Salta al contenuto
Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 1252/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La curatela aveva agito per la declaratoria di inefficacia della donazione operata dal fallito (art. 64 l. fall.) e per ottenere l'equipollente monetario dei diritti di usufrutto costituiti sugli immobili (quantificato poi in base ai frutti/valore locativo). Le sorelle Ciccarelli hanno impugnato in Cassazione sostenendo: 1) violazione del principio del giudicato interno perché, a loro avviso, la questione dell'estinzione per consolidazione dell'usufrutto sarebbe già coperta da giudicato; 2) violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato (art. 112 c.p.c.) per avere la Corte d'appello condannato al pagamento della metà dei frutti civili senza che tale domanda fosse stata espressamente proposta; 3) violazione dell'onere della prova (art. 2697 c.c. e 115 c.p.c.) perché la condanna si fonderebbe su una consulenza tecnica d'ufficio disposta senza prova fornita dal curatore.

La decisione

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso principale e dichiarato assorbito il ricorso incidentale condizionato della curatela. Motivazioni principali: il presunto giudicato interno non sussiste perché le questioni sull'estinzione per consolidazione erano connesse e di puro diritto non idonee a formare un giudicato sulla attribuzione del "bene della vita"; la quantificazione in termini di frutti/valore locativo non costituisce ultrapetizione rispetto alla domanda di equipollente monetario presentata dalla curatela; la consulenza tecnica d'ufficio era ammissibile e idonea a fornire gli elementi tecnici necessari per la quantificazione del valore locativo/valore dell'usufrutto. Condanna delle ricorrenti alle spese di giudizio di legittimità (liquidate in euro 5.000,00 per compensi più 15% spese forfettarie, esborsi euro 200,00 e accessori) e ad eventuale ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 64 l. fall. (legge fallimentare)

    L'atto di donazione è stato ritenuto soggetto alla disciplina dell'inefficacia fallimentare; la curatela può chiedere la declaratoria di inefficacia e il ristoro in forma equivalente.

  • art. 1014 c.c.

    Richiamato in relazione all'estinzione dell'usufrutto per consolidazione; la Corte ha ritenuto che la valutazione su detta estinzione fosse questione giuridica e non comportasse automaticamente giudicato sull'attribuzione del bene.

  • art. 112 c.p.c.

    Il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato non è stato violato: una domanda di equipollente monetario può legittimare la liquidazione tramite il valore dei frutti/valore locativo, senza configurare ultrapetizione.

  • art. 2697 c.c.

    Riferito all'onere della prova: la Corte ha ritenuto che la consulenza tecnica d'ufficio, disposta in istruttoria, sia idonea a integrare le cognizioni tecniche necessarie per la quantificazione e non sia incompatibile con l'onere probatorio delle parti.

  • art. 115 c.p.c.

    Richiamato in tema di valutazione della prova: il giudice può disporre consulenza tecnica quando necessaria per accertamenti tecnici, e la CTU può avere rilevanza probatoria utile ai fini della decisione.

  • art. 1224 c.c.

    Citato nel ricorso incidentale in relazione a maggior danno/interessi; la questione è stata assorbita dalla decisione sulla principale.

  • art. 13 comma 1-quater d.P.R. n. 115/2002 (come inserito dall'art. 1, comma 17, L. n. 228/2012)

    Riferito alla possibilità di ulteriore contributo unificato da versare dalle ricorrenti se dovuto; la Corte ha dato atto della sussistenza dei presupposti.

Massime di principio

  • La declaratoria di inefficacia di una donazione in sede fallimentare può legittimare la richiesta del curatore non solo della restituzione in forma specifica ma anche dell'equipollente monetario: la quantificazione può avvenire tramite la determinazione del valore locativo o dei frutti dell'immobile.
  • Il giudicato interno si forma sulla attribuzione del "bene della vita" (ovvero sull'accoglimento o rigetto della pretesa principale) e non sulle mere questioni giuridiche strumentali o di diritto che non contengono una statuizione sulla titolarità del bene; questioni di puro diritto accessorie non sempre impediscono rimedi successivi.
  • La Corte può ordinare e valorizzare una consulenza tecnica d'ufficio in istruttoria quando serva ad accertamenti tecnici (es. valore locativo, canone di mercato): la CTU è strumento legittimo per colmare lacune tecniche e può costituire base della quantificazione economica anche se la parte attore non ha prodotto dati precisi.
  • Il principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato va interpretato in modo funzionale: una domanda ampia per l'equipollente monetario consente al giudice di scegliere modalità di liquidazione coerenti con la natura della pretesa (es. frutti/valore locativo) senza configurare ultrapetizione, se la modalità prescelta resta riconducibile al tipo di restituzione richiesto.
  • Sull'onere della prova: la parte che agisce deve indicare la domanda e gli elementi di fatto/diritto; tuttavia, quando servono accertamenti tecnici specialistici il giudice non solo può, ma talvolta deve ricorrere alla CTU per una prova efficiente e tale consulenza integra il materiale probatorio valutabile.
  • In caso di soccombenza in Cassazione si possono liquidare compensi fissi, spese forfettarie ed esborsi e prevedere l'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa vigente.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.