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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 02681/2026 del 22/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Alessandroni era stato ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta patrimoniale per aver distratto dalla società fallita Alca Costruzioni srl complessivi €74.000 in uscite di cassa intestate a fornitori (Rosaria Tufano e Francesco Colonna) e €35.000 mediante riduzione di un credito verso la Alca Immobiliare srl, avvalendosi anche di fatture per operazioni inesistenti. In cassazione il ricorrente ha contestato la valutazione della Corte d'appello, sostenendo che i pagamenti risultavano documentalmente provati (quietanze/fatture) e che le dichiarazioni dei creditori, che negarono di aver ricevuto somme, erano interessate da motivi fiscali e quindi inattendibili; ha altresì rilevato che l'annullamento degli assegni circolari non è elemento univoco. La Corte d'appello si era basata su annullamento di assegni, sui negati ricevimento da parte dei creditori e sulla scelta difensiva del rito abbreviato per ritenere la distrazione provata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso nei termini indicati, ritenendo che la Corte territoriale non abbia adeguatamente valutato le circostanze e le prove documentali addotte dalla difesa (quietanze, fatture, possibile ragione fiscale delle dichiarazioni dei creditori, valore non univoco dell'annullamento degli assegni) e non abbia operato la necessaria valutazione logico-probatoria complessiva richiesta per fondare una condanna oltre ogni ragionevole dubbio. Per tali carenze la sentenza impugnata è stata annullata e la causa rinviata per nuovo esame alla Corte d'appello di Perugia.

Norme richiamate

  • art. 2710 cod. civ.

    La difesa invocava la prova documentale (quietanze/fatture) ai sensi di tale norma come presunzione di avvenuto pagamento; la Corte di Cassazione ha indicato che tale prova documentale non è stata adeguatamente valutata dalla Corte territoriale.

  • art. 533, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato il criterio probatorio del processo penale: la condanna richiede la prova della colpevolezza 'oltre ogni ragionevole dubbio'. La Cassazione ha rilevato che i giudici del merito non hanno dimostrato che gli indizi, nel loro complesso, raggiungessero tale standard.

  • Giurisprudenza: Sez. 1, n. 44324 del 18/4/2013, Stasi; Sez. U, n. 33748 del 12/7/2005, Mannino; Sez. 2, n. 45851 del 15/9/2023, Lo; Sez. 1, n. 17921 del 3/3/2010, Giampà

    Giurisprudenza citata in materia di valutazione della prova indiziaria: il giudice deve valutare singolarmente e complessivamente gli indizi, verificarne la certezza fattuale, la valenza dimostrativa e la concordanza tale da escludere alternative ragionevoli. La Corte di Cassazione ha ritenuto che la Corte d'appello non si sia attenuta a questi principi.

Massime di principio

  • In caso di valutazione di distrazioni patrimoniali basate su fatture e pagamenti, il giudice deve verificare e confrontare in modo specifico sia la documentazione contabile (fatture, quietanze, registrazioni di cassa) sia le dichiarazioni dei creditori; non è sufficiente basarsi su presunzioni isolate come l'annullamento di assegni.
  • La prova documentale (es. fatture quietanzate) può avere grande rilievo: il giudice deve spiegare perché ritiene che tali documenti non dimostrino l'effettivo pagamento, considerando anche possibili motivi di interesse dei testi a negare il pagamento (es. questioni fiscali).
  • Nella prova indiziaria il valore probatorio deriva dalla concordanza e univocità degli indizi nel loro insieme; il giudice deve motivare come la concatenazione indiziaria raggiunge il livello di certezza processuale 'oltre ogni ragionevole dubbio'.
  • La scelta del rito (es. giudizio abbreviato) può limitare le possibilità difensive di allegare o sviluppare certe prove; tuttavia il giudice deve comunque valutare le prove disponibili e motivare il rifiuto della versione difensiva.
  • Se la motivazione del giudice del merito risulta lacunosa rispetto alla valutazione complessiva degli elementi probatori, la decisione può essere annullata e rinviata per un nuovo esame da parte di un altro collegio che compia la valutazione richiesta.

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