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Cassazione Penale, Ordinanza n. 03584/2025 del 28/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Ancona che lo aveva ritenuto responsabile di condotte di spaccio di stupefacenti. Con il primo motivo ha censurato la valutazione della prova e il giudizio di responsabilità, contestando la lettura delle conversazioni intercettate e la loro idoneità a dimostrare cessioni di droga; con il secondo motivo ha contestato il trattamento sanzionatorio, lamentando il diniego delle attenuanti generiche e dei benefici di legge, ritenendo che la Corte territoriale avesse male apprezzato gli elementi rilevanti ai fini della pena.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo manifestamente infondato, rilevando che la Corte di appello aveva motivato in modo rigoroso sulla valenza delle conversazioni intercettate, considerate indicatrici di cessioni di stupefacenti, e che tale conclusione era corroborata anche da dichiarazioni di alcuni acquirenti. Il secondo motivo è stato reputato diretto a ottenere un nuovo apprezzamento di merito, non consentito in sede di legittimità; la Corte ha inoltre richiamato la motivata esclusione delle attenuanti generiche per mancanza di elementi specificamente valutabili e il diniego dei benefici per la negativa prognosi sulla futura astensione dal reato. Ne è derivata la declaratoria di inammissibilità del ricorso, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 309/1990

    La sentenza presuppone la contestazione di condotte di spaccio di stupefacenti, valutate sulla base di intercettazioni e dichiarazioni degli acquirenti.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche possono essere negate quando manchino elementi specificamente valutabili in senso favorevole all'imputato.

  • art. 133 c.p.

    La determinazione della pena e la prognosi sulla futura astensione dal reato sono rimesse a una motivata valutazione del giudice di merito.

  • art. 606 c.p.p.

    In cassazione non è consentito sollecitare un diverso giudizio di merito sulla valutazione della prova e sul trattamento sanzionatorio se la motivazione della sentenza impugnata è congrua.

  • art. 616 c.p.p.

    Alla declaratoria di inammissibilità consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende per colpa del ricorrente.

Massime di principio

  • In tema di spaccio di stupefacenti, le conversazioni intercettate possono assumere valore probatorio decisivo quando il giudice di merito ne spieghi in modo puntuale il contenuto e le colleghi a ulteriori elementi, come le dichiarazioni degli acquirenti.
  • Il ricorso per cassazione non può tradursi in una richiesta di nuova valutazione del compendio probatorio o della dosimetria della pena, se la sentenza impugnata contiene una motivazione logica e non manifestamente illogica.
  • Le attenuanti generiche possono essere legittimamente escluse quando il giudice dia conto della mancanza di elementi favorevoli specificamente apprezzabili.
  • Il diniego dei benefici di legge è sorretto da adeguata motivazione se fondato su una prognosi negativa circa la futura astensione dell'imputato da ulteriori reati.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, in presenza di colpa nella proposizione dell'impugnazione, il pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della provaOnere della prova

Testo integrale

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