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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9174/2023 del 03/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorso contestava il rigetto della richiesta di riconoscimento della liberazione anticipata per il semestre 27/03/2020-27/09/2020. Il rigetto era fondato sul fatto che Pellegrino, sottoposto a detenzione domiciliare con divieto di incontrare persone non conviventi, il 28/06/2020 si era intrattenuto dialogando con Giovanni Varetti affacciato a una finestra. Il difensore denunciava difetto di motivazione perché il Tribunale non aveva valutato i semestri contigui positivi, l'incensuratezza, l'assenza di procedimenti pendenti, l'avvenuto risarcimento del danno e la circostanza che il Varetti era poi risultato non punibile per tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata rinviando il giudizio al Tribunale di sorveglianza di Catanzaro per nuovo esame. La Cassazione ha ritenuto che il Tribunale non abbia adeguatamente motivato la valutazione della gravità della violazione e l'effettiva incidenza della condotta sul percorso rieducativo del detenuto: mancavano elementi sul contenuto del dialogo, sulla natura dei rapporti con il Varetti e sulla condotta complessiva nel semestre, sicché era necessaria una valutazione d'insieme che tenesse conto dei criteri previsti dall'art. 103 e dalla giurisprudenza consolidata.

Norme richiamate

  • art. 103 regolamento esecuzione ordinamento penitenziario

    La norma impone di valutare la partecipazione del condannato all'opera di rieducazione in base alla condotta, all'impegno nel trarre profitto dalle opportunità di trattamento e, nel caso di detenzione domiciliare, alla capacità di utilizzare correttamente i margini di libertà. La Corte ha richiamato il principio che la valutazione non si esaurisce nel controllo formale delle prescrizioni ma richiede una valutazione complessiva della personalità e della condotta.

  • Giurisprudenza costante (Sez. 1, n. 13412 del 19/02/2021, DI CATALDO, Rv. 281057)

    Sez. 1, n. 13412 del 19/02/2021, DI CATALDO, Rv. 281057

    Richiama l'orientamento secondo cui la concessione della liberazione anticipata è un riconoscimento della partecipazione all'opera di rieducazione e chiarisce i criteri di valutazione in caso di esecuzione domiciliare: esigenza di valutazione d'insieme della condotta, della gravità delle violazioni e del loro concreto impatto sul percorso rieducativo.

Massime di principio

  • In caso di diniego della liberazione anticipata per violazione delle prescrizioni durante detenzione domiciliare il giudice deve motivare specificamente la gravità della violazione e la sua incidenza sul percorso rieducativo, non limitandosi a un mero accertamento formale dell'incontro.
  • Il giudizio deve essere globale: vanno considerate la condotta nel semestre, i semestri contigui, l'assenza di precedenti, eventuali riparazioni del danno e l'esito di eventuali procedimenti collegati (es. non punibilità per tenuità).
  • Quando la prescrizione violata riguarda incontri con non conviventi, è necessario precisare il contenuto del contatto e la natura dei rapporti tra le persone coinvolte per valutare se la condotta abbia effettivamente ostacolato il percorso di rieducazione.
  • Nel caso di esecuzione domiciliare la valutazione assume rilievo particolare: va esaminato come il detenuto abbia saputo utilizzare i margini di libertà concessi, e non solo il rispetto formale delle prescrizioni.
  • La mancata motivazione puntuale sulla gravità della violazione può portare all'annullamento e al rinvio per nuovo giudizio, con l'obbligo di rieffettuare la valutazione secondo i criteri indicati dalla Corte.

Testo integrale

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