Cassazione Penale, Sentenza n. 45195/2022 del 28/11/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso avverso l'ordinanza che aveva parzialmente accolto il riesame ex art. 309 c.p.p. relativo alla misura degli arresti domiciliari disposta dal GIP il 24/01/2022. Il ricorrente contestava: 1) l'assenza di elementi per ritenere che egli avesse effettivo possesso delle armi sequestrate, sostenendo che risultava solo la sua conoscenza del luogo in cui erano nascoste (coabitazione con la coindagata e il suo compagno); 2) vizi di motivazione sul punto dell'esigenza cautelare, in particolare la ritenuta pericolosità di reiterazione ritenuta apodittica e priva di adeguata argomentazione, nonostante lo stato di incensuratezza.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso parzialmente fondato. Sul primo motivo (gravi indizi) ha rigettato: ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la sussistenza dei gravi indizi, provando la rilevanza della conoscenza del luogo e della disponibilità potenziale delle armi nell'ambito della convivenza, richiamando orientamenti di legittimità sul concorso nella detenzione illecita di armi. Sul secondo motivo (motivazione sulle esigenze cautelari) ha accolto: ha censurato la motivazione apodittica sulla non episodicità e rischio di reiterazione, ordinando l'annullamento dell'ordinanza limitatamente alle esigenze cautelari e rinviando il giudizio al Tribunale di Catania per nuovo esame delle esigenze cautelari ai sensi dell'art. 309 c.p.p. Il resto del ricorso è stato respinto. È stata inoltre disposta la trasmissione del provvedimento al Direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.
Norme richiamate
art. 309 c.p.p.
Norma che disciplina il riesame delle misure cautelari; la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale ai sensi di tale articolo per nuovo giudizio sulle esigenze cautelari.
art. 273 c.p.p.
Definisce i gravi indizi di colpevolezza; la Cassazione valuta la correttezza della motivazione del giudice di merito sulla sussistenza di tali indizi, sindacandola solo in presenza di violazione di legge o manifesta illogicità.
art. 648 c.p.
Norma relativa al ricettazione; richiamata tra i reati per i quali veniva contestato il contributo del ricorrente nell'assetto indiziario.
legge 2 ottobre 1967, n. 895, art. 2
art. 2 legge 2/10/1967 n. 895
Normativa richiamata relativamente a illeciti connessi alle armi; la Corte ne prende atto nel quadro delle contestazioni penali mosse all'indagato.
legge 18 aprile 1975, n. 110, art. 23
art. 23 legge 18/04/1975 n. 110
Previsione di reati in materia di armi; citata tra le norme asseritamente violate e valutate nel giudizio di merito.
art. 94 disp. att. c.p.p.
art. 94, comma 1-ter e comma 1-bis disp. att. c.p.p.
Norme procedurali sulle informazioni al Direttore dell'istituto penitenziario in caso di modifiche delle misure cautelari; la Corte ha ordinato la trasmissione del provvedimento alla cancelleria per gli adempimenti.
Massime di principio
- La mera conoscenza del luogo in cui sono nascoste armi, se associata a convivenza e possibilità di disporne, può integrare indizi gravi di concorso nella detenzione illecita: il soggetto può essere ritenuto capace di disporre delle armi anche senza esserne proprietario.
- La Corte di legittimità sindaca la sussistenza dei gravi indizi solo se emergono violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione del giudice di merito; una motivazione logica e concordante sugli elementi indiziari è sufficiente a respingere il vizio.
- Le esigenze cautelari, e in particolare il pericolo di reiterazione, richiedono una motivazione ampia e specifica: argomentazioni apodittiche o generiche sono suscettibili di annullamento e rinvio per nuovo esame.
- Lo stato di incensuratezza dell'indagato è un elemento che il giudice di merito deve considerare e sul quale deve fornire idonea motivazione quando fonda le esigenze cautelari su rischio di reiterazione.
- In situazioni simili è fondamentale distinguere tra semplice conoscenza delle circostanze e atti concreti che manifestino disponibilità o connivenza; la valutazione è caso per caso e dipende dagli altri elementi probatori (tempistica, presenza al momento del sequestro, dichiarazioni di terzi, captazioni ecc.).
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