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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17354/2023 del 26/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione della conferma, in appello, della confisca disposta in primo grado: il difensore deduceva che la confisca per equivalente ha natura sostanziale e le modifiche peggiorative del relativo regime non possono operare retroattivamente; perciò l'art. 578-bis cod. proc. pen. non poteva essere applicato ai fatti commessi anteriormente alla sua entrata in vigore, soprattutto in assenza di condanna.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nella parte relativa alla confisca. Ha ritenuto che la confisca per equivalente sia istituto di diritto sostanziale e dunque l'art. 578-bis non è applicabile retroattivamente alle condotte anteriori alla sua entrata in vigore. Tuttavia la Corte ha precisato i confini tra confisca "diretta" e confisca per equivalente: la confisca di denaro va qualificata come diretta e può essere mantenuta anche in caso di estinzione del reato per prescrizione se sussiste la pronuncia di condanna in primo grado e altri presupposti (giurisprudenza Sezioni Unite "Lucci"); analogamente, il denaro confluito in società che siano meri schermi può essere considerato ancora direttamente disponibile all'autore e quindi soggetto a confisca diretta. Poiché la Corte di appello aveva applicato l'art. 578-bis facendo generico riferimento alla "confisca per equivalente" senza verificare se i beni attinti fossero denaro, se vi fosse stata trasmigrazione in società mere "schermo" o se sussistesse un nesso causale diretto tra attività illecita e beni, la Cassazione ha annullato la parte della sentenza sulla confisca e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Cagliari per nuovo giudizio, con istruzioni per accertare la natura diretta o per equivalente della confisca e, conseguentemente, l'applicabilità delle discipline pertinenti.

Norme richiamate

  • art. 578-bis cod. proc. pen.

    Disciplina la confisca nei casi previsti dall'art. 322-ter anche in assenza di condanna; la Corte afferma che, trattandosi di misura con valenza sostanziale quando qualificata come confisca per equivalente, le modifiche peggiorative di tale regime non possono essere applicate retroattivamente alle condotte anteriori alla sua entrata in vigore.

  • art. 240 cod. pen.

    Regola la confisca del prezzo o del profitto del reato: il comma secondo n.1 consente al giudice, anche in caso di estinzione del reato per prescrizione, di disporre la confisca del prezzo; il comma primo disciplina la confisca facoltativa, la cui applicazione richiede attenzione al principio di legalità e non può essere estesa automaticamente secondo criteri sostanzialisti.

  • art. 322-ter cod. pen.

    Prevede ipotesi di confisca obbligatoria del prezzo o del profitto per specifici reati; la Corte indica che la regola delle Sezioni Unite (Lucci) che autorizza la conferma della confisca-diretta anche in caso di prescrizione opera in ipotesi di confisca obbligatoria disciplinata da questo articolo, a condizione che vi sia stata pronuncia di condanna in primo grado.

  • art. 44, comma 2, d.P.R. n. 380/2001 (richiamato in dottrina/giurisprudenza)

    Citato per richiamare principi interpretativi sostanzialistici utilizzati dalle Sezioni Unite nella sentenza "Lucci" (rapporto di continenza tra confisca-sanzione e confisca-misura di sicurezza); la Corte limita però l'estensione di tali principi alle sole ipotesi di confisca obbligatoria.

  • Giurisprudenza: Sez. U., n. 15229 del 22/9/2022 (Esposito) e Sez. U., n. 31617 del 26/6/2015 (Lucci)

    Le Sezioni Unite hanno chiarito i limiti di applicazione della confisca-diretta in caso di prescrizione: possono sussistere condizioni per mantenere la confisca diretta anche dopo prescrizione (principio Lucci), ma tale apertura va mantenuta nei limiti delle fattispecie di confisca obbligatoria; non è possibile estendere automaticamente il principio a tutte le ipotesi di confisca facoltativa senza violare il principio di legalità.

Massime di principio

  • La confisca per equivalente ha natura sostanziale: norme che peggiorano il regime della confisca per equivalente non sono applicabili retroattivamente a fatti anteriori alla loro entrata in vigore.
  • È essenziale distinguere tra confisca "diretta" (soprattutto quando riguarda denaro) e confisca "per equivalente"; la qualificazione determina il regime applicabile e la possibilità di mantenere la misura dopo l'estinzione del reato per prescrizione.
  • La confisca di denaro rinvenuto nel patrimonio dell'autore va in genere qualificata come confisca diretta e può essere adottata anche se è stata dichiarata la prescrizione, purché ricorrano i presupposti (es. condanna di primo grado e stabilità dell'accertamento nei gradi successivi secondo i limiti indicati dalle Sezioni Unite).
  • Se il profitto illecito è stato trasferito a società prive di autonomia (mero schermo), il denaro può essere considerato ancora nella piena disponibilità dell'autore e quindi soggetto a confisca diretta; occorre un accertamento concreto dell'effettiva autonomia delle società.
  • Quando il bene oggetto del vincolo non è denaro (es. immobili), il giudice deve verificare il nesso causale tra attività illecita e acquisto: solo se il bene è acquisito con proventi illeciti e il nesso è provato può operare la confisca diretta; in mancanza, può trovare applicazione la confisca per equivalente solo nei limiti consentiti dalle norme vigenti all'epoca del fatto.
  • I giudici di merito devono motivare specificamente la qualificazione della confisca (diretta vs per equivalente) e verificare l'esistenza di condanne o accertamenti sufficienti nei precedenti gradi di giudizio prima di applicare regimi più gravosi o misure di sicurezza.

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