Cassazione Penale, Ordinanza n. 14597/2025 del 14/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)
La controversia
Il difensore del condannato ha impugnato l'ordinanza con cui il Tribunale di sorveglianza aveva negato l'ammissione alla misura alternativa dell'affidamento in prova al servizio sociale. Con l'unico motivo si denunciavano violazione dell'art. 47-ter ord. pen. e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che il giudice di sorveglianza avesse attribuito rilievo eccessivo alla supposta strumentalità del rapporto di lavoro e al passato criminale del soggetto, invece di compiere un giudizio prognostico basato sugli elementi positivi attuali. In sostanza, il ricorso mirava a contestare la valutazione di non idoneità della misura alternativa e a ottenere una diversa lettura degli elementi fattuali favorevoli all'istanza.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto non manifestamente illogica la motivazione del Tribunale di sorveglianza sia quanto alla valutazione del lavoro trovato in prossimità della domanda, considerato non sufficiente a escludere il rischio di recidiva, sia quanto al peso attribuito ai numerosi precedenti penali, alle pendenze per fatti successivi, alle informazioni di polizia, ai precedenti benefici già fruiti e alla sottoposizione a misura di prevenzione. Secondo la Corte, tali elementi legittimavano il giudizio di non idoneità dell'affidamento in prova e la necessità del trattamento intramurario. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 47-ter ord. pen.
Richiamato dal ricorrente come parametro violato nella disciplina delle misure alternative; la Corte non ne dà un'interpretazione autonoma, ma valuta la correttezza della motivazione con cui è stata negata l'ammissione all'affidamento in prova.
Massime di principio
- Nel giudizio sull'affidamento in prova al servizio sociale, il tribunale di sorveglianza deve formulare una prognosi sulla futura idoneità della misura, potendo valorizzare non solo elementi attuali favorevoli, ma anche dati negativi pregressi che incidano sul rischio di recidiva e sulla capacità di recupero sociale.
- La sopravvenuta instaurazione di un rapporto di lavoro, specie se in prossimità della domanda di misura alternativa, non è di per sé indice sufficiente di affidabilità quando il percorso precedente del condannato mostri che analoghe esperienze lavorative non hanno impedito la reiterazione di condotte delittuose.
- Ai fini del diniego di una misura alternativa, è legittimo considerare complessivamente precedenti penali, pendenze per fatti successivi, informazioni di polizia, esiti negativi di precedenti benefici e misure di prevenzione, purché tali elementi siano collegati in modo non illogico alla prognosi di non recuperabilità in ambiente esterno.
- In sede di legittimità, il ricorso contro la valutazione di sorveglianza è inammissibile quando si risolve nella richiesta di una diversa lettura del compendio fattuale senza specifiche censure della logica e della coerenza della motivazione impugnata.
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