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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5054/2024 del 05/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Conflitto di competenza circa l'organo competente a decidere sull'istanza di applicazione dell'indulto presentata da Salh El Kaouri, destinatario di più condanne pronunciate da giudici diversi (Giudice di Pace di Verona e altri giudici ordinari). Il GIP di Rimini aveva dichiarato la propria incompetenza invocando l'art. 665, comma 4, c.p.p. (giudice dell'esecuzione individuato nella sentenza divenuta irrevocabile per ultima), ritenendo competente il Giudice di Pace di Verona; il Giudice di Pace di Verona sollevò conflitto richiamando l'art. 40, comma 3, d.lgs. n. 274/2000 che attribuisce comunque la competenza all'altro giudice ordinario quando l'esecuzione riguarda provvedimenti del Giudice di Pace e di altro giudice ordinario.

La decisione

La Corte ha dichiarato la sussistenza di un conflitto negativo di competenza e ha deciso che la competenza appartiene al Tribunale di Rimini in composizione monocratica. La Corte ha motivato che, pur essendo generalmente il giudice dell'esecuzione quello che ha emesso la sentenza irrevocabile per ultima (art. 665, comma 4, c.p.p.), la norma speciale dell'art. 40, comma 3, d.lgs. n. 274/2000 esclude che il Giudice di Pace sia competente quando sono coinvolti anche provvedimenti di altri giudici ordinari: in tali ipotesi la competenza è attribuita all'altro giudice ordinario. Applicando i criteri e accertando le sentenze e le loro irrevocabilità, la competenza è stata quindi assegnata al Tribunale di Rimini.

Norme richiamate

  • art. 28 cod. proc. pen.

    Fondamento giuridico del conflitto negativo di competenza: si è in presenza di conflitto negativo perché due organi hanno ritenuto che la competenza spettasse all'altro.

  • art. 665, comma 4, cod. proc. pen.

    Regola generale per l'individuazione del giudice dell'esecuzione: la competenza funzionale spetta al giudice che ha emesso la sentenza divenuta irrevocabile per ultima; il momento che radica la competenza è la presentazione della domanda (perpetuatio jurisdictionis).

  • art. 40 d.lgs. n. 274/2000

    "Salvo diversa disposizione di legge, competente a conoscere dell'esecuzione di un provvedimento è il giudice di pace che l'ha emesso. Se l'esecuzione concerne più provvedimenti emessi da diversi giudici di pace, è competente il giudice che ha emesso il provvedimento divenuto irrevocabile per ultimo. Se i provvedimenti sono stati emessi dal giudice di pace e da altro giudice ordinario, è competente in ogni caso quest'ultimo."

    Norma speciale che deroga alle regole ordinarie: quando sono coinvolti provvedimenti del Giudice di Pace e di altro giudice ordinario, la competenza è attribuita sempre all'altro giudice ordinario, prevalendo sulla regola dell'art. 665 c.p.p.

Massime di principio

  • In presenza di più sentenze di condanna la competenza del giudice dell'esecuzione è in via ordinaria del giudice che ha emesso la sentenza irrevocabile per ultima (art. 665, comma 4, c.p.p.).
  • La regola generale subisce una deroga se tra i provvedimenti vi è almeno uno del Giudice di Pace e altri di giudici ordinari: in tal caso, per l'art. 40, comma 3, d.lgs. n. 274/2000, la competenza è sempre dell'altro giudice ordinario e non del Giudice di Pace.
  • La competenza è unica e si radica al momento della presentazione della domanda (principio della perpetuatio jurisdictionis): successivi provvedimenti non modificano la competenza già stabilita.
  • In caso di conflitto negativo di competenza la Corte può assegnare la competenza anche a un 'terzo' giudice non parte del regolamento di competenza tra gli organi confliggenti.
  • Prima di proporre istanze esecutive (es. richiesta di indulto) è necessario verificare la natura dei provvedimenti coinvolti (Giudice di Pace vs giudice ordinario) e l'ordine cronologico delle irrevocabilità per individuare correttamente il giudice competente.

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