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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22718/2026 del 18/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che, in parziale riforma della decisione di primo grado, aveva solo rideterminato la pena dopo aver dichiarato l'assorbimento di alcuni reati in un diverso titolo di reato e confermato il resto della condanna. Con un unico motivo ha dedotto la manifesta illogicità della motivazione in punto di recidiva qualificata ex art. 99, comma 4, c.p., sostenendo che il fatto fosse occasionale e che mancasse una relazione qualificata con i precedenti reati. La censura è stata ribadita anche in memoria difensiva. La Cassazione ha però ritenuto che il motivo si risolvesse in una riproposizione di questioni già dedotte in appello, senza confrontarsi specificamente con le ragioni della sentenza impugnata, e che mirasse a una rivalutazione del merito non consentita in sede di legittimità.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che le doglianze erano aspecifiche, reiterative e confutative, perché riproponevano profili già esaminati e motivatamente disattesi dal giudice di merito, senza evidenziare veri vizi logico-giuridici della motivazione. Ha quindi applicato gli artt. 591, comma 1, lett. c), e 581, comma 1, lett. d), c.p.p., condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando ragioni di esonero.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 4, c.p.

    la recidiva qualificata può essere ritenuta quando il curriculum criminale dell'imputato evidenzi una stabile inclinazione delittuosa e la nuova ricaduta nel reato non appaia episodica o accidentale.

  • art. 591, comma 1, lett. c), c.p.p.

    il ricorso è inammissibile quando i motivi sono aspecifici, reiterativi o meramente confutativi e non si confrontano con le rationes della decisione impugnata.

  • art. 581, comma 1, lett. d), c.p.p.

    i motivi devono contenere una critica argomentata del provvedimento; la loro mancanza o inidoneità giustifica l'inammissibilità del ricorso.

  • art. 12 legge n. 497/1974

    richiamato solo per l'assorbimento nel diverso reato ritenuto dalla Corte d'appello.

  • art. 14 legge n. 497/1974

    richiamato solo per l'assorbimento nel diverso reato ritenuto dalla Corte d'appello.

  • art. 23 legge n. 110/1075

    indicato come reato assorbente rispetto ai reati di detenzione e porto di arma clandestina e di detenzione e porto illegale della medesima arma.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono deducibili censure che si limitino a riprodurre questioni già sottoposte al giudice di merito, senza una specifica e autonoma confutazione della motivazione impugnata.
  • La doglianza sulla recidiva è inammissibile se si risolve in una richiesta di rivalutazione del fatto o della pericolosità dell'imputato, quando la sentenza di merito abbia motivato in modo coerente sulla stabilità dell'inclinazione delittuosa e sulla non occasionalità della ricaduta nel reato.
  • Ai fini dell'ammissibilità del ricorso per cassazione, il motivo deve essere specifico e confrontarsi con le ragioni poste a fondamento della decisione; in difetto, il ricorso è dichiarato inammissibile ex artt. 581 e 591 c.p.p.
  • La recidiva qualificata può essere valorizzata quando il precedente e il nuovo delitto si inseriscano in un quadro di persistente e consolidata indole criminale, tale da giustificare l'inasprimento sanzionatorio.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penaleArmi
IstitutiRecidiva

Testo integrale

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