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Sentenza

Sentenza n. 32/2026 - Napoli, Sezione 4

per l’annullamento: a) della disposizione dirigenziale n. 387/A del 23 luglio 2021; b) di ogni altro atto preordinato, consequenziale o comunque connesso anche se non conosciuto;

Giustizia amministrativa202200730

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, prendendo atto della dichiarazione resa dal ricorrente e della presentazione dell'istanza di sanatoria e della SCIA relative all'intervento oggetto dell'ordine di ripristino. Non è stata quindi esaminata la legittimità della disposizione dirigenziale né i motivi di merito, che non risultano specificati nel testo. Le spese di giudizio sono state compensate.

TAR Campania - Napoli, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: disposizione dirigenziale recante ordine di ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell'art. 27, comma 1, d.P.R. 380/2001 per opere abusive

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente chiedeva l'annullamento della disposizione dirigenziale n. 387/A del 23 luglio 2021 e degli atti connessi, avente a oggetto l'ordine di ripristino dello stato dei luoghi per opere abusive eseguite nel territorio del Comune di Napoli. Nel corso del giudizio dichiarava di avere presentato una formale istanza di sanatoria dell'intervento e di avere predisposto e prodotto la relativa SCIA; all'udienza del 16 ottobre 2025 dichiarava, sulla base di tali circostanze, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

Norme richiamate

  • art. 27, comma 1, d.P.R. 380/2001

    ordine di ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’art. 27 comma 1 del Dpr 380/2001

    La disposizione dirigenziale impugnata era stata adottata quale ordine di ripristino dello stato dei luoghi per opere edilizie abusive; la sentenza non esamina nel merito i presupposti sostanziali del potere repressivo.

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel contesto della pronuncia che definisce il giudizio.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione all’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di annullamento di un ordine edilizio repressivo, il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione in ragione di sopravvenute circostanze relative alla regolarizzazione o sanatoria dell’intervento, il giudice dichiara l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi di merito.
  • La presentazione di un’istanza di sanatoria e della relativa SCIA può costituire, secondo quanto dichiarato dal ricorrente e accertato nel processo, una sopravvenienza idonea a determinare il venir meno dell’interesse alla decisione sull’impugnazione dell’ordine di ripristino.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniSanatoria e condono edilizioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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