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Sentenza

Sentenza n. 2512/2026 - Napoli, Sezione 9

per l'annullamento: 1) del Provvedimento prot. 13635/2022 del 4 Novembre 2022, comunicato in pari data a mezzo pec, con il quale il Responsabile dell'AREA III ad interim del Comune di Cancello ed Arnone ha revocato l'affidamento, a favore della ricorrente, della concessione della “Villa Comunale di Via Ettore Fieramosca e degli impianti”, avvenuto con determinazione dell'Area III Reg. Gen. n. 241 del 17 Luglio 2020; 2) del successivo provvedimento, di cui alla nota prot. 14251-14252 del 15 Novembre 2022, trasmesso in pari data a mezzo pec, con il quale il Dirigente dell'AREA III Tecnica del Comune di Cancello ed Arnone ha dichiarato di avvalersi della clausola risolutiva espressa, contenuta nella bozza dell'atto di concessione e di dichiarare risolta, ai sensi dell'articolo 1456 c.c., la concessione avente ad oggetto l'affidamento, a favore della ricorrente, della concessione della “Villa Comunale di Via Ettore Fieramosca e degli impianti”, avvenuto con determinazione dell'Area III Reg. Gen. n. 241 del 17 Luglio 2020; 3) della nota prot. 5380 del 4/05/2022, richiamata nel provvedimento sub 1), con cui il Responsabile dell'AREA III Tecnica del Comune di Cancello ed Arnone invitava il legale rappresentante della ricorrente presso gli uffici comunali, per comunicazioni urgenti; 4) della nota prot. 12818 del 20/10/2022, con la quale il Responsabile dell'AREA III Tecnica del Comune di Cancello ed Arnone invitava il legale rappresentante della ricorrente a provvedere entro 7 giorni al pagamento dei canoni, pena la risoluzione della convenzione; 5) della nota prot. 0357/PM/2022, richiamata nel provvedimento sub 2), con la quale la P.M. relazionava in merito al sopralluogo, effettuato in data 9/11/2022; 6) del sopralluogo, eseguito dalla Polizia Municipale in data 9/11/2022; e per il risarcimento di tutti danni subiti e subendi dalla società GI.EM.GI. SRL per interventi di manutenzione straordinaria e ordinaria e per spese sostenute nel corso dell'esecuzione della concessione, per danno emergente e lucro cessante, il tutto oltre interessi e rivalutazione, ovvero dell'importo che sarà ritenuto dovuto in corso di giudizio, maggiorato sempre di interessi e rivalutazione;

Giustizia amministrativa202206010

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca dell'affidamento della concessione della Villa Comunale e degli impianti, seguita dalla dichiarazione di risoluzione della concessione ai sensi dell'art. 1456 c.c., nonché gli atti presupposti e connessi

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società concessionaria impugnava la revoca dell'affidamento disposto nel 2020, la successiva dichiarazione di risoluzione della concessione mediante esercizio della clausola risolutiva espressa, le note comunali di convocazione e di intimazione al pagamento dei canoni, la relazione della Polizia Municipale e il sopralluogo. Deduceva la violazione del principio di buon andamento di cui all'art. 97 Cost., dei principi di correttezza e buona fede applicabili alle concessioni, la violazione e falsa applicazione dell'art. 21-quinquies l. 241/1990 e l'eccesso di potere per contraddittorietà. Domandava inoltre il risarcimento del danno emergente e del lucro cessante per le spese e gli interventi di manutenzione sostenuti durante l'esecuzione della concessione. Successivamente alla notificazione del ricorso, la ricorrente dichiarava che erano state raggiunte intese con il Comune per una composizione bonaria della controversia e manifestava la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, prendendo atto della dichiarazione della ricorrente intervenuta prima che la causa fosse trattenuta in decisione. Il giudice ha richiamato il principio della piena disponibilità dell'interesse a ricorrere e dell'azione: il ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione sino al momento della decisione e il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte o sindacarne la valutazione, deve dichiarare l'improcedibilità. Le spese sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 97 Cost.

    La ricorrente ne aveva dedotto la violazione sotto il profilo del principio di buon andamento, ma il TAR non ha esaminato la censura nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 21-quinquies l. 241/1990

    La ricorrente ne aveva dedotto la violazione con riferimento alla revoca dell'affidamento; la questione non è stata esaminata nel merito.

  • art. 1456 c.c.

    Richiamato nell'atto comunale di dichiarazione di risoluzione della concessione; la legittimità dell'esercizio della clausola risolutiva espressa non è stata esaminata.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in epigrafe in relazione alla trattazione dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.

Massime di principio

  • Nel processo amministrativo vige il principio della piena disponibilità dell'interesse a ricorrere e dell'azione: il ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione.
  • Quando il ricorrente dichiara tempestivamente la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice, non potendo procedere d'ufficio né sostituirsi alla parte o sindacare la sua valutazione, deve dichiarare l'improcedibilità del ricorso.
  • La sopravvenuta carenza di interesse può essere dichiarata anche quando derivi dal raggiungimento di intese transattive o di composizione bonaria della controversia, senza necessità di esaminare nel merito i vizi dedotti contro gli atti amministrativi.

Come è indicizzato

MaterieEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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