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Cassazione Penale, Ordinanza n. 15884/2026 del 30/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha convertito il ricorso in appello, ritenendo che la sentenza di non luogo a procedere resa all'udienza di comparizione predibattimentale non sia impugnabile con ricorso immediato per cassazione. Ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Corte di appello di Ancona per la decisione sul gravame.

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)

La controversia

Il pubblico ministero ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza con cui il Tribunale di Macerata, all'esito dell'udienza di comparizione predibattimentale, aveva dichiarato non doversi procedere nei confronti dell'imputato per il reato di violenza privata, ritenendo applicabile il divieto di bis in idem di cui all'art. 649 c.p.p. Il ricorso sosteneva che il giudice di merito avrebbe erroneamente ravvisato l'identità tra la contestazione del presente procedimento e quella definita in un diverso giudizio. La Corte, tuttavia, ha rilevato d'ufficio che il mezzo di impugnazione non era ammissibile come ricorso immediato per cassazione contro una sentenza di non luogo a procedere emessa ai sensi dell'art. 554-ter c.p.p., dovendo invece essere qualificato come appello ai sensi dell'art. 568, comma 5, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 649 c.p.p.

    richiamato dal pubblico ministero come norma asseritamente violata per erronea applicazione del divieto di un nuovo giudizio sul medesimo fatto; la Corte non entra nel merito della doglianza perché risolve preliminarmente il problema del mezzo di impugnazione

  • art. 554-ter c.p.p.

    norma che disciplina la sentenza di non luogo a procedere all'esito dell'udienza di comparizione predibattimentale; la Corte la qualifica come decisione 'processuale' non direttamente impugnabile con ricorso per cassazione immediato

  • art. 569 c.p.p.

    la formulazione che riferisce il ricorso per saltum alla 'sentenza di primo grado' è interpretata nel senso che il ricorso immediato per cassazione presuppone la celebrazione del giudizio e non si estende alle sentenze di non luogo a procedere che precedono il dibattimento

  • art. 554-quater c.p.p.

    richiamato per evidenziare che gli esiti dell'impugnazione contro la sentenza di non luogo a procedere sono incompatibili con quelli del giudizio di cassazione, confermando che il rimedio corretto è l'appello

  • art. 568, comma 5, c.p.p.

    consente la riqualificazione dell'impugnazione proposta con errore sul mezzo, trasformando il ricorso per cassazione in appello e imponendo la trasmissione degli atti al giudice competente

  • artt. 620 e ss. c.p.p.

    richiamati per sottolineare la differenza tra i poteri decisori della Cassazione e gli esiti tipici dell'appello avverso la sentenza di non luogo a procedere

Massime di principio

  • La sentenza di non luogo a procedere emessa all'esito dell'udienza di comparizione predibattimentale non è impugnabile con ricorso immediato per cassazione, salvo espressa previsione di legge.
  • Il ricorso per saltum ex art. 569 c.p.p. presuppone la celebrazione del giudizio di primo grado e non è estensibile alle decisioni processuali che precedono il dibattimento.
  • Quando l'impugnazione è proposta con il mezzo erroneo, il giudice deve riqualificarla ai sensi dell'art. 568, comma 5, c.p.p., convertendola nel rimedio corretto se ne ricorrono i presupposti.
  • La struttura degli esiti impugnatori previsti per la sentenza di non luogo a procedere è incompatibile con i poteri tipici della Corte di cassazione, sicché il rimedio ordinario è l'appello.
  • Il divieto di bis in idem ex art. 649 c.p.p. non viene scrutinato nel merito se, prima ancora, l'impugnazione è proposta con mezzo non corretto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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