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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36202/2023 del 30/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Firenze che aveva rigettato l'appello cautelare avverso il provvedimento del G.I.P. che aveva negato il dissequestro di conti correnti bancari e delle quote della società Immobiliare G&T di Hu Tingting & C. s.a.s., beni sequestrati in relazione a reati tributari (artt. 3 e 11 D.Lgs. n. 74/2000) commessi tra maggio e luglio 2017. Primo motivo: censura della motivazione del Tribunale e dedotta omissione di valutazione di un documento attestante l'estinzione del debito (pagamento) e contestazione sul fatto che i rapporti bancari non fossero stati realmente gravati dal vincolo. Secondo motivo: richiesta che le quote sociali fossero dissequestrate previo versamento di una cauzione pari al valore nominale delle quote (sostituzione del bene vincolato con cauzione).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi come infondati. Sul primo motivo, ha ritenuto che il Tribunale del Riesame abbia correttamente escluso la valutabilità, in sede di appello cautelare, di documenti non sottoposti al giudice del merito (G.I.P.) e che la relazione della Guardia di Finanza richiamata non sia stata adeguatamente confutata; inoltre la menzione del fumus commissi delicti rientrava in una corretta ricostruzione fattuale. Sul secondo motivo, la Corte ha confermato il principio secondo cui, in caso di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, non è ammessa la restituzione del bene previa prestazione di cauzione (la sostituzione del bene vincolato non è consentita), richiamando giurisprudenza di legittimità. Conseguentemente i ricorsi sono stati rigettati e ciascun ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • Decreto Legislativo n. 74 del 2000, artt. 3 e 11

    Norme relative ai reati tributari costituenti il fatto-reato per cui è stato disposto il sequestro; la sentenza le menziona come contestazione di fatto alla base del provvedimento cautelare.

  • Codice di procedura penale, art. 325

    Stabilisce i rimedi avverso i provvedimenti di sequestro preventivo o probatorio; la Corte ricorda che il ricorso per cassazione contro ordinanze in materia di sequestro è ammesso solo per violazione di legge e per vizi della motivazione così gravi da rendere incomprensibile il percorso logico-argomentativo.

  • Art. 85 disp. att. cod. proc. pen.

    Norma sulle modalità di restituzione della cosa nei sequestri probatori tramite cauzione; la Corte osserva che tale disposizione non si applica al sequestro preventivo finalizzato alla confisca.

  • Codice di procedura penale, art. 319

    Riguarda il sequestro conservativo; la sentenza sottolinea la diversità di funzione rispetto al sequestro preventivo finalizzato alla confisca, per cui le regole sul sequestro conservativo non si applicano al caso di confisca.

  • Codice di procedura penale, art. 316, commi 1 e 2

    Distingue le finalità del sequestro conservativo (garanzia dell'adempimento di obbligazioni verso l'Erario o civili) dal sequestro preventivo finalizzato alla confisca (sanzionatoria e finalizzata a privare l'autore dei proventi del reato); la Corte usa questa distinzione per giustificare il divieto di sostituzione con cauzione.

  • Codice di procedura penale, art. 616

    Disciplina la condanna alle spese processuali in Cassazione; la Corte ha disposto che ciascun ricorrente sostenga le spese del procedimento.

  • Giurisprudenza di legittimità richiamata (Sez. 6, n. 25329 del 01/04/2021; Sez. 2, n. 5606 del 20/01/2009)

    Precedenti che affermano che, in caso di sequestro preventivo finalizzato alla confisca, non è ammessa la restituzione del bene previo rilascio di cauzione; la Corte ha fatto propri questi principi per rigettare il secondo motivo.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso ordinanze in materia di sequestro preventivo è ammissibile principalmente per violazioni di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere incomprensibile il ragionamento del giudice; mere contestazioni di valutazione dei fatti o documenti non esaminati dal giudice di primo grado sono insufficienti.
  • In sede di impugnazione cautelare (appello al Tribunale del Riesame) non è possibile far valere documenti che non erano stati posti all'attenzione del giudice che ha emesso il provvedimento impugnato; eventuali eventi sopravvenuti (es. pagamenti successivi al provvedimento) devono essere proposti con atti autonomi davanti al giudice che procede.
  • Nel valutare l'oggetto del vincolo su rapporti bancari è importante distinguere tra il rapporto bancario in sé e i saldi attivi: il sequestro può colpire i saldi/crediti disponibili e non necessariamente l'intero rapporto bancario.
  • Quando il sequestro è preventivo e finalizzato alla confisca, non è ammessa la restituzione del bene dietro prestazione di cauzione o la sua sostituzione con altro bene di valore equivalente; le norme e la giurisprudenza distinguono tale ipotesi dal sequestro conservativo o probatorio, per i quali possono valere forme di restituzione con cauzione.
  • Se si ritiene che somme o beni siano stati successivamente estinti o non ricompresi nel vincolo, la difesa deve proporre espressa istanza e documentazione al giudice 'che procede' (G.I.P.) e non limitarsi a introdurre la documentazione solo in sede di appello cautelare o in Cassazione.

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