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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3428/2023 del 26/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha censurato che la Corte d'appello, pur aderendo al concordato tra le parti e rideterminando la pena, non ha dichiarato l'estinzione per prescrizione di due specifici capi d'imputazione (capi 16 e 19, entrambi relativi a fatti di bancarotta semplice), prescrizione maturata prima della pronuncia di secondo grado; ha inoltre sostenuto di non aver mai rinunciato a far valere tale causa di estinzione e di avere un interesse concreto alla declaratoria di prescrizione sia per effetti sulla delimitazione dell'onere probatorio nel giudizio civile sia per possibili conseguenze amministrative/penitenziarie (istanza di affidamento in prova al servizio sociale ai sensi dell'art. 47 dell'ordinamento penitenziario).

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il motivo deducibile e fondato: ha accertato che il termine di prescrizione per i reati indicati nei capi 16 e 19 è decorso il 25 febbraio 2019, antecedente alla sentenza di secondo grado. Pur riconoscendo che la prescrizione non investe le statuizioni civili già cristallizzate e che il regime dell'affidamento in prova dipende dalla misura della pena, la Corte ha ritenuto sussistente l'interesse alla declaratoria di estinzione del reato. Di conseguenza la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio, limitatamente ai capi 16 e 19, perché i reati sono estinti per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 47 dell'ordinamento penitenziario

    La Corte osserva che l'accesso all'affidamento in prova al servizio sociale dipende dalla misura complessiva della pena inflitta e non dal numero dei reati; pertanto la declaratoria di prescrizione non incide direttamente sul regime dell'affidamento, ma resta interesse autonomo a far valere l'estinzione del reato

  • regole sulla prescrizione (normativa penale/procedurale)

    La prescrizione estingue il reato quando il relativo termine è decorso; la Corte può accertare e dichiarare l'estinzione per prescrizione anche quando la rideterminazione della pena conseguente a concordato non implica rinuncia automatica alla causa di estinzione, e può annullare senza rinvio se l'estinzione è manifesta

Massime di principio

  • La proposizione di un concordato volto alla rideterminazione della pena non equivale automaticamente a rinuncia alla causa di estinzione per prescrizione: il difensore deve esplicitare la rinuncia se intende precludere la declaratoria di prescrizione
  • La prescrizione può essere fatta valere anche se la pena complessiva rimane invariata dopo un accordo: l'interesse a ottenere la declaratoria è rilevante in quanto incide sul regime di responsabilità penale e su profili procedurali e civili
  • La Corte di Cassazione, quando emerga in modo chiaro e incontestabile che un reato è ormai estinto per prescrizione, può annullare la sentenza impugnata senza rinvio limitatamente ai capi estinti
  • La declaratoria di prescrizione non modifica automaticamente le statuizioni civili già pronunciate nel giudizio di primo grado, ma può avere effetti sulla prova e sul contenuto del fascicolo esecutivo e sulla posizione soggettiva dell'imputato
  • In casi simili è consigliabile documentare con precisione le decorrenze dei termini di prescrizione e richiedere espressamente la declaratoria in sede di impugnazione se si ritiene che il termine sia già decorso

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