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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45833/2023 del 14/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ocone contestava la sentenza di condanna confermata dalla Corte d'appello di Napoli per tre episodi di incendio boschivo su area protetta (12, 22 e 30 agosto 2016) ai sensi dell'art. 423-bis, terzo comma, cod. pen. Il ricorrente denunciava vizio di motivazione: sosteneva che l'identificazione fosse solo probabilistica (molti allevatori transitavano in zona), che il passaggio della sua auto non prova la responsabilità, che un accendino lanciato si spegnerebbe (contestando la dinamica del primo episodio), che nel terzo episodio vi era discrasia tra la camicia del soggetto ripreso e quella del conducente registrato, e che la superficie incendiata non corrispondeva ai 30.000 mq contestati per l'aggravante in area protetta.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi: le immagini delle telecamere hanno mostrato il veicolo di proprietà dell'imputato (riconosciuto anche per targa) transitare nei luoghi interessati; personale di polizia giudiziaria ha riconosciuto direttamente l'imputato nei filmati; il dato del tracciamento GPS ha corroborato la presenza del veicolo nelle aree coinvolte; la Corte d'appello ha fornito motivazione puntuale e adeguata sul fatto che l'imputato fosse l'autore dei reati; la contestata aggravante del terzo comma dell'art. 423-bis è stata correttamente applicata perché gli incendi sono avvenuti in area protetta secondo l'art. 5 della legge regionale Campania 1/9/1993 n.33 (attuata sulla base della legge 6/12/1991 n.394). Conseguentemente la condanna a quattro anni di reclusione è stata confermata e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 423-bis cod. pen.

    La norma è stata applicata perché i reati di incendio boschivo sono stati commessi in area protetta; il terzo comma prevede aggravanti per tali ipotesi

  • Legge regionale Campania

    1 settembre 1993, n. 33, art. 5

    L'area interessata (Parco Regionale del Taburno) è qualificata come area protetta ai fini dell'applicazione dell'aggravante prevista dall'art. 423-bis, terzo comma

  • Legge nazionale

    Fornisce la disciplina quadro sulle aree protette cui la legge regionale si è conformata; conferma lo status di area protetta rilevante per l'aggravante

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento a carico del ricorrente

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 2, n. 42041 del 27/06/2019 (Impolito, Rv. 277013)

    Il riconoscimento operato dal personale di polizia giudiziaria su riprese video costituisce indizio grave e preciso, la cui valutazione è rimessa al giudice di merito

  • Giurisprudenza della Corte di Cassazione

    Sez. 2, n. 45655 del 16/10/2014 (Bennato)

    La Corte di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella rivalutazione globale delle prove quando la valutazione è adeguatamente motivata

Massime di principio

  • Il riconoscimento di un soggetto in filmati di videosorveglianza da parte di operatori di polizia giudiziaria costituisce un indizio rilevante e può essere decisivo se corroborato da altri elementi (es. targa, GPS).
  • I dati tecnici di supporto (tracciamento GPS, targa del veicolo) rafforzano la prova circostanziale e limitano l'efficacia di argomentazioni basate solo su possibili autori alternativi che transitano in zona.
  • Differenze apparenti nell'abbigliamento nelle immagini non sono necessariamente decisive se la ricostruzione alternativa non è plausibile o non è supportata da elementi concreti che ne dimostrino la verosimiglianza.
  • Per contestare un'aggravante legata all'area protetta è necessario dimostrare concretamente che il luogo non rientrava nella definizione normativa di area protetta o che la qualificazione normativa è erronea; mere contestazioni sulla estensione dell'incendio non sono sufficienti se la qualificazione dell'area è pacifica.
  • La Corte di cassazione verifica principalmente profili di diritto e la correttezza logico-giuridica della motivazione; la rinnovazione della valutazione di merito richiede una motivazione che evidenzi vizi specifici e non semplici alternative interpretative.
  • Argomentazioni tecniche (es. sostenere che un accendino lanciato si spegne) dovrebbero essere supportate da prove o consulenze tecniche per incidere sulla valutazione probatoria.

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