei genitori. Si contestava quindi la valutazione di inidoneità degli arresti domiciliari operata dal Tribunale.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. Il Tribunale ha ritenuto infondata la censura di travisamento della prova, confermando che dalla documentazione (verbali di arresto, perquisizione e sequestro, titoli di proprietà, rinvenimento di bilancini, macchine per confezionamento sottovuoto, frullatore, denaro e altro materiale) risultava che l'indagato aveva "installato l'attività illecita" nell'area di proprietà dei genitori e che parte del denaro sequestrato era stata rinvenuta nell'abitazione proposta per gli arresti domiciliari. Di conseguenza è stata confermata l'inidoneità degli arresti domiciliari e il provvedimento impugnato è stato mantenuto. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Poiché la decisione non comporta la rimessione in libertà, è disposta la trasmissione di copia della sentenza al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94, comma 1-ter, disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma sostanziale relativa alle condotte di traffico e detenzione di stupefacenti applicata in relazione alla detenzione di significative quantità di droga; i fatti sono stati valutati come detenzione finalizzata a uso non esclusivamente personale (finalità di spaccio) in ragione delle quantità e del materiale per il confezionamento

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Richiama il limite alla necessità di motivazione sintetica del ricorso (enunciazione nei limiti strettamente necessari), richiedendo pertanto che il motivo sia esposto nei termini consentiti procedimentalmente

  • art. 94, comma 1-ter, disp. att. cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo di trasmettere copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario quando la decisione non comporti la rimessione in libertà, affinché il direttore adempia agli obblighi previsti dal comma 1-bis

Massime di principio

  • La mera titolarità della proprietà dell'immobile da parte di terzi (es. genitori) non garantisce l'idoneità degli arresti domiciliari se emergono elementi che collegano l'indagato e l'attività illecita all'area o alle unità abitative congiunte: il giudice valuta la concreta situazione fattuale più che la sola intestazione formale della proprietà
  • Il rinvenimento di stupefacenti, strumenti per il confezionamento e parte del denaro sequestrato nell'area o nelle unità abitative attigue è elemento decisivo per escludere la possibilità degli arresti domiciliari nello stesso complesso
  • Le valutazioni del giudice di merito fondate su documentazione e verbali (perquisizione, sequestro, titoli di proprietà) sono difficilmente travisabili in sede di riesame se supportate da elementi probatori concreti
  • In simili situazioni la difesa deve proporre un domicilio alternativo effettivamente distinto e dimostrare l'assenza di collegamenti materiali e di controllo dell'indagato sull'area in cui è stata svolta l'attività illecita (es. separazione fisica, impossibilità di accesso, dichiarazioni/attestazioni di terzi)
  • La presentazione di elementi documentali contrari (es. rinvenimento di denaro nei locali proposti per gli arresti domiciliari) indebolisce significativamente la richiesta di detenzione domiciliare
  • Il ricorso per travisamento della prova richiede una chiara dimostrazione dell'errata valutazione documentale: postulati fattuali comprovati dagli atti processuali rendono il ricorso infondato

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