Cassazione Penale, Sentenza n. 20384/2022 del 25/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione per cassazione con la doglianza che il Tribunale di Oristano aveva illegittimamente sostituito la pena detentiva con una pena pecuniaria: il Procuratore Generale deduceva che la sostituzione non poteva essere disposta in quanto l'imputato era già stato condannato a complessivi 6 anni di reclusione e commise il fatto il 6 aprile 2013, dunque entro il termine di preclusione previsto dalla L. n. 689/1981 (art. 59). Il difensore dell'imputato ha depositato memoria rilevando altresì che la multa di euro 100,00 era illegittima ratione temporis perché al tempo dei fatti non era prevista la pena pecuniaria; chiedeva che la Corte rilevasse d'ufficio tale illegalità.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei limiti indicati: ha ritenuto che la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria era vietata ai sensi dell'art. 59 L. 689/1981 alla luce della precedente condanna dell'imputato e del termine di preclusione. Ha inoltre ritenuto illegittima la condanna alla multa di euro 100,00 perché la pena pecuniaria non era prevista nel testo ratione temporis; perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente alla conversione della pena detentiva in pena pecuniaria e alla condanna alla multa, eliminando tali statuizioni e determinando la pena complessiva in un mese di reclusione.
Norme richiamate
Legge n. 689/1981, art. 59
La Corte interpreta la norma nel senso che la sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria è preclusa quando l'imputato è stato condannato, con una o più sentenze, a pena detentiva complessivamente superiore a tre anni e ha commesso il nuovo reato entro il termine di preclusione (la pronuncia richiama il quinquennio previsto dalla norma)
Codice penale, art. 635 co.2 n.3
Secondo la difesa, e condiviso dalla Corte in punto di illegittimità della sanzione, la pena pecuniaria applicata (multa di euro 100,00) non era prevista nel testo di legge vigente al tempo del fatto (ratione temporis), perciò la sua applicazione è illegale
Legge n. 689/1981, art. 53
Richiamata in memoria dalla difesa come norma rilevante sul trattamento sanzionatorio; la Corte però decide concentrandosi sulle condizioni soggettive e temporali disciplinate dall'art. 59 per escludere la sostituzione
Massime di principio
- Prima di disporre la sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria verificare le precedenti condanne dell'imputato e i termini di preclusione stabiliti dall'art. 59 L. 689/1981: la sostituzione è vietata se sussistono i presupposti soggettivi e temporali.
- Controllare sempre la lex temporis: non può essere inflitta una pena pecuniaria quando tale tipo di sanzione non era previsto dalla normativa vigente al momento del fatto; questa illegittimità è rilevabile anche d'ufficio dalla Corte di Cassazione.
- Se l'illegalità della pena è manifesta e incide sul complessivo trattamento sanzionatorio, la Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e rideterminare la pena, evitando il rinvio al giudice di merito.
- Nella strategia difensiva, contestare prioritariamente l'illegittimità della sanzione (percingendo sulla lex temporis e sui presupposti soggettivi per la sostituzione) può ottenere l'annullamento diretto delle statuizioni illegali.
Testo integrale
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