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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14013/2025 del 26/05/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la revocazione per ingiuria grave della donazione e/o l'accertamento di una donazione indiretta del 50% dell'immobile adibito a casa coniugale (acquistato con denaro del ricorrente), la restituzione delle somme impiegate per la ristrutturazione e l'acquisto di un'auto, deducendo violazione degli obblighi di assistenza e fedeltà della convenuta. Impugnava le decisioni di merito che avevano respinto le sue domande e sollevava molteplici censure di diritto (omessa pronuncia sulla donazione indiretta, onere della prova, errata valutazione delle prove, violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato, e questioni processuali relative alle spese e alla condanna alle spese).

La decisione

La Corte ha dichiarato estinto il giudizio di cassazione per mancata opposizione alla proposta di definizione anticipata ex art. 380-bis c.p.c., confermando che il ricorrente non ha richiesto la decisione entro i termini di legge. Ha ritenuto infondate le giustificazioni addotte (cambio numero telefonico del cliente e mancata nuova procura speciale non impeditiva dopo la modifica normativa). Ha respinto eccezioni formali avversarie riguardanti la procura telematica, ma ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali (liquidate in complessivi € 5.700,00) e al risarcimento per responsabilità processuale aggravata (€ 2.275,00).

Norme richiamate

  • art. 380-bis c.p.c.

    "se non è stata ancora fissata la data della decisione, il presidente della sezione o un consigliere da questo delegato può formulare una sintetica proposta di definizione del giudizio, quando ravvisa l’inammissibilità, improcedibilità o manifesta infondatezza del ricorso... Entro quaranta giorni dalla comunicazione la parte ricorrente... può chiedere la decisione. In mancanza, il ricorso si intende rinunziato e la Corte provvede ai sensi dell'articolo 391."

    La norma consente al giudice di proporre una definizione anticipata per ricorsi manifestamente infondati; se il ricorrente non chiede la decisione entro il termine, il ricorso si estingue e possono applicarsi sanzioni (spese e talvolta responsabilità aggravata). La modifica normativa (d.lgs. 164/2024) ha eliminato l'obbligo della nuova procura speciale, semplificando la possibilità per il difensore di decidere.

  • art. 391 c.p.c. (comma terzo)

    Regola la facoltà di chiedere la decisione dopo la proposta di definizione; la richiesta tempestiva determina la caducazione del decreto di estinzione e rimette la causa in decisione. È il rimedio procedurale per ottenere riesame della pronuncia di estinzione.

  • d.lgs. 164/2024 (modifica art. 380-bis c.p.c.)

    Ha eliminato l'obbligo della nuova procura speciale per chiedere la decisione dopo la proposta di definizione, rendendo più agevole l'esercizio della facoltà da parte del difensore con il mandato originario.

  • art. 2697 c.c.

    Norma sul principio dell'onere della prova; la sentenza di merito è stata censurata dal ricorrente per aver spostato indebitamente l'onere probatorio, ma la Corte di legittimità non ha ritenuto sussistente motivo utile a rimuovere l'estinzione del giudizio.

  • art. 96 c.p.c.

    Riferito in relazione alle conseguenze della definizione conforme alla proposta: possibilità di condanna per responsabilità aggravata e liquidazione maggiorata delle spese quando sussistano mala fede o colpa grave.

  • Corte costituzionale, sent. 152/2016

    Richiamata per avvalorare la legittimità di meccanismi volti a reprimere l'abuso del processo e a tutelare la ragionevole durata del processo; supporta la possibilità di sanzioni per condotte processuali abusive.

Massime di principio

  • Se il giudice delegato formula una proposta di definizione anticipata ai sensi dell'art. 380-bis c.p.c., il ricorrente ha 40 giorni per chiedere la decisione: mancato esercizio del rimedio comporta l'estinzione del ricorso e possibile condanna alle spese e a risarcimenti per responsabilità processuale aggravata.
  • Dopo la modifica introdotta dal d.lgs. 164/2024 non è più necessaria una nuova procura speciale per chiedere la decisione: il difensore può agire con il mandato originario, perciò il consulente deve valutare tempestivamente e diligentemente la proposta di definizione.
  • Il difensore ha l'obbligo di compiere every sforzo ragionevole per contattare il cliente e per adottare le iniziative processuali necessarie; la mera difficoltà di reperire il cliente (es. cambio numero) non esime dalla diligenza richiesta.
  • In questioni relative a donazioni indirette e spese sostenute nella comunione coniugale, è essenziale documentare con prove materiali (versamenti, bonifici, documenti di acquisto intestati) la provenienza dei fondi e l'effettivo concorso di ciascun coniuge; l'assenza di tali prove può impedire l'accertamento della donazione.
  • Se la proposta del giudice appare manifestamente fondata, opporsi senza adeguata base probatoria o giuridica può comportare l'accertamento di responsabilità aggravata e costi maggiori; valutare sempre la strategia difensiva alla luce del rischio sanzionatorio.
  • In presenza di un decreto di estinzione, l'istanza ex art. 391 c.p.c. è il mezzo per ottenere la rimessione in decisione: va proposta tempestivamente e con adeguata motivazione. Non avanzarla nei termini equivale ad accettare l'estinzione.

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