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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28520/2024 del 16/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato l'istanza di dissequestro di una porzione di terreno (particella n. 446, fg. 112) sottoposta a sequestro per occupazione abusiva di demanio marittimo. Il ricorrente contestava la valutazione della demanialità fondata sui dati catastali, richiamando una procedura di delimitazione del 1993 che avrebbe escluso la demanialità, nonché cartografie, foto satellitari e la presenza di un muro di confine. Inoltre deduceva l'assenza del dolo necessario per il reato, avendo acquistato l'area basandosi su atti e planimetrie che, a suo avviso, legittimavano l'uso della porzione contestata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Motivazione principale: primo motivo generico e ripetitivo delle doglianze già esaminate e respinte in grado di merito, privo di specificità e senza confronto critico con i passaggi decisionali impugnati (inammissibilità per carenza di specificità). Sostanzialmente, la Corte ha confermato che le mappe catastali che indicano l'inclusione nel demanio marittimo costituiscono prova che la procedura di delimitazione è stata espletata e che, in assenza di alterazioni dello stato dei luoghi, la demanialità non può essere contestata in questa sede. Ha inoltre chiarito che la procedura di delimitazione ha natura ricognitiva e non costitutiva, quindi la sua eventuale assenza o diversità di valutazione non preclude la configurabilità del reato. Quanto al dolo, la Corte ha ritenuto che la disponibilità delle mappe catastali in capo all'indagato consente di desumere in via indiziaria la consapevolezza dell'occupazione abusiva. Conseguenze pratiche: ricorso dichiarato inammissibile, condanna alle spese del procedimento e al versamento di 3.000,00 euro alla Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 54 Codice della navigazione

    Norma che delinea la tutela del demanio marittimo rispetto a condotte di occupazione. La Corte la richiama come riferimento per la fattispecie di reato e ne ritiene integrata la fattispecie sulla base della demanialità accertata dalle mappe catastali.

  • art. 1161 Codice della navigazione

    Prevede la contravvenzione per occupazione arbitraria di aree demaniali marittime. La Corte segnala che si tratta di reato tipicamente doloso e ritiene integrato l'elemento soggettivo per effetto della conoscenza delle indicazioni catastali da parte dell'indagato.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiamato nei motivi di impugnazione; la Corte valuta l'argomentazione e dichiara la doglianza inammissibile per mancata specificità e per essere mera replica di censure già decise.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione al sequestro preventivo del bene. Il sequestro è stato disposto ai sensi di questa disposizione insieme alle fattispecie di demanio.

  • art. 32 Codice della navigazione

    Disciplina la procedura di delimitazione del demanio marittimo. La Corte ricorda che tale procedimento ha natura ricognitiva e non costitutiva della demanialità, dunque la sua presenza o esito non esaurisce l'accertamento penale della demanialità.

  • art. 58 regolamento di attuazione per la navigazione marittima

    Stabilisce che il verbale di delimitazione, una volta redatto e approvato, diviene obbligatorio per lo Stato e viene inserito nelle mappe catastali; la Corte usa questo principio per collegare la presenza catastale alla procedura amministrativa di delimitazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per l'effetto sanzionatorio in caso di declaratoria di inammissibilità: impone l'onere delle spese processuali e consente il versamento di una somma alla Cassa delle ammende, qui fissata in 3.000,00 euro.

Massime di principio

  • Le mappe catastali che indicano l'inclusione nel demanio marittimo costituiscono un forte elemento probatorio e, in mancanza di evidenze di alterazione dello stato dei luoghi, sono idonee a fondare il fumus commissi delicti per reati demaniali.
  • La procedura amministrativa di delimitazione (art. 32 c.nav.) ha natura ricognitiva e non costituisce, di per sé, elemento costitutivo della demanialità: la sua assenza o un diverso esito non impedisce l'accertamento penale della demanialità.
  • In Cassazione non è possibile riproporre in forma generica e non specifica censure di merito già esaminate e motivate in grado di appello; il ricorso deve confrontarsi criticamente con i passaggi decisionali impugnati e indicare punti concreti di illegittimità.
  • Per il reato di occupazione arbitraria (art. 1161 c.nav.) è richiesto il dolo: la conoscenza delle indicazioni catastali può essere valorizzata come indizio della consapevolezza dell'illiceità dell'occupazione.
  • Per contrastare efficacemente un sequestro per presunta demanialità, occorre produrre prove documentali solide e specifiche che mettano in discussione lo stato di fatto e la titolarità, preferibilmente nel giudizio di merito; semplici elementi cartografici o valutazioni alternative possono risultare insufficienti in sede di legittimità.
  • Se si intende contestare la demanialità in sede di legittimità, il ricorso deve contenere motivi specifici che affrontino singolarmente e criticamente i passaggi logici della decisione impugnata, evitando ripetizioni generiche delle argomentazioni di grado.

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