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Sentenza

Sentenza n. 366/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l'ottemperanza al giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Teramo, in funzione di giudice del lavoro, n. 186/2025depositata in data 18.03.2025 nel giudizio avente numero di R.G. 73/2025, notificata in forma esecutiva ex art. 475 c.p.c. come novellato dal D. L.vo n. 150/2022 il 18.03.2025 presso la sede legale del Ministero dell'Istruzione e del Merito, divenuta cosa giudicata, con la quale il Tribunale di Teramo ha accolto la domanda della Prof.ssa Francesca DI CESARE, accertando il suo diritto ad ottenere la carta docente per gli anni scolastici di cui alla domanda per l'importo di euro 500,00 annui, con conseguente condanna del Ministero convenuto a mettere a disposizione della parte detta carta docente (o altro equipollente) per poterne fruire, assicurando alla ricorrente l'importo di cui alla domanda (per €. 2.500,00), oltre interessi o rivalutazione, ai sensi della L. n. 724 del 1994, art. 22, comma 36, dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione.

Giustizia amministrativa202500342

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inottemperanza del Ministero al giudicato del Tribunale di Teramo relativo all'attribuzione della carta docente per cinque annualità

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha agito ai sensi dell'art. 112, comma 2, lettera c), c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Teramo, in funzione di giudice del lavoro, che aveva accertato il suo diritto a usufruire del beneficio economico della carta docente, pari a 500 euro per ciascuna delle cinque annualità, e aveva condannato il Ministero a mettere a disposizione un buono elettronico o altro strumento equivalente per complessivi 2.500 euro, oltre accessori. La sentenza era divenuta definitiva ed era stata notificata al Ministero. Decorso il termine previsto per l'esecuzione nei confronti delle pubbliche amministrazioni, la ricorrente ha chiesto l'attuazione del giudicato, il pagamento di quanto dovuto e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Nel corso del giudizio il Ministero ha documentato l'accredito della somma e la ricorrente ha confermato di avere ottenuto integralmente il beneficio, chiedendo la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la condanna alle spese.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo integralmente soddisfatta la pretesa della ricorrente per effetto dell'accredito eseguito dal Ministero. Poiché l'ottemperanza è intervenuta soltanto dopo la proposizione del ricorso, il Ministero è stato ritenuto soccombente virtuale e condannato al pagamento delle spese di giudizio, liquidate in 1.500 euro oltre accessori, con distrazione in favore del difensore antistatario. Il giudice ha disposto l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    per conseguire l'attuazione della sentenza

    Consente di promuovere il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione di una sentenza passata in giudicato.

  • art. 1 l. 107/2015

    beneficio economico di € 500,00 annui tramite la c.d. “carta elettronica” del docente per l'aggiornamento e la formazione del personale docente

    Costituisce la base normativa del beneficio economico riconosciuto alla docente dal giudicato presupposto.

  • art. 14 d.l. 669/1996

    termine di 120 giorni previsto ... per l'esecuzione forzata nei confronti di pubbliche amministrazioni

    È richiamato in relazione al decorso del termine dilatorio per l'esecuzione forzata nei confronti della pubblica amministrazione.

  • art. 115 c.p.a.

    notificato all’amministrazione intimata ... per l’esecuzione

    È richiamato in relazione alla notificazione del titolo giudiziale ai fini dell'ottemperanza.

  • art. 479 c.p.c.

    le copie attestate conformi dei provvedimenti giurisdizionali costituiscono titolo esecutivo senza più necessità di apposizione di formula esecutiva

    È richiamato, nel testo, per la disciplina della notificazione del titolo esecutivo.

  • art. 22, comma 36, l. 724/1994

    oltre interessi o rivalutazione ... dalla data del diritto all'accredito alla concreta attribuzione

    È richiamato nel giudicato presupposto per la decorrenza degli accessori dovuti sulla prestazione economica.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il giudicato e il ricorrente conferma il soddisfacimento della pretesa, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L'adempimento dell'amministrazione successivo alla proposizione del ricorso di ottemperanza determina la soccombenza virtuale dell'amministrazione ai fini della regolazione delle spese, anche se la domanda principale non richiede più una pronuncia esecutiva.
  • In presenza di un ricorso di ottemperanza divenuto superfluo per l'adempimento sopravvenuto, le spese possono essere liquidate valutando lo scaglione economico di riferimento e la natura seriale del contenzioso, con conseguente riduzione dell'importo quando tale natura risulti dagli atti del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di litePersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoIstruzione e università
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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