Cassazione Penale, Sentenza n. 35128/2024 del 19/09/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in cinque motivi: 1) errata applicazione degli artt. 22, 23-ter, 37, 44 d.P.R. n. 380/2001, sostenendo che la realizzazione della pista non avrebbe mutato la destinazione d'uso agricola dell'area e che l'art. 23-ter richiede l'assegnazione ad altra categoria funzionale; 2) vizio di motivazione ex art. 44 d.P.R. n. 380/2001: il Tribunale non avrebbe indicato le ragioni e le emergenze probatorie che avrebbero dimostrato il mutamento di destinazione d'uso a seguito delle operazioni di sagomatura; 3) errata applicazione dell'art. 44 in relazione alla confisca dell'area, sostenendo che la confisca sarebbe una sanzione prevista solo per la lottizzazione abusiva; 4) violazione degli artt. 44 d.P.R. n. 380/2001, 240 c.p. e 7 CEDU perché la confisca riguarderebbe un bene di proprietà di un terzo estraneo al reato; 5) violazione degli artt. 125, comma 3, e 546 lett. e) c.p.p., lamentando la mancata motivazione sulla natura (facoltativa o obbligatoria) della confisca e sui presupposti della stessa.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul merito delle censure relative alla responsabilità (primi due motivi) la Corte ha ritenuto manifestamente infondati i rilievi, confermando che le operazioni di sbancamento/sagomatura per realizzare una pista per motocross integrano una modificazione permanente dello stato del suolo idonea a mutarne la destinazione d'uso e, quindi, rientrano nell'ambito dell'art. 44 d.P.R. n. 380/2001. I restanti motivi, tutti riferiti alla confisca, sono stati dichiarati inammissibili per difetto di interesse del ricorrente, atteso che egli non era titolare del diritto al bene confiscato e quindi non legittimato a impugnare quella statuizione. La declaratoria di inammissibilità impedisce altresì alla Cassazione di rilevare e dichiarare cause di non punibilità (es. prescrizione). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese del procedimento e a una sanzione pecuniaria nella misura indicata in dispositivo.
Norme richiamate
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - art. 44
L'art. 44 è applicabile anche a interventi non edilizi in senso stretto che comportano modifica permanente del suolo e mutamento della destinazione d'uso, come la realizzazione di una pista per motocross.
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 - artt. 3, 22, 23-ter, 37
L'art. 3 comma 1 lett. e) e gli artt. richiamati confermano che sono sottoposti a titolo abilitativo interventi che modificano permanentemente la conformazione del suolo e la sua destinazione funzionale.
legge 22 dicembre 1993, n. 493 - art. 4
La norma sulle attività sportive rileva solo per aree già destinate ad attività sportive; non esclude l'obbligo del permesso di costruire per nuove trasformazioni in zone agricole.
codice di procedura penale - art. 129
La declaratoria di inammissibilità del ricorso impedisce alla Corte di cassazione di rilevare d'ufficio e dichiarare cause di non punibilità, ivi compresa la prescrizione.
codice di procedura penale - art. 616
Norma richiamata per la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria in caso di ricorso inammissibile, salvo assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
codice di procedura penale - artt. 125 comma 3 e 546 lett. e)
Richiamati dal ricorrente in relazione alla motivazione sulla confisca; la Corte ha ritenuto però inammissibili le doglianze originate dalla contestazione di diritti di terzi.
codice penale - art. 240
Richiamato in relazione alla contestazione della confisca come misura che avrebbe inciso su diritti di terzi; la Corte ha ritenuto la doglianza inammissibile per difetto di interesse.
Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo - art. 7 (CEDU)
Invocato dal ricorrente in via subordinata per la presunta illegittimità della confisca su bene di terzo; la questione è stata comunque considerata inammissibile per carenza di interesse del ricorrente.
Massime di principio
- La realizzazione, senza titolo abilitativo, di opere di sbancamento, riporto o sagomatura che modificano in modo permanente il profilo e l'uso del suolo in area agricola (es. pista per motocross, impianto sportivo) integra illecito urbanistico ai sensi dell'art. 44 d.P.R. n. 380/2001 e richiede titolo autorizzatorio.
- La qualificazione di un'opera come compatibile con la destinazione agricola va provata con elementi istruttori specifici: la fantasia dell'uso non basta se l'intervento produce una trasformazione permanente e un nuovo impiego del suolo.
- Le impugnazioni dirette a contestare la confisca di un bene devono essere proposte dal titolare del diritto sul bene; l'imputato che non è proprietario o titolare del bene ha scarso interesse e può incorrere in inammissibilità.
- La declaratoria di inammissibilità del ricorso in Cassazione impedisce alla Corte di rilevare d'ufficio cause di non punibilità (come la prescrizione), perciò la strategia difensiva deve prevedere tempestive e corrette impugnazioni nei gradi precedenti.
- Quando si contesta la confisca, è importante dedurre e documentare in primo grado e in appello la titolarità del diritto sul bene e gli estremi che rendono la confisca illegittima; questioni di proprietà sollevate per la prima volta in Cassazione rischiano di essere inammissibili.
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