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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8001/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'avviso di accertamento relativo al 2007 con il quale l'Amministrazione ha disconosciuto le agevolazioni fiscali per insussistenza del requisito di "mutualità prevalente" e recuperato a tassazione maggiori importi ai fini IRES, IRAP e IVA (anche per omessa dichiarazione di canoni di locazione). La cooperativa deduceva, tra l'altro, eccessiva durata e nullità della verifica (art. 12, comma 5, legge n.212/2000), assenza di autorizzazione per l'estensione dell'ambito oggettivo della verifica, violazione del diritto al contraddittorio, e erronea applicazione delle norme su ONLUS e mutualità prevalente (d.lgs. n.460/1997 e legge n.381/1991). La CTR aveva ritenuto legittimi gli atti, ravvisando erogazioni anomale di premi e ricaduta sulla perdita della mutualità prevalente

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in ogni motivo. Ha confermato che il termine di permanenza degli operatori è meramente ordinatorio e che il suo superamento non comporta di per sé nullità degli atti; che la Guardia di Finanza, quale polizia tributaria, può estendere l'ambito della verifica anche oltre le imposte/annualità indicate senza autorizzazioni scritte analoghe a quelle richieste ai dipendenti civili; che non è stata violata la garanzia del contraddittorio nella fase accertativa così come svolta (verbali giornalieri e verbale finale); e che la presunzione di mutualità delle cooperative sociali può essere superata dall'Amministrazione con dati concreti (in questo caso erogazioni di premi ritenute anomale), con conseguente perdita delle agevolazioni. Condanna della ricorrente al pagamento delle spese di giudizio

Norme richiamate

  • legge n. 212 del 2000, art. 12, comma 5

    Il termine di permanenza degli operatori presso la sede del contribuente è meramente ordinatorio; la sua violazione non comporta automaticamente la nullità degli atti di verifica né l'inutilizzabilità delle prove raccolte

  • D.P.R. n. 600 del 1973, art. 33

    Prevede l'autorizzazione per accessi e verifiche effettuati da dipendenti civili dell'Amministrazione finanziaria; non impedisce però l'attività della Guardia di Finanza (polizia tributaria) che ha potestà più ampia

  • D.P.R. n. 633 del 1972, art. 52

    Analoga regolarità formale relativa alle autorizzazioni per accessi da parte del personale civile; non limita l'operatività della Guardia di Finanza

  • legge 7 gennaio 1929, n. 4, art. 35

    Attribuisce alla Guardia di Finanza (polizia tributaria) il potere di accedere negli esercizi e locali e di eseguire verificazioni e ricerche senza necessità di autorizzazioni scritte per ogni singola annualità/tributo

  • d.lgs. n. 460 del 1997, art. 10, commi 1, 6 e 8

    Il d.lgs. disciplina requisiti e divieti delle ONLUS; le cooperative sociali di cui alla legge n.381/1991 sono considerate ONLUS ai sensi del comma 8, ma alcune norme (commi 1-7) sono ritenute non applicabili alle cooperative sociali nella consulenza dell'Agenzia; tuttavia la perdita delle agevolazioni per violazioni concrete delle regole mutualistiche è possibile

  • legge n. 381 del 1991, art. 3 e disposizioni

    Definisce obblighi e divieti per le cooperative sociali richiamando i requisiti mutualistici (art. 26 legge Basevi), dalla cui violazione può derivare la perdita della qualifica di cooperativa sociale e quindi della qualifica ONLUS

  • codice civile, art. 2514 (Requisiti delle cooperative a mutualità prevalente)

    "le cooperative a mutualità prevalente devono prevedere nei propri statuti: a) il divieto di distribuire i dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato; b) il divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi; c) il divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori; d) l'obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale sociale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione."

    Queste clausole statutarie presuntivamente assicurano la mutualità; tuttavia la sussistenza effettiva della mutualità può essere valutata anche sulla base della concreta gestione e dei fatti (erogazioni anomale possono far perdere la qualifica)

  • codice civile, art. 2545-octies

    Prevede i casi di perdita della qualifica di mutualità prevalente (es. modifica delle previsioni statutarie); la Corte interpreta che la perdita può derivare anche dalla violazione concreta dei requisiti previsti dall'art. 2514 e dalla legge n.381/1991

  • disp. att. cod. proc. civ., art. 111-septies

    Attribuisce alle cooperative sociali di cui alla legge n.381/1991 la considerazione di cooperative a mutualità prevalente indipendentemente dai requisiti di cui all'art. 2513 c.c., ma non esclude il controllo sulla effettiva osservanza dei requisiti mutualistici

  • codice di procedura civile, art. 112

    Richiamato in relazione all'obbligo di pronuncia del giudice sulle eccezioni sollevate; la Corte valuta se omissioni siano sanabili decidendo nel merito se la questione è di diritto

  • codice di procedura civile, art. 360 (motivi di cassazione)

    Norma procedurale richiamata per inquadrare i motivi di ricorso (vizi di diritto, omessa pronuncia, ecc.)

  • Costituzione, art. 111 e art. 45

    Art. 111 (ragionevole durata del processo) e principi di economia processuale invocati; art. 45 richiamato come base del favore legislativo verso le cooperative

Massime di principio

  • Il termine di permanenza degli ispettori presso la sede del contribuente previsto dallo Statuto del contribuente (art.12, comma 5 legge n.212/2000) ha natura ordinatoria: il suo superamento non determina automaticamente la nullità degli atti di verifica né rende inutilizzabili le prove raccolte
  • La Guardia di Finanza, in quanto polizia tributaria (legge 4/1929 art.35), può svolgere verifiche estese anche ad annualità e tributi non espressamente indicati nell'ordine di servizio senza necessità di autorizzazioni scritte analoghe a quelle richieste al personale civile
  • La mancata o limitata spiegazione in appello di un rigetto motivazionale può costituire un vizio apparente, ma la Cassazione può comunque decidere nel merito se la questione è di diritto e non richiede nuovi accertamenti di fatto
  • La presentazione di istanza di accertamento con adesione sospende termini, ma non rende inefficace l'avviso di accertamento se la definizione consensuale non si perfeziona; la mancata convocazione del contribuente in sede di adesione è, di regola, questione rimessa alla discrezionalità dell'Ufficio
  • Le cooperative sociali di cui alla legge n.381/1991 sono considerate ONLUS e cooperative a mutualità prevalente di diritto, ma la relativa presunzione può essere superata dall'Amministrazione con elementi concreti che dimostrino la natura non mutualistica dell'attività (es. erogazioni anomale a soci/organismi societari)
  • La perdita della qualifica di mutualità prevalente può derivare non solo da modifiche statutarie formali, ma anche da comportamenti concreti contrari ai divieti e requisiti mutualistici previsti dalle norme (art. 2514 c.c. e legge n.381/1991)
  • Le irregolarità procedurali o formali nella fase ispettiva non implicano automaticamente inutilizzabilità delle prove raccolte, salvo che la legge preveda espressamente l'effetto invalidante o si dimostri che la violazione abbia compromesso l'effettività delle garanzie costituzionali del contribuente

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