Cassazione Penale, Sentenza n. 45043/2022 del 25/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorso denunciava violazione di legge e vizio di motivazione ex art. 526, comma 1-bis, c.p.p. per aver fondato il giudizio di responsabilità esclusivamente sulle dichiarazioni predibattimentali della persona offesa (Raana Masud), non escussa in dibattimento, senza disporre la rinnovazione dell'istruttoria richiesta. Si evidenziava inoltre che la Corte territoriale aveva erroneamente ritenuto un acquisto della querela "su accordo delle parti" (art. 493, comma 3), mentre la querela era stata acquisita ex art. 512 c.p.p., e che l'accordo riguardava soltanto una annotazione di p.g.; ne derivavano dubbi sull'attendibilità delle dichiarazioni, aggravati dallo scarto temporale tra fatto, accesso in ospedale e rilascio del certificato medico.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando la sentenza impugnata e rinviando per nuovo esame ad altra sezione della Corte di appello di Napoli. Ha censurato l'utilizzazione probatoria della querela acquisita ex art. 512 c.p.p. senza che la motivazione avesse verificato le "adeguate garanzie procedurali" (modalità di raccolta, compatibilità con i dati di contesto) richieste dalla giurisprudenza convenzionale e interna; ha altresì rilevato la carenza motivazionale circa la rinnovazione dell'istruttoria mediante escussione della persona offesa e ha disposto che la Corte di merito rivaluti le dichiarazioni predibattimentali secondo i criteri indicati e valuti la rinnovazione dell'istruttoria.
Norme richiamate
art. 526, comma 1-bis, cod. proc. pen.
Richiamato come parametro di corretto uso delle dichiarazioni predibattimentali: la Corte censura la motivazione per non aver rispettato le garanzie richieste e per non aver disposto la rinnovazione dell'istruttoria quando necessario.
art. 512 cod. proc. pen.
La querela acquisita ex art. 512 (atto cartolare) può essere utilizzata a fini probatori, ma la sua utilizzazione esclusiva o determinante richiede che la raccolta sia accompagnata da adeguate garanzie procedurali e dalla verifica di compatibilità con i dati di contesto.
art. 493, comma 3, cod. proc. pen.
Norma relativa all'acquisizione di atti su accordo delle parti; la Corte ha chiarito che l'accordo intervenuto in udienza si riferiva all'acquisizione dell'annotazione di p.g. e non alla querela ex art. 512, correggendo l'errata considerazione della Corte territoriale.
art. 6 CEDU (diritto a processo equo)
Principio considerato per valutare la legittimità dell'uso di dichiarazioni unilaterali: una condanna fondata su dichiarazioni predibattimentali è compatibile con l'art. 6 CEDU solo se bilanciata da adeguate garanzie procedurali.
Giurisprudenza Corte EDU (Al-Khawaja/Tahery e Schatschaachwili)
Sentenze della Grande Camera che ammettono la possibilità di fondare una condanna su dichiarazioni predibattimentali purché vi siano adeguate garanzie procedurali; orientamento recepito dalla Corte di Cassazione.
Sez. U, n. 27918 del 25/11/2010
Citata come precedente superato: in quella decisione si era affermato un divieto più rigido di fondare condanne su dichiarazioni non reiterate in dibattimento; la Corte ricorda che l'orientamento successivo della Corte EDU ha modificato tale impostazione.
Sez. 2, n. 15492 del 05/02/2020 e altre pronunce di questa Corte
Giurisprudenza interna che indica i criteri di bilanciamento e le "adeguate garanzie procedurali" (modalità di raccolta, assenza di suggestione, compatibilità con dati di contesto) per l'utilizzazione delle dichiarazioni predibattimentali.
Massime di principio
- Le dichiarazioni predibattimentali acquisite ex art. 512 c.p.p. possono, in linea di principio, costituire base esclusiva o determinante per una condanna solo se il giudice valuta espressamente l'esistenza di adeguate garanzie procedurali che ne assicurino la genuinità (modalità di raccolta, assenza di suggestione, riscontri oggettivi).
- Un accordo tra le parti per l'acquisizione di atti (art. 493, comma 3) non autorizza a eludere gli accertamenti imposti dall'art. 526 c.p.p.: la sussistenza delle garanzie procedurali e la necessità della rinnovazione istruttoria devono essere valutate dal giudice indipendentemente dall'accordo.
- Quando la persona offesa si sottrae all'escussione dibattimentale e emergono dubbi sulla attendibilità delle sue dichiarazioni (es. scarto temporale con gli atti medici, incompatibilità con la dinamica), il giudice di merito dovrebbe valutare la rinnovazione dell'istruttoria e, se possibile, disporre l'escussione in contraddittorio per superare i dubbi ricostruttivi.
- La Corte di cassazione esercita controllo sia sulla correttezza giuridica (rispetto delle norme procedurali) sia sulla completezza della motivazione in ordine alla valutazione delle prove non ripetute: carenze motivazionali rilevanti possono determinare l'annullamento con rinvio.
- In casi analoghi, è essenziale documentare e motivare nel dettaglio la compatibilità tra le dichiarazioni predibattimentali e gli elementi di riscontro oggettivi (referti, certificati, tempi di denuncia) per evitare che la prova cartolare sia ritenuta insufficiente o illegittimamente determinante.
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