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Sentenza

Sentenza n. 187/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento dell'ordinanza n.-OMISSIS-prot. -OMISSIS-del 20 aprile 2016 di demolizione di un manufatto ad uso rimessa agricola, con contestuale ripristino dello stato dei luoghi.

Giustizia amministrativa201600500

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un manufatto ad uso rimessa agricola e a una tettoia, ritenuti realizzati senza titolo edilizio

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza comunale di demolizione notificata il 26 aprile 2016, deducendo: l'omessa comunicazione di avvio del procedimento; il difetto di motivazione, in particolare con riguardo al lungo tempo trascorso dalla realizzazione dell'abuso e alla proporzionalità della misura demolitoria; la violazione del principio di proporzionalità e l'erroneità nel merito, sostenendo che l'opera fosse un annesso pertinenziale, costituito da una tettoia aperta su tre lati destinata al ricovero di prodotti agricoli e funzionale alla propria azienda agricola, riconducibile all'edilizia libera e non assoggettabile a demolizione. Il Comune, benché ritualmente evocato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha esaminato congiuntamente le censure relative alla partecipazione procedimentale e alla motivazione, ritenendole infondate perché l'ordinanza di demolizione è un atto vincolato e doveroso, adottato nell'esercizio della vigilanza edilizia quando sia accertata l'abusività dell'opera. Per tale ragione non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento e trova applicazione l'art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990. La motivazione è sufficiente quando descrive le opere e indica la loro abusività; il mero decorso del tempo non impone una motivazione ulteriore sull'interesse pubblico attuale né determina un affidamento tutelabile sulla legittimità dell'opera. Il terzo motivo è stato respinto perché le allegazioni sulla ridotta consistenza e sulla natura pertinenziale o liberamente realizzabile delle opere non erano supportate da documentazione. Il manufatto è stato qualificato come intervento di nuova costruzione, poiché costituito da una struttura stabile, con alterazione della sagoma e delle dimensioni del fabbricato originario, piazzale e pavimentazione. La destinazione a esigenze permanenti rende irrilevanti la precarietà strutturale, la rimovibilità e l'assenza di opere murarie. Anche la pavimentazione, per la rilevante estensione indicata in sentenza, non rientra nell'edilizia libera ai sensi dell'art. 6, comma 1, lett. e-ter, d.P.R. 380/2001. È stata quindi ritenuta infondata anche la dedotta violazione dell'art. 31 d.P.R. 380/2001. Nessuna pronuncia sulle spese, poiché il Comune non si è costituito.

Norme richiamate

  • art. 7 l. 241/1990

    La comunicazione di avvio del procedimento non è necessaria per l'ordinanza di demolizione, trattandosi di procedimento vincolato e doveroso di repressione dell'abuso edilizio.

  • art. 21-octies, comma 2, l. 241/1990

    La natura vincolata dell'ordinanza demolitoria rende comunque irrilevante l'omessa comunicazione di avvio del procedimento.

  • art. 6, comma 1, lett. e-ter, d.P.R. 380/2001

    L'edilizia libera non comprende opere di rilevante entità o destinate a esigenze permanenti che alterino lo stato dei luoghi e comportino incremento del carico urbanistico; la pavimentazione è libera solo se di minima entità, anche in rapporto al contesto.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    La realizzazione senza titolo di un intervento qualificabile come nuova costruzione legittima l'ingiunzione di demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.

Massime di principio

  • L'ordinanza di demolizione adottata per reprimere un abuso edilizio è un atto doveroso e vincolato all'accertamento dell'assenza del titolo edilizio o della difformità da esso; di regola, non richiede la previa comunicazione di avvio del procedimento.
  • La motivazione dell'ordinanza di demolizione è sufficiente quando descrive le opere e indica la loro abusività; il mero decorso del tempo dalla realizzazione dell'opera non impone una specifica motivazione sull'interesse pubblico attuale alla demolizione né fonda, da solo, un affidamento tutelabile sulla legittimità dell'opera.
  • Un manufatto destinato a soddisfare esigenze permanenti costituisce intervento idoneo ad alterare stabilmente lo stato dei luoghi e ad aumentare il carico urbanistico, anche se strutturalmente precario, rimovibile o privo di opere murarie.
  • La riconducibilità di una pavimentazione all'edilizia libera richiede che essa abbia entità minima sia in assoluto sia in rapporto al contesto e all'edificio cui accede; una superficie di rilevante estensione non beneficia dell'esenzione prevista dall'art. 6, comma 1, lett. e-ter, d.P.R. 380/2001.
  • Chi deduce che un'opera edilizia sia pertinenziale o realizzabile in edilizia libera deve fornire elementi documentali idonei a dimostrarne consistenza, caratteristiche e rapporto funzionale con l'edificio o l'attività servita.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventiPartecipazione al procedimentoMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di motivazionePartecipazione procedimentaleProporzionalità e ragionevolezzaOnere della prova e principio dispositivo

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