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Sentenza

Sentenza n. 7476/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda) n. 8989/2024.

Giustizia amministrativa202405780

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza dirigenziale che ha ingiunto la cessazione di ogni attività commerciale nei locali, ritenendo abusivo il gazebo e richiamando un ordine di demolizione

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (esercenti commerciali)

Prevale il privato

La controversia

In primo grado i privati avevano chiesto l’annullamento dell’ordinanza comunale di cessazione dell’attività commerciale, deducendo plurime violazioni di legge ed eccesso di potere. Il TAR Lazio aveva respinto il ricorso. In appello hanno denunciato error in iudicando, violazione degli artt. 41 Cost., 3, 7 e 10-bis della l. 241/1990 ed eccesso di potere, chiedendo la riforma della sentenza e l’annullamento dell’ordinanza. La controversia riguardava un gazebo metallico amovibile, autorizzato dal Comune nel 2002 nelle dimensioni di 17,10 per 6 metri, presso il quale nel 2004 era stata autorizzata un’attività di vendita di fiori. L’ordinanza impugnata aveva imposto la cessazione dell’attività assumendo che il gazebo fosse abusivo e fosse stato colpito da un ordine di demolizione. Quest’ultimo ordine era stato successivamente annullato dal Consiglio di Stato con sentenza n. 6319/2026.

La decisione

L’appello è accolto e la sentenza del TAR Lazio n. 8989/2024 è riformata. Il Consiglio di Stato rileva che, con la precedente sentenza n. 6319/2026, è stato annullato l’ordine di demolizione posto a fondamento dell’assunta abusività del gazebo. Venuto meno tale presupposto, viene meno anche il fondamento giuridico dell’ordine di cessazione dell’attività commerciale; il provvedimento impugnato in primo grado è quindi annullato. Spese compensate per la natura delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    All’udienza di smaltimento del 16.9.2026 – tenutasi con modalità di collegamento da remoto in videoconferenza, ai sensi dell’art. 87 comma 4 bis c.p.a. – l’appello è stato trattenuto in decisione.

    La disposizione è richiamata per lo svolgimento da remoto dell’udienza di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Quando un provvedimento che impone la cessazione di un’attività commerciale è fondato sull’abusività delle opere utilizzate per svolgerla e sul relativo ordine di demolizione, l’annullamento dell’ordine di demolizione fa venir meno il presupposto giuridico del provvedimento di cessazione e ne comporta l’annullamento.

Come è indicizzato

MateriePubblici esercizi e somministrazioneAbusi edilizi e sanzioni
RamiCommercio e attività produttiveEdilizia
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potere

Testo integrale

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